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Monologando, seconda edizione

fronte_03-260x300Forti dell’ottimo riscontro di adesioni, di pubblico e di critica dello scorso anno, parte la Seconda Edizione del Concorso per monologhi teatrali inediti, Monologando. Organizzato da Ata.TeatroPadova e Acli Arte e Spettacolo con il Patrocinio del Comune di Padova. Dal 1 settembre 2016 al 30 novembre 2016 è possibile iscrivere il proprio monologo nelle modalità del bando che trovate a questo indirizzo. Scopo del concorso è promuovere la scrittura drammaturgica teatrale e dare la possibilità agli autori del testo di vedere rappresentato il loro monologo in uno spazio teatrale professionale, prima degli spettacoli della tradizionale rassegna “Su il Sipario” che si tiene a Padova nei mesi di Gennaio e Febbraio. I monologhi selezionati nella prima fase del Concorso in base al testo inviato verranno poi votati dal pubblico presente in sala al quale si aggiungerà il voto di un’altra giura “tecnica” presente alle rappresentazioni. Alla fine il monologo che avrà ottenuto il punteggio maggiore durante le esibizioni dal vivo risulterà vincitore. Siamo felici anche per quest’anno di contribuire a tale iniziativa con altri partner di tutto rispetto! Continua a leggere

Questa sera in scena Tiziana Sferruggia finalista concorso #MONOLOGANDO

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Questa sera al Piccolo Teatro Don Bosco a #Padova va in scena il monologo la “la Demi vierge” di Tiziana Sferruggia ,interpretato dalla bravissima Anna Rita Di Muro. Monologo selezionato nell’ambito del concorso #MONOLOGANDO di cui Gianluca Meis, Presidente di Ata.TeatroPadova e Acli Arte & Spettacolo, è stato l’organizzatore e fautore. Noi di questo blog ne andiamo orgogliosi perché Tiziana ha pubblicato molti racconti su questa piattaforma  e Gianluca è un caro amico  oltre a far parte di questa avventura letteraria chiamata #SVOLGIMENTO

Monologando

fronte cartolina#Svolgimento ha aderito con entusiasmo al nuovo progetto di Ata.TeatroPadova e Acli Arte e Spettacolo, diventando partner del concorso per monologhi teatrali inediti chiamato Monologando. Dal 1 settembre al 30 novembre 2015 si potrà partecipare alla prima fase del concorso inviando un monologo di massimo due cartelle. Una giuria, di cui fanno parte anche le nostre Lepri e Wood, selezioneranno i sei testi a loro giudizio migliori da un primo punto di vista letterario. Coloro che passeranno questa fase saranno poi chiamati a recitare il monologo, in prima persona o grazie all’aiuto di un attore, durante la rassegna teatrale “Su il Sipario” che si tiene a Padova nei mesi di gennaio e febbraio 2015. A quel punto, una nuova giuria di tecnici, e il voto del pubblico presente in sala, decreteranno il vincitore del concorso. Il bando ci concorso, e i documenti da presentare con il monologo, li trovate a questo link.

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Gabrina

ob_99ca04_1385397-10201543055451495-1854904815-n-jpgI soldati accampati nella nuova ala del castello la chiamavano “vecchia sgualdrina”. Ma lei non si sentiva affatto vecchia. Alcuni di loro avrebbero potuto essere suoi figli per l’età, ma a una madre certe cose non le avrebbero di sicuro raccontate mai: non avrebbero in nessun modo mancato di rispetto né, tanto meno, piantato la testa tra le cosce calde in cerca di un’umida consolazione. La chiamavano “sgualdrina” mentre scherzavano tra di loro giocando a dadi o lucidando le spade; la cercavano con dolci parole quando erano vinti dalla nostalgia di casa o bisognosi di qualche carezza esperta, senza il pericolo di scomodi parenti tirati in mezzo o quello di dover sborsare denari. Il suo vero nome, Gabrina, lo conoscevano in pochi in quelle stanze che sapevano di piscio e sudore, eppure a tutti bastava una smorfia o l’accenno di un passo da zoppo con la mano sull’uccello, per evocarla chiaramente a qualsiasi interlocutore nei paraggi. Da quando era entrata nelle grazie del nuovo giovane Signore, scendeva sempre più raramente dai soldati: prima era suo compito accertarsi che i secchi d’acqua ne contenessero sempre di fresca. Ora poteva permettersi il lusso di prender sonno nel salone delle feste, mentre qualche musicista riempiva le sere di musica. Di strazio, pensava lei. Il suo nuovo e insperato protettore le aveva fatto avere abiti degni, qualche gioiello veneziano e una stola di pelliccia di marmotta, così da stare sempre pulita.

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Domande sbagliate

punto-interrogativoSi tratta di un vecchio indovinello: tre amici fanno uno spuntino al bar e danno trenta euro alla cameriera per pagare il conto. Il totale però è di venticinque euro quindi la ragazza restituisce loro 5 euro di resto. Per evitare problemi di divisioni ognuno dei tre prende un euro e gliene lasciano due di mancia. Però… se ognuno ha ritirato un euro significa che ne hanno pagato nove a testa. Nove per tre, più i due di mancia fanno ventinove. Che fine ha fatto l’ultimo euro?
Non sono bravo a raccontare questa storiella, ogni tanto però la leggo in rete o la ascolto al bar in una delle sue innumerevoli varianti e tutte le volte mi fa sorridere. O meglio, mi divertono le reazioni di chi cerca in qualsiasi modo di venirne a capo tirando dentro curve di Gauss, strani calcoli trigonometrici, frazioni, limiti e chi più ne ha più ne algebra per poi arrendersi sistematicamente. Nessuno troverà mai la risposta corretta a quella domanda, perché è la domanda ad essere sbagliata.
L’indovinello mi torna in mente anche tutte le volte in cui sento nominare il numero quarantadue. Chiunque sappia quanto può essere utile un asciugamano durante un’invasione aliena sa anche che quarantadue è LA risposta che cerchiamo, alla vita, all’universo, a tutto quanto. Solo che nessuno ne conosce la domanda che stavolta non è sbagliata, non c’è proprio. Sempre più difficile, siore e siori. Continua a leggere

Il neonato atomico

Atipicità umane – 3 

Si sta muovendo!Richard_Lindner_-_Boy_with_Machine_(1954) (2)

Quel piccolo paffutello figlio di puttana si sta muovendo! Guardatelo, come gattona innocente in mezzo alla strada deserta, facendo finta di nulla. Guardatelo, morbido e tenero come solo gli angioletti sanno essere.
Ma quel tizzone d’inferno in carne soffice e ossa frolle non ha nulla d’angelico.
È il figlio del demonio, è il parto del diavolo, anche se il diavolo in questo caso è la povera Mariagrazia Pagnaschi, moglie del senatore Augusto Svanzi, eminente autorità del nostro piccolo povero paesino colpito dalla peggior calamità dell’universo.
Mentre quel mostro si muove, tutto il centro è un fuggi-fuggi, uno sgombra-sgombra, per evitare di finire in mezzo alla deflagrazione imminente. Un ginocchietto alla volta, una manina dopo l’altra, quell’infante apocalittico avanza, i ciuffi biondi che gli cingono il cranio vellutato, la bocca che sbrodola bava e risatine, sembra un qualsiasi bimbo di qualsiasi pubblicità di pannolini, e invece è la fine di tutto, la distruzione del mondo, il Ragnarök delle nostre speranze!
Il neonato atomico avanza, ma nessuno sa che cosa fare.
Eppure nulla aveva fatto presagire una tale sventura. La signora Pagnaschi era una mamma ammirata da tutti, le ecografie non avevano dato cenno di pericolo, la gestazione era stata serena e amorevole come ci si aspetterebbe da una famiglia così perfetta.
Ma ora il bimbo termonucleare avanza e l’esercito studia il da farsi.

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