Achille e Pentesilea

achille e pentesilea“Era dunque il dodicesimo giorno e Pentesilea, regina delle Amazzoni, si scagliò contro Achille, tenendogli testa.”
Era al suo fianco, da sempre, combattendo in silenzio, come sanno combattere in silenzio alcune donne, al fianco di uomini che non vedono, di uomini che non sentono, di uomini pieni soltanto di sé.
Era al suo fianco, fedele come sanno essere fedeli alcune donne, tenaci, determinate, salde come roccia, che non cedono di un passo, anche a costo di farsi male, anche a costo di ferirsi.
Era al suo fianco, giorno dopo giorno, anno dopo anno, senza mai essere notata, senza mai ricevere una ricompensa, un riconoscimento, qualcosa che assomigliasse anche lontanamente ad un “grazie”.
“La leggenda vuole che Achille ne scoprisse la bellezza quando, colpitala a morte, le cadde l’elmo, e furono così svelati i bei tratti del volto. Neppure la Morte aveva scalfito la sua bellezza.”
Si accorse di quanto la amava nel momento in cui lei lo abbandonò per sempre.
Si accorse del vuoto incolmabile lasciato dalla sua presenza ingombrante e silenziosa.
Aveva l’amore a portata di mano e non se ne era mai accorto.
Aveva una casa con fondamenta solide di pietra, un approdo sicuro dopo ogni naufragio,
il calore accogliente del fuoco del camino e non lo sapeva.
Fu preso da sgomento.
L’eroe possente, invincibile, quintessenza della mascolinità e del coraggio, si piegò sulle ginocchia e pianse come un bambino.
Lacrime copiose, inconsolabili. Lacrime inutili.

© RitaLopez

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