Le domeniche al mercatino

Prime edizioni, bizzarrie editoriali e curiosità in forma di libro

L’inserto domenicale di #Svolgimento dedicato ai libri recuperati in qualche mercatino,
negozio di antiquariato, rigattiere o fiera di Paese.
Oggetti capaci di affascinare, incuriosire, conquistarci fino alla brama del possesso,
da un euro in su!

20160409_104210Negli anni 80 Aldo Busi realizzò alcuni memorabili lavori letterari che lo posero all’attenzione dei media ingordi e famelici di associare a qualsiasi eventualità la parola “scandalo”. L’autore divenne così parte indispensabile dell’opera, Busi non era più solo quello che scriveva ma soprattutto quello che diceva (in interviste e comparsate televisive) o quello che faceva (memorabili certi spogliarelli). Seminario sulla Gioventù a mio avviso resta uno dei migliori libri italiani dal dopoguerra ad oggi e il lavoro di Busi, seppur tra alti e bassi, è un “caso” a sé nel nostro panorama letterario. Avesse forse scelto di far parlare solo i suoi libri e la sua opera oggi avremmo un Busi diverso che non fatico a vedere persino in qualche dotta antologia. Dal 1990 in poi il personaggio sovrasta definitivamente l’autore, diventa parte di quel sistema televisivo al ribasso in cui il trash la fa da padrone: chi urla più forte, chi mostra più tette, chi offre spazi sempre maggiori alla pornografia dei sentimenti, ripresi nei loro dettagli più intimi, imbarazzanti e meccanici (altro che atti sessuali su maxischermo!). Un trash “inseguito”, “voluto” e forse anche per questo incapace di attirarsi le simpatie dei cultori del genere, i quali hanno spesso gusti assai raffinati e meno dozzinali di quel che si immagina.
Leggo ancora Busi, amando molto spesso le sue pagine, ma continuo a rifiutare il personaggio che cerca di stare in equilibrio sopra le righe finendo spesso col venir triturato e rigurgitato dal sistema mediatico. Amo le sue provocazioni letterarie, colte e nobilissime (come l’aver tradotto “da un italiano all’altro” il Decameron di Boccaccio) non resisto al cambiar canale quando lo vedo urlare dal teleschermo.
Ultimamente il suo presenzialismo televisivo ha subito un arresto che mi auguro profondamente serva a fargli realizzare altri libri a maggior ragione dopo aver apprezzato il suo ultimo romanzo (El especialista de Barcelona, Milano, Dalai Editore, 2012).

Proprio nel già citato 1990 Busi, con Bompiani, fa uscire questo libretto (che contiene anche due racconti inediti) a cui è abbinata una musicassetta con otto brani. Vittorio Papa su “Orrore a 33giri” così parla di “Pazza”:
un disco dal titolo inequivocabile che riprende un progetto ideato per l’edizione 1989 del festival di Sanremo (che, bontà divina, non andò mai in porto) sotto lo stimolo di due suoi cari amici musicisti: Denis Gaita e Davide Tortorella (figlio di Cino, il celebre Mago Zurlì). Nelle intenzioni sarebbe dovuto essere uno spaccato sonoro del Busi-pensiero: un’opera di ed erudita sofisticheria, velata di romanticismo e permeata da forti dosi di ironia, presentata nei soliti termini di ostentata teatralità, esagerato accento omosessuale e amore per l’eccentrico fine a se stesso. Esempio illuminante è la copertina del volumetto, in cui troviamo un fotomontaggio dell’autore che impersona Maria Malibran, la più famosa cantante lirica del XIX secolo; palese il paragone artistico che viene a crearsi tra la celebre interprete e lo scrittore di Montichiari, che diventa il novello “soprano” di un’opera incentrata interamente sulla visione di se stesso“.

Gianluca Meis

 

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2 pensieri su “Le domeniche al mercatino

  1. valeblog80

    Buongiorno e grazie per questo post: mi interessa e piace molto Aldo Busi che tuttavia non conosco abbastanza da capire a fondo o da poter valutare onestamente. Questa riflessione mi ha fatto venire voglia di tornare a seguirlo. Auguri per il vostro blog! Valentina

    Rispondi

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