Nient’altro importa

viaggio-in-trenoSono finalmente sul treno. Ho aspettato due anni per poter fare questo viaggio e adesso che sto per partire quasi non ci credo.
Posto 6B. Sistemo la valigia nel portabagagli sopra la mia testa, mi siedo e aspetto la partenza.
Mi son portata un libro da leggere durante le ore di viaggio verso Firenze. Spero di non trovare intoppi sulla linea, non voglio assolutamente fare tardi.
Vorrei mandare un sms a Luca, ma ho paura di disturbarlo. Magari è a scuola. Un leggero movimento del treno mi fa capire che sto per lasciare la mia Milano.
Guardo fuori dal finestrino e mi ricordo di non aver avvertito le mie amiche. Chiamo Matilde, tanto anche se è a scuola adesso dovremmo avere educazione fisica, quindi mi può rispondere senza problemi.
“Tesoro perchè non sei a scuola? Tutto bene?”
“Sì sì, non ti preoccupare. Mi sono dimenticata di avvertirvi che oggi parto. In realtà son già sul treno” scoppio a ridere “starò via un paio di giorni”
“Vai da quel ragazzo a Firenze?”
“Ehm sì, Mati.. non dire nulla ai prof, ti prego”
“Vai tranquilla, divertiti e non far cazzate” scoppia a ridere anche lei.
Saluto. Quanto è cretina. Ok, rimetto il telefono nella borsa proprio nel momento in cui il controllore entra nel mio vagone. Biglietto a posto.
Bene.
Ansia alle stelle.
Dopo aver aiutato una signora a sistemare il suo bagaglio, mi metto ad ascoltare la musica. Un po’ di relax ci vuole.

Passano le ore e la mia insicurezza cresce.
E se non si ricorda che vado a trovarlo? Non posso stare a Firenze per 2 giorni a far nulla. No no, Luca ci sarà. Ha detto che mi aspetta a casa sua, non può saltare l’appuntamento. Lo conosco da due anni, è un ragazzo preciso e impeccabile.
Dire che lo conosco è azzardato. Conosciuto sul web e visto tramite Skype. Meglio di nulla.
Controllo l’orologio e la serie di stazioni che ancora ci separano e decido di mandargli un sms
“Ancora 30 minuti e sono alla stazione. Spero di arrivare in tempo per prendere il bus che mi porterà poco distante da casa tua. Non vedo l’ora ♥”.
Metto di nuovo il telefono in borsa e aspetto. Una mezz’ora che sembra interminabile: ripenso a mia madre, pronta a chiamarmi se non mi faccio viva entro il primo pomeriggio, alle mie amiche che sicuramente si stanno facendo mille film sulla mia permanenza a Firenze.
Penso anche a Luca e al fatto che potrei non piacergli. Potrei sentirmi a disagio e la cosa mi spaventa davvero.

Il treno si ferma con un fischio assordante, prendo la mia valigia e mi avvicino alla porta. Scendo.
Ansia. Ansia. E ancora ansia. Mi guardo un po’ intorno e non vedo nessuno che somigli al ragazzo che sto cercando.
– Salve, hai bisogno di aiuto?
Una voce alle mie spalle mi fa sussultare. Mi volto. E’ lui! Lo guardo più felice che mai.

Lascio cadere il trolley a terra e gli butto le braccia al collo. Tra le sue esili braccia mi sento stranamente a casa. Piango di gioia con la testa nascosta tra i suoi capelli ricci. Ogni mio pensiero è svanito, ogni mia preoccupazione volata via. I chilometri che ci hanno tenuti separati per 2 anni si son trasformati in un abbraccio.
E adesso..?
Adesso gli avvicino le cuffie del telefono alle orecchie, la risposta è proprio lì.
Metallica, Nothing Else Matters.

Irene Bargelli

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