Le voci dell’ oblio

4499582Quattro donne vestite di nero recitano il rosario inginocchiate su cuscini di seta sciantun blu Cina. Pappagalli esotici sulla trama lucida. Un brusio sommesso come lo sciamare delle api dalle loro bocche serrate di femmine sciamaniche. Credenti e superstiziose, chiedono la grazia alla Madonna del Paradiso. E gettano il sale alle loro spalle con la mano mancina che ha toccato il chiodo. Che Micuzza l’ affatturata parli. Che l’ incantesimo si spezzi.
Quando inizia un nuovo mistero la nenia si alza improvvisamente di tono. Riesco ad afferrare qualche parola che non svela l’ arcano. Traslucida e sfuggente ricerca di qualcosa che non voglio sapere. Un eterno divenire senza soluzione, un eterno desiderio di verità e di bugia. Illusione e realtà. Micuzza però non parla. Ha l’ ostinazione dei folli e dei saggi.
Fino alla decima Ave Maria le femmine, icone imperturbabili, statue di cera e di olivo, toccano la coroncina di legno di rosa, di legno sacro, morbido come velluto e grani come bacche di ginepro tonde e mistiche. E il crocifisso d’ argento, corpo del Cristo appeso, sofferente e sacro. E quando vanno via lasciano le sedie disposte a cerchio intorno a Micuzza che è vittima di malìa e di turbamento. Finestre aperte sul tramonto. Giunchi di fiume piegati dalla piena.
Tremule fiammelle di lumini in suffragio alle anime del Purgatorio ondeggiano al vento tiepido del crepuscolo. Un vento molle che non consuma né genera.
L’ icona di San Giorgio che trafigge il drago ha nuovi fiori freschi, garofani rossi come l’ amore, come la giustizia. Nuvole alte e sottili come piombo fuso striano un cielo quieto e tremule cime nere di alberi salutano il giorno che muore. Un gallo bargigliuto canta e uno stanco latrare di cani gli risponde. Odore di legna bagnata e di urina secca. Geranio e ruta. Basilico e mentuccia. Persiane oblique e porta chiusa.
Uno stormo di uccelli prigionieri nella gabbia esagonale. Striduli echi di animali sconosciuti.
La casa della nonna materna così è. Attraente e paurosa. Di lei, della nonna Micuzza intesa la muta, ho pochi ricordi. Ma la sua casa è profonda e viva come una ferita mai chiusa e preme nei pensieri anche quando non voglio.
La nonna silente è seduta su una poltrona. Una coperta di lana sulle gambe anche in Estate. E mani magrissime percorse da vene come tubicini azzurri con dita corte che stringono senza forza. Ragni nodosi le nocche asciutte. Piccoli rebbi di forchetta intenti a rastrellare, forse a scartare.
La nonna è stata portata via dalla vita dal marito morto nella guerra di Spagna. La depressione feroce ha spento il canto della sua giovinezza. Luci di fosforo consumato i suoi occhi. Nella penombra umida mi siedo di sbieco, anch’io senza pace, poco distante, e la guardo. Nel silenzio vibra il suo naso.
Un sibilo prolungato è la dimostrazione della sua non morte.
La prova della sua vita apparente. Siamo soli nella casa silenziosa. Una luce amara non penetra la polvere dei vetri. Vecchi mobili come testimoni muti reggono il peso di un passato duro a morire. Un flebile gemito, una vocina proveniente da un mondo lontano, tremante nella penombra. La nonna Micuzza mi fa un cenno. Allungo incredula il collo ma non il corpo. Paura e curiosità. Timore e desiderio di sapere, di conoscere un mistero svelato dalla voce della morta-viva che parla, che ha voce, che forse è guarita. Ossa rivestite di pelle rinseccolita cosa possono farmi? Ma io temo il fruscio di un corpo fragile e fermo. Il cigolio di giunture faticose. La nonna guarda un punto indistinto pervaso da nebbie ancestrali.
-quando un dubbio ti punge il cuore e ti taglia l’anima, passa dalla straduzza dietro la chiesa di Santa Teresa. E passaci con la domanda in testa e una voce ti risponderà. Vera verità. E quello che ti dice lo devi fare. Non ti ribellare. La voce della straduzza dell’ eco legge dentro il cuore di chi passa-
La nonna muta tace. Ridiventa la statua di sempre, sospirante e precaria. Le labbra strette nell’ostinata riluttanza. Non è tornata. È sempre nel suo mondo distante. Una piaga rossa su una mano grigia. Dubito persino di aver sentito quella voce flebile e sicura. Forse ho sognato. Nella stanza il silenzio piega la pietra. La donna che parole non ha mi ha parlato di voci, di responsi, di messaggi divini. Di moniti e di coraggio. Realtà o fantasia? Luce pura e sangue eterno. Devo andarmene per scoprire ciò che sono. Donna e pesce. Leone e cacciatrice. Questo sono. Ho girato il mondo, viaggiatrice mai stanca.
Nel tempo ho scordato il nido tenero dell’infanzia, la nonna muta, la casa di pietra e di polvere, la straduzza, il mare, le voci della Verità. Anni passati a capire ciò che è e non appare e ciò che appare e non è. Filosofia e psiche. La nonna è morta. Nessun gemito o ricordo ha lasciato come traccia della sua esistenza.
Sono tornata al paese per il funerale. Rintocchi di campane e cipressi ieratici. Ricordi di un tempo perduto affiorano nella stanza del rosario vuota senza Micuzza la muta . Mi tuffo nell’ acqua del mio mare, brillo nel sole della riva e sento il geranio e la ruta della mia terra. Fiori di arancio appassiti alle finestre. Un tramonto verde veleno. Luna che danza tra due nuvole. Ombre indecise dietro le persiane. Percorro senza fede e senza domande la straduzza dell’eco. Con un cuore dissacrante e freddo. Sono femmina e femminista. Moderna ed antica. La straduzza sta finendo e non sento ancora nessuna voce. Porte chiuse e silenzio. La nonna si è sbagliata. Non ci sono oracoli nella straduzza dietro la chiesa.
Niente esiste. Nessuna risposta avrò. La nonna Micuzza era mezza Maga. Mezza matta. Dimezzata dal dolore e dall’ indifferenza. Corpo qua e mente chissà. Non ha mai parlato. Ho immaginato le parole di quel giorno lontano.
– hai chiuso le porte al sogno, alla magia. Chi non crede all’ incredibile, della rosa vede solo le spine-
Voci di oblio e di coscienza. La voce mi ha risposto. Ho gli occhi chiusi e non vedo che il visibile. Ho perso. Solitudine insonne nel cammino del ritorno.

Tiziana Sferruggia

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...