Tango silente

sexy-tango4Siamo insieme, a pochi metri di distanza, su un palco di legno polveroso. La sala intorno è piena di gente.
Si sente solo il rumore del nostro respiro.
Ti vedo: pantaloni neri, camicia bianca, il volto senza sorriso.
Mi vedo riflessa nei tuoi occhi: vestito rosso, viso bianco.
Siamo illuminati da due fasci di luce, immobili, ma che palpitano leggermente come se volessero muoversi, come se volessero unirsi.
Fai un passo verso di me; io rimango immobile, ma la mia luce scatta in avanti: non posso fare altro, sono costretta a seguirla perché non voglio restare nel buio, non posso stare nel buio senza di te. Lo spettacolo deve cominciare.
Ora siamo vicini, le nostre luci quasi si toccano, ma sono ancora separate e le sento fremere sopra di noi.
Comincia il tango.
Alzi una mano, la porti al mio viso ed io tiro indietro la testa: ma la mia luce non mi segue e così, per pochi istanti, si vede solo il mio vestito rosso ed io sono senza volto. Mi riavvicino alla tua mano perché non posso, non voglio restare nel buio senza di te.
Le tue dita sfiorano la mia fronte, seguono i contorni del mio viso, scendono sul collo ed io rimango immobile. Poi, con esitazione, alzo una mano e la appoggio contro il tuo petto. Il mio braccio vorrebbe spingerti via, allontanarti, ma la mia luce si muove verso di te e tu intrappoli la mia mano nella tua.


La tua mano continua a scendere, afferra il mio fianco e mi tira verso di te. Le nostre luci si avvicinano ed iniziano a sovrapporsi.
Provo a sfuggirti, a tirare via la mano che intrappoli, piego il corpo e tu mi segui, non lasci la mano, e dirigi i passi.
Il tango cresce di intensità.
Giro la testa per evitare le tue labbra e tu appoggi la guancia contro i miei capelli, ti sento respirare. Voglio girarti intorno, sottrarmi alla tua stretta, ma tu mi stringi e insieme volteggiamo sul pavimento di legno polveroso mentre i nostri respiri crescono, diventano assordanti nel grande silenzio del teatro: il mio per l’affanno di sfuggirti, il tuo per non lasciarmi andare.
Le nostre luci sono quasi completamente unite.
Sento la tua mano sul fianco, la sento stringere, sento le tue labbra sulla mia fronte, le tue gambe intrecciate alle mie. Vorrei sciogliermi, ma non posso abbandonare la luce. Non voglio restare nel buio senza di te. Appoggio il viso alla tua camicia, bianco su bianco.
Le nostre luci sono ormai una sola.
Il tango inizia ad affievolirsi. Si spegne.
Piombiamo nel buio e sentiamo nascere gli applausi.
Non hai lasciato la mia mano, sento ancora il tuo respiro nei capelli, il tuo tocco sul mio fianco.
Rimani nel buio con me.

Giulia Pretta

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