Le domeniche al mercatino

Prime edizioni, bizzarrie editoriali e curiosità in forma di libro

L’inserto domenicale di #Svolgimento dedicato ai libri recuperati in qualche mercatino,
negozio di antiquariato, rigattiere o fiera di Paese.
Oggetti capaci di affascinare, incuriosire, conquistarci fino alla brama del possesso,
da un euro in sù!

20160116_132452La prima volta che ho sentito parlare di Argia Sbolenfi fu a Teatro, per bocca dell’immenso Paolo Poli: durante un bis concesso al pubblico al termine di un suo spettacolo. Con la sua solita aria da angelo che frequenta solo diavoli, purchè ben educati, ne declamò alcuni versi presentandola così:
Vorrei dirvi ora i versi di una poetessa alquanto singolare, anzi plurale! Infatti quando si sentiva decadente e andava in giro per cimiteri tra ossa di morto si firmava Lorenzo Stecchetti. Quando doveva licenziare dotti saggi di linguistica usava il suo nome originale, Olindo Guerrini. In fine quando componeva rime giocose e licenziose usava uno pseudonimo femminile: Argia Sbolenfi! Dunque, dalle “Rime di Argia Sbolenfi”… “Ode ad un orologio guasto“:

Poi che il pendolo tuo giù penzoloni
Non ha più moto ed impotente stà
E gl’inutili pesi ha testimoni
Della perduta sua vitalità,

Vecchio strumento, m’affatico invano
A ridestar l’antica tua virtù;
Inutilmente con l’industre mano
Tento la molla che non tira più.

Questa tua chiave, che ficcai si spesso
Nel suo pertugio, inoperosa è già;
Rotto è il coperchio e libero l’ingresso
Ad ogni più riposta cavità.

Deh, come baldanzoso un dì solevi
L’ora dolce del gaudio a me segnar
E petulante l’ago tuo movevi
Non mai spossato dal costante andar!

Quante volte su lui lo sguardo fiso
Or tengo e penso al buon tempo che fu.
Se almen segnasse mezzodì preciso…..
Ma sei e mezza!… e non si move più!

Superfluo aggiungere che dal giorno dopo mi misi a caccia di quel libro, quella raccolta di rime che mi catapultò diretto in un mondo affascinante fatto di scapigliatura, alta e bassa letteratura, elementi dottissimi di ricerca di una comicità ottenuta semplicemente con la reiterazione di modelli poetici assai in voga ai tempi della composizione di queste rime.
L’edizione, ormai fuori catalogo, che la Zanichelli ha realizzato nel 1995 ha il fascino aggiunto di una stampa artigianale che regala al libro un’aura quasi da “tiratura clandestina”. L’opera è stata interamente digitalizzata ed è consultabile a questo link. Mentre nel video potrete godere di un’altra impareggiabile poesia dell’Argia declamata sempre da Paolo Poli.

Gianluca Meis

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