Qua la zampa, amica.

GoldenLo ammetto, sono un gran bel bighellone. Me ne sto sul letto fino a che il sole non raggiunge la vetta più alta e, quando mi alzo, lo faccio solo per fare colazione.
Mi presento, sono Agamennone e ho quarantadue anni (anche se per un gatto sarebbero solo cinque).
Vivo con la mia migliore amica Eva in un piccolo appartamento di 90 mq, ma con un terrazzo talmente grande, che mi piace spesso adibire a giardino, salotto, sala giochi e, a volte, anche a toilette.
Può sembrare strano, ma nonostante condivida tutta la mia vita con Eva, io e lei non abbiamo niente in comune. Prima cosa, non riesco ancora a capire come faccia ad essere iperattiva già la mattina, appena sveglia. Esce lei per me a fare i soliti giretti di dovere. Io preferisco starmene in casa, a pensare alla cura del mio corpo, invece che incontrare ogni giorno gli stessi musi del giorno prima e del giorno prima ancora. Musi lunghi, musi corti, schiacchiati, tristi, allegri, ma soprattutto musi rompiballe. Sempre a toccare e chiedere come vanno le cose, quando sanno benissimo che è inutile parlarci. noi non rispondiamo. E poi li vedi andarsene con la coda tra le gambe, questi ipocriti.


Eva dice sempre che sono simpatici, le danno mille attenzioni, anche più del dovuto. Dice che per carineria le chiedono sempre due baci e lei non rifiuta mai. Mi stupisco.
So di essere un po’ solitario, ma non sopporto la calca. A volte, mi sporgo dal balcone a guardare la mia città dall’alto. Teste spugnose, imbiancate, marroni, cotonate e tutta questa diversità mi fa girare il capo. Il momento più bello è quando passa la mia Margot dalla criniera dorata e le “scarpette” bianche. Margot è proprio carina. Ci conosciamo da quattro anni e io dal primo giorno le faccio la corte. Non sono mai riuscito ad incontrarla dal vivo. Eva dice che è troppo “selvatica” e che io per lei sono un tipo troppo raffinato. Eva, nonostante la mia indole, ha molta stima di me, ma a me quello che dice non importa: in un modo o nell’altro, riuscirò ad uscire dalla mia “cuccia” per conoscere la mia musa ispiratrice.
Comunque, ritorniamo a noi. Anche oggi, come tutti i giorni, Eva è uscita a fare la spesa e sapete cosa si è permessa di portarmi per pranzo?! Gli ossi buchi.
Sono noto per il mio odio profondo verso ogni genere di osso, ma la mia cara coinquilina si dimentica sempre questo piccolo, grande dettaglio. Come potete immaginare ho digiunato; Eva no. Finito il pasto si è sdraiata come un sacco di patate gonfio e si è schiantata una bella dormita.
Io, in silenzio, mi sono ritirato in terrazza a “concimare” le ultime piantine rimaste.
La vita da gatti è proprio dura. Ah, scusate non avevo specificato. Sono un gattone dalle orecchie grigie ed il corpo color latte. Ho occhi celesti come il mare e delle zampine che sembrano guanti, la coda lunga. La diverse tonalità del mio pelo mi fanno sembrare un piccolo maggiordomo. Ho baffi lunghi e resistenti ed Eva, la mia amica Golden Retriever, si diverte spesso a mordicchiare. Eva pesa ben 27 kg, io solo 4 kg, ma quello di carattere nella “coppia” sono io.
Lei è molto più giovane di me, ma per la sua imponenza sono dovuto comunque a portarle rispetto. Tempo fa eravamo in tre. Eva è come era la mia mamma, Susi.. diversa da me, ma mamma lo stesso, perchè mi ha cresciuto. Susi ci ha lasciato già da un mese e mezzo, ma noi continuiamo a pensare che sia con noi. Era una barboncina molto anziana e gli ultimi tempi completamente priva di forze. Eva, in quella circostanza, l’ha aiutata molto e io le ne sono grato. Sono un gatto e i gatti, lo sappiamo tutti, fanno molta difficoltà a mostrare compassione, ma Susi sapeva quanto io la rispettassi e la adorassi. Eravamo un gruppo infallibile. Sappiamo dare amore, allegria, spensieratezza a chiunque ci stia accanto. Non conosciamo il male e non riusciamo a farlo. Sentiamo spesso al telegiornale “persone”, così le chiamano, che si ammazzano per invidia, rancore, voglia di affermazione. Noi non riusciamo a comprendere tutto questo.
Si è sparsa la voce sul fatto che noi siamo inferiori agli esseri umani. Noi non abbiamo abbastanza intelligenza, dicono, per poter competere con loro. A noi non interessa quello che pensano, intanto li lasciamo nel dubbio. Intanto amiamo per loro.

Ludovica Bigozzi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...