Le domeniche al mercatino

Prime edizioni, bizzarrie editoriali e curiosità in forma di libro

L’inserto domenicale di #Svolgimento dedicato ai libri recuperati in qualche mercatino,
negozio di antiquariato, rigattiere o fiera di Paese.
Oggetti capaci di affascinare, incuriosire, conquistarci fino alla brama del possesso,
da un euro in sù!

20151107_125055Tra i libri più ambiti e ricercati del mio girar per mercatini e negozi d’usato annovero senza dubbio I Coralli Einaudi, forse il più alto esempio di arte editoriale italiana, quel particolare laboratorio creativo, gestito direttamente da scrittori (Pavese agli albori, poi Vittorini e Calvino, e alla fine Bollati) ma sempre in collaborazione con artisti di altrettanto indubbio talento. Una collana in cui si riflette tutta la loro sensibilità, intelligenza e gusto, che, tra le altre cose, ha finito per rivoluzionare il book design, fin dai primi esperimenti di contaminazione artistica del libro (con Menzio e Peverelli, nei Narratori Contemporanei, la collana da cui nascono i Coralli) fino alla sterzata grafica di Max Huber, alle iconografie Vittoriniane (Léger, Ben Shan, Picasso, Chagall, Klee ma anche Brueghel e Bosch) e alla riprogettazione di Munari e Calvino (la fotografia, la pop art, l’optical di Vasarely, etc.); sempre pervasa da un’incontenibile capacità di contaminazione visiva e di trasformazione: un corallo appunto, cioè qualcosa di prezioso ma allo stesso tempo vivo, ramificato, sensibile e mutante, come sostiene a ragione Malcolm Einaudi Humes, figlio dello scrittore americano Harold “Doc” Humes e di Elena Einaudi, il quale presiede da quasi dieci anni la fondazione dedicata a Giulio Einaudi.


Quello che vi presento oggi è del 1972, la prima edizione de Il Principe Costante di Alberto Arbasino, protagonista dell’avanguardia letteraria degli anni 60 e “nipotino di Gadda” con Testori e Pasolini, giusto per restare nel novero di qualche tentativo descrittivo della sua opera, sempre al limite dell’eccesso verbale ma ben salda nello sberleffo a tanta retorica nella quale l’Italia ha sempre annaspato col suo carico di provincialismo cattolico, fascistoide, piccolo borghese e facile alle esclamazioni di giubilo o agli schiamazzi ai funerali del vip di turno.
Il libro contiene già molta della poetica che caratterizzerà le produzioni a seguire di Arbasino che lo presenta come “le equivoche avventure di un giovane imperialista che vuole conquistare l’Africa, ma non ci riesce, e allora tira a diventare un santo di successo.
Un manufatto barocco direttamente ispirato a Calderon de la Barca, che mescola nazionalismo, colonialismo, masochismo, commedia mondana, western, divertimenti semantici e tutto il catalogo cerimoniale da beatificazione e santificazione coi suoi odori di incenso e tintinnar di monete.
Una adorabile e intelligente operetta pop di quelle che fanno luccicare gli occhi.

Gianluca Meis

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...