Le domeniche al mercatino

Prime edizioni, bizzarrie editoriali e curiosità in forma di libro

L’inserto domenicale di #Svolgimento dedicato ai libri recuperati in qualche mercatino,
negozio di antiquariato, rigattiere o fiera di Paese.
Oggetti capaci di affascinare, incuriosire, conquistarci fino alla brama del possesso,
da un euro in sù!

20150926_175058Per questo secondo appuntamento con l’inserto domenicale di Svolgimento mi voglio dedicare all’educazione; alla formazione delle nuove generazioni, anche se di un secolo fa! Lo faccio col primo volume della Raccolta Stall di opere destinate all’educazione sessuale: Quel che un ragazzo deve sapere. 1913. Questo libro è dedicato agli innumerevoli fanciulli le cui oneste domande intorno all’origine della vita e dell’essere umano meritano una risposta sincera, giudiziosa, soddisfacente, che possa salvarli dall’ignoranza, renderli capaci di sfuggire il vizio, liberarli dal pericolo di far del male a sé stessi e agli altri. Nobile ed altissima motivazione racchiusa nel nome stesso della collana che ospita il libro: Purezza e verità! Con una introduzione del Professor Pio Foà. Nomen omen. Il Professore, nella sua introduzione, si lancia in ardite disamine che – dopo la prima guerra mondiale con l’avvento dell’arte degenerata e tutta la contemporaneità seguita alla seconda – suonano ai nostri orecchi quanto meno datate: Le grandi opere artistiche, le grandi concezioni filosofiche, le più alte manifestazioni dello spirito sono intimamente connesse all’integrità e purezza della vita sessuale; il governo della fantasia, l’educazione della volontà, il freno degli istinti, il dominio di sè stessi.

Alla faccia di YouPorn!

Silvano Stall inizia il suo libro prendendola larga; il titolo della prima parte così recita: Il fine che si è proposto Dio assegnando alle piante, agli animali ed all’uomo gli organi riproduttivi. Tra un’avvertenza sull’abuso “manuale” dei proprio organi riproduttivi e del sano terrorismo sulle conseguenze, lo Stall approda al come si possono riacquistare la purezza e la forza, con il rosario e la confessione ad un “buon prete”. Qui sarebbe un goal a porta vuota addentrarmi negli ormai noti scandali sulla pedofilia nel clero, ma passo oltre nel riportarvi un passo della lettura che vi garantisco essere davvero entusiasmante! Tutta l’opera è concepita in forma epistolare: una pacata conversazione tra lo Stall e un certo Enrico, che deve averla combinata davvero grossa per essersi meritato una simile punizione.

«Nessun fanciullo, mio buon Enrico, può trastullarsi con le parti anteriori del suo sistema riproduttivo senza subirne conseguenze molto serie. Benché sul principio tutti credano di compiere cosa da nulla, tuttavia la coscienza li avverte che stanno facendo del male e li spinge a rifugiarsi in luoghi solitari ogni volta che cedono alla brutta tentazione. Appunto per questa ragione la masturbazione è stata anche chiamata “vizio solitario”. Ma essa vien indicata anche con altri nomi. Così la si definisce “auto-contaminazione” in quanto chi le si abbandona abbassa e avvilisce tutto se stesso, nonché “onanismo” riferendosi a ciò che avvenne molte migliaia di anni fa quando Dio punì di morte Onan per aver compiuto un atto simile. (Genesi XXXVIII). La parola masturbazione è composta da due vocaboli latini che significano “contaminarsi con le mani”. Ciascuna di queste denominazioni indica uno dei brutti caratteri di questo vizio, ma non serve certamente ad esprimere le terribili conseguenze cui vanno incontro coloro che persistono nel praticarlo. Io spero, Enrico mio, che tu non ne sia mai stato vittima, sarei anzi felice se potessi sapere che non lo hai appreso mai neppure accidentalmente e che mai hai deciso di abbandonarviti. Ma i pericoli cui sei esposto al pari degli altri ragazzi, e la coscienza della maggiore facilità con cui cadono i ragazzi intelligenti e vivaci, mi spingono ad informarti e ad istruirti bene su questo argomento. Così tu, conoscendo per tempo il carattere e le conseguenze della masturbazione potrai sfuggire quel male in cui incorrono talvolta per ignoranza anche uomini di venticinque o trent’anni. In questa, come in altre cose, “uomo avvisato mezzo salvato.” Tutti i fanciulli dovrebbero essere messi al corrente di queste cose, imperocchè anche quelli il cui pensiero e la cui vita sono al riparo dalla contaminazione esteriore, sono pur sempre soggetti a certe condizioni fisiche interne che danno origine ad irritazioni e ad incomodi locali. Questi ultimi, se vengono trascurati per ignoranza, possono provocare la masturbazione, la quale diventa in poco tempo un’abitudine e può essere praticata con violenza e con intensità tali da produrre, come spesso produce, l’idiozia e non di rado la morte. Nulla favorisce tanto la continuazione e lo sviluppo di questo terribile vizio quanto l’ignoranza. Perciò istruzione, impartita opportunamente e con purezza, è il solo rimedio che possa salvare la nostra generazione dalle conseguenze che in ogni tempo hanno rovinato moralmente, intellettualmente e fisicamente tante migliaia di fanciulli e uomini. Ho già detto che una delle prime cose che i fanciulli compiono quando si abbandonano alla trista pratica, è la ricerca della solitudine. Ma poiché fin dal principio la coscienza li disapprova, essi non possono continuare per questa pessima via senza violare il proprio senso morale, che è il primo a soffrirne. Questo è il danno più grave, fanciullo mio! Se tu cadessi vittima dell’onanismo, non appena si svegliasse entro di te il primo sentimento di colpa, ti sentiresti invadere da uno spirito di ribellione contro i tuoi genitori e contro Dio, della cui saggezza e bontà cominceresti presto a dubitare. Non ti diletteresti più nel leggere i buoni libri e la Bibbia, nel seguire l’istruzione religiosa e nel compiere i tuoi doveri di pietà. Il sentimento di ribellione destatosi nel tuo cuore ben presto ti condurrebbe alla disobbedienza, alla scortesia, al mal fare. Cominceresti a perder la fede in tutto ciò che è buono, e persistendo nel peccato ti renderesti sempre meno simile a Gesù e più simile a Satana. La natura morale soffre per la prima. Quando tu senti un fanciullo o un uomo mettere in dubbio o deridere Dio, la Bibbia, la purezza e la virtù, sta’ sicuro che ciò deriva da qualche vizio nascosto o visibile che ha colpito la sua natura morale degradando e insozzano il suo cuore. Basterebbe considerare gli effetti che il vizio solitario ha sulla natura morale dell’uomo e che or ora ho accennato, perché i fanciulli intelligenti e assennati se ne ritraessero. Ma ci sono altre conseguenze, parimente gravissime, che colpiscono l’intelletto ed il corpo. Anzitutto avvengono dei grandi cambiamenti nel carattere del fanciullo il quale, di sereno, franco, felice, obbediente che era, diviene irrequieto, irritabile, sciocco, dissimulatore. Egli non può più guardare lealmente e con franchezza la gente in viso, ma cerca di sfuggirne la compagnia. Tosto si verificano dei cambiamenti nella sua intelligenza nonché nel suo aspetto fisico: primo a soffrirne, dopo lo spirito, è il sistema nervoso. L’apparato riproduttore è la parte del corpo ove si raccoglie la maggior copia di nervi. L’atto della masturbazione li scuote talmente tanto da produrre le conseguenze più gravi: tali scosse violente si trasmettono da questi nervi speciali a tutti gli altri che attraversano il corpo e, nel caso si susseguano spesso e per lungo tempo, tutto il sistema nervoso si indebolisce e si dissolve senza speranza di guarigione. Il gaio fanciullo che prima era il più bravo della classe, a poco a poco perde la facoltà di comprendere e di ritenere la lezione. La diminuzione della memoria e dell’intelletto fanno sì che egli dimentichi facilmente ciò che ha imparato e perda in tal modo il posto che prima occupava nella scuola, fino a scendere tra gli ultimi. A poco a poco gli vien meno la fiducia nelle proprie forze; i giuochi chiassosi che son fonte di vigore e di gioia non gli piacciono più. Egli sfugge perfino quella gaia compagnia di cui tanto si dilettano i fanciulli vivaci e robusti. Mentre ciò avviene nel dominio dello spirito e dell’intelletto, ecco che il corpo comincia a risentire gli effetti del vizio: la salute declina gradatamente, gli occhi perdono la loro vivezza, la pelle diviene gialliccia, i muscoli si afflosciano; sopravviene un languore non naturale per cui ogni piccolo sforzo è seguito da stanchezza. La povera vittima si lamenta di dolori nel dorso, di mali di testa e di vertigini, le mani sue diventano fredde e umide di sudore, la digestione penosa, l’appetito incostante; soffre di palpitazioni di cuore; s’incurva, il petto gli s’incava e tutta quanta l’ossatura, invece di crescere virilmente, deperisce: molti segni annunziano già una decadenza e una morte prematura».

Adesso sì, potete toccarvi in un liberatorio gesto apotropaico.

Gianluca Meis

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