Luci

Solo i morti hanno visto la fine della guerra (Platone)

imageUn lunga fila di luci.
Luci che bucano la notte.
Nero sopra e nero sotto, e là in fondo, luci.
Da questa collina vedo tutte quelle luci, e nient’altro.
Non indovino il profilo della costa, ma so che è là.
Qua la collina, là il mondo.
Sento l’odore del mare misto a quello dell’erba.
Sento il silenzio rompersi ogni tanto.
Una macchina lontana, delle voci, il rumore sommesso delle onde.
La mia vita qui sono questi odori e questi rumori.
Sono quelle luci in lontananza, sogni sospesi nel buio, francobolli su di una cartolina che non spedirò mai.
Perdo la nitidezza dei pensieri e mi coagulo attorno a un grumo di ricordi, qualcosa di frastagliato e dolente, qualcosa che cola dalle mani e che assomiglia tanto – troppo- a sangue versato.
Io sono qui, su questa collina e ho una città alle spalle, grigia di case basse e strade sconnesse, una città di cui conosco ogni cosa per averci corso in mezzo, per aver sperato che gli aerei la bombardassero, la riducessero in briciole e mi liberassero.
Dalla colpa di odiarla.
Dal peso di dover restare.
Sono qui, su questa collina, ho una città alle spalle e un’illusione di luci davanti.

Ho visto occhi mani gambe facce pance e sederi partire, imbarcarsi su gusci di noce, su scatole di latta, su fogli di pergamena e andarsene, là, verso le luci.
Li ho guardati uno a uno, anche quelli che non volevano farsi vedere, quelli che partivano di notte, in tutta fretta, da soli, come ladri, come lupi solitari. O quelli che se ne andavano a gruppi, a famiglie, grappoli di figli appesi addosso, valige borse sacchi.
Bambini vecchi ragazzi uomini donne.
Li ho guardati tutti, uno a uno.
Li ho guardati per vedere se lo avevano scritto negli occhi cosa cercavano.
Ho visto solo sguardi spaventati e tristi.
Forse è perché dovevano attraversare il mare.
Non ho paura del mare, io. Ma non parto. No, io resto su questa collina e osservo il serpente di luci.
Alzo gli occhi, e vedo altre luci.
Stelle e luci che lampeggiano.
Aerei.

La gente scappa.
Si lasciano dietro scie di vestiti scarpe sedie tavoli armadi ninnoli bambole piatti bicchieri posate.
Non si voltano.
Vanno solo avanti. Se si voltano sanno che non se ne andranno più.
Li ho visti fermi sulla riva con lo sguardo fisso in avanti.
Non ho mai visto un sorriso su quelle facce.
Mai.

Il silenzio che segue il frastuono.
Gli occhi delle persone che inseguono il profilo di qualcosa che non esiste più.
I corpi stesi a terra di chi è vestito di silenzio e non si rialzerà più.
Ne ho visti tanti di corpi senza vita, affranti e spezzati.
Le prime volte mi convincevo che stessero tutti dormendo. Mi allontanavo, pensando che appena avessi voltato loro le spalle si sarebbero svegliati e se ne sarebbero andati via.
Accadeva un anno fa.
Eravamo bambini, allora.
Da allora è come se fossero trascorsi non anni, ma ere geologiche.
Non siamo più bambini.
Nessuno più lo è.

Una lunga fila di luci.
Luci che bucano la notte.
Nero sopra e nero sotto, e là in fondo, luci.
Da questa collina vedo tutte quelle luci, e nient’altro.
Non indovino il profilo della costa, ma so che è là.
Qua la collina, là il mondo.
Sento l’odore del mare misto a quello dell’erba.
Sento il silenzio rompersi ogni tanto.
Una macchina lontana, delle voci, il rumore sommesso delle onde.
La mia vita qui sono questi odori e questi rumori.
Sono quelle luci in lontananza, sogni sospesi nel buio, francobolli su di una cartolina che non spedirò mai.
Perdo la nitidezza dei pensieri e mi coagulo attorno a un grumo di ricordi, qualcosa di frastagliato e dolente, qualcosa che cola dalle mani e che assomiglia tanto – troppo- a sangue versato.
Io sono qui, su questa collina e ho una città alle spalle, grigia di case basse e strade sconnesse, una città di cui conosco ogni cosa per averci corso in mezzo, per aver sperato che gli aerei la bombardassero, la riducessero in briciole e mi liberassero.
Dalla colpa di odiarla.
Dal peso di dover restare.
Sono qui, su questa collina, ho una città alle spalle disseminata di corpi e un’illusione di luci davanti.

Barbara Garlaschelli

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...