l’uomo girasole e la ragazza nespola

girasoli-una-figura-del-cuore-7932144Era solo un uomo girasole, svoltava a ogni angolo. Cambiava spesso idea, calzoni, fazzoletto, cravatta e convinzioni, perché era solo un uomo girasole e non aveva molte certezze.
Un sera d’estate prese il cappello e non lo indossò, chiamò l’ascensore, scese le scale, guardò a destra e girò a sinistra. Che serata malinconica, pensò, cominciando a camminare contento.
Voleva arrivare in fondo al viale, ma si fermò al primo bar; davanti al banco dei gelati chiese un cono alla menta indicando una coppa alla vaniglia. Fu mordendo un ghiacciolo all’amarena che la vide, mentre, nel suo allegro vestito foglia morta, scrutava compunta la lista dei dessert.
– Sono così tanti, come si fa a scegliere? – gli chiese.
Era solo una ragazza nespola e aveva bisogno di tempo.
Fu per lei che l’uomo girasole inventò delle sicurezze.
– Quante sono le stelle?
– Sedicimilasettecentottantaquattro – rispondeva deciso, anche se non se la sentiva di escludere che fossero sedicimilasettecentottantacinque o sei o che non ce ne fosse nemmeno una.
– Dove vanno le nuvole?
– A sud – ma spesso gli veniva il dubbio che quello fosse il nord. O l’est. O chissà.
– Perché quello mi guarda?

– Perché sei bellissima – e questa era l’unica risposta di cui era assolutamente convinto.
Anche lui chiedeva.
– Mi dai un bacio?
– È così presto…
Era solo una ragazza nespola, non sentiva il tempo che passava. Pensava che la vita fosse lunga come un treno o un’autostrada, era una ragazza nespola e non conosceva gli orologi.
Un giorno l’uomo girasole disse basta. Penso che mi impiccherò, confessò allo specchio, poi prese la pistola e uscì.
La ragazza nespola se ne stava sulla riva del fiume a veder le barche passare. Gli sorrise, ma lui era molto serio.
– Mi dai un bacio? – le chiese.
La ragazza nespola guardò le sue unghie dipinte.
– Allora mi sparo – concluse l’uomo girasole.
Tirò il grilletto nel momento stesso che la ragazza nespola gli rispondeva sì

Elena Vesnaver

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2 pensieri su “l’uomo girasole e la ragazza nespola

  1. Elena Vesnaver

    Voglio bene a questo racconto. Voglio bene perché è un pochino autobiografico (e non sono la ragazza nespola… 😊 ), perché mi riporta indietro a un tempo diverso, perché l’ho scritto in un momento caotico della mia vita. Voglio bene perché è allegro, dolce, anche e surreale e mentre lo scrivevo, mi ricordo, stavo bene. Ci sono tanti modi per scrivete d’amore.

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    1. Olimpio

      MI piace, molto bello !!! L’abbinamento tra la natura e la realtà si accomunano in un racconto affascinante, nello specchiare le contradizioni della vita. Uno squarcio del disagio giovanile ove tutto viaggia a velocità doppia, tralasciando la gioia della conquista perdendo il sapore dell’apprezzare le piccole cose. Amo molto il Girasole, guarda sempre il sole in faccia…
      Complimenti alla “Prof.”
      Olimpio.

      Rispondi

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