La scelta di Mauro

Choices è un progetto di storytelling digitale e teatrale che parla di scelte. Le vostre, le nostre. Ogni giorno scegliamo qualcosa ma ci sono momenti particolari della vita di ognuno di noi in cui queste scelte ci aprono nuove strade e nuove porte, percorsi inaspettati e bivi sconosciuti. E ci cambiano la vita, a volte per sempre. Raccontateci la vostra scelta, così come ha fatto Mauro (dal sito del progetto) lo pubblicheremo su Svolgimento condividendolo poi con Choices.

mauroHo scelto. Forse una volta sola, o forse due ma l’ho fatto. Dopo quasi cinque anni di storia, dei quali oltre tre di convivenza in casa tua. Dal principio ero un bambino trentenne che non sapeva nulla di sé, ero felice che tu mi aiutassi ad acquisire sicurezza e una nuova identità. Sentire che un uomo adulto, con una posizione e un lavoro che lo gratificava, mi stava al fianco e mi guidava era una sensazione nuova, sconosciuta, cullante. Eravamo gli amanti parigini, eravamo anche gli amanti folli, o quelli allegri e… un po’ moderni? Forse solo un po’ maiali. Ho finto per un po’ che tutto andasse bene, che non stessimo scivolando sempre di più verso la brutta copia di un dinamico duo composto da un padre frustrato e un figlio ribelle e svagato. Ho pensato che forse l’aver fatto come le altre coppie in crisi, e adottare latu sensu un bambino ci sarebbe potuto essere d’aiuto, ma la situazione è scappata letteralmente dal nostro controllo ed è passata saldamente nelle mani del ventenne carnivoro. Ho stretto i denti quando sei diventato il suo toy boy (se così si può dire perché avevamo entrambi l’età per essere suo padre), sperando che fosse solo la crisi del quarantenne: gli altri si tingono i capelli, ma tu te li facevi tingere da lui.

Quando hai iniziato a dimenticarti che ero a casa a preparare il pranzo perché eri in giro con lui a comprarti la milionesima camicia mi sono detto “Vaffanculo” e me ne sono andato da casa tua. Un mese dopo continuavi a parlarmi di lui perché, poverino, andava capito. E mai nessuno dovrebbe provare a capire me? Eppure continuavo a farvi da arbitro e da refugium peccatorum, di sera a te e di giorno a lui, giacché ho avuto anche la prontezza di spirito di dividerci casa. Un genio, eh? Nel momento in cui ho iniziato a perdere i capelli a manciate a ogni doccia ho deciso: preferisco vivere! In mona il bambolotto, e tu dietro a lui.

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