Incipit d’Autore: “Mina” di Roberta Maresci – Gremese Editore

Pochi giorni fa la Tigre di Cremona ha compiuto 75 anni: icona della musica, dello stile, autentica diva “in assenza”, viene festeggiata dalla Gremese Editore con questa biografia scritta da Roberta Maresci, che ringraziamo per essere oggi con noi tra gli “Incipit d’Autore”

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Ti conosco cara Mina: hai le stimmate di un’epoca

Da simbolo dell’Italia brava gente a Divina, la storia di Mina è quella di una donna dal cognome risorgimentale ottocentesco, cresciuta a pane e (pochi) brani musicali che le sono rimasti nel sangue, perfettamente intatti. «Non avevo dischi italiani. Se si esclude Non illuderti di Marino Barreto, che poi era cubano. Solo americani. E fino alla rivoluzione Elvis, che ha sparecchiato, esclusivamente Frank Sinatra, Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Nat King Cole e anche i minori di quel periodo. Niente di francese. Niente di inglese. Niente di niente. Un pochino di flamenco che gli amici non sopportavano e che mi ha preso da subito e ancora adesso non so attraverso quale strada. Forse per ricordarmi che sono mediterranea, tutto sommato. La memoria è un motore potente. E, per quanto riguarda la musica, è lunga, corretta, affidabile, onesta. Quei pezzi non sono mai impalliditi, non mi hanno mai lasciato. E non ho mai cambiato opinione sul loro everlasting incanto. E, pensa, non sono per niente evocativi, per quanto mi riguarda. È strano, ma non li collego ad alcuna sensazione bella o brutta che sia. Me li godo e basta. Ogni tanto, ogni mai, mi permetto di avvicinarli. E li canto. Con circospezione, con cautela. Non dimenticando che sono stati nella gola dei più grandi maestri del passato dai quali ho imparato tutto», dice la più global delle star, che risponde alla corrispondenza degli ammiratori sulla carta stampata, facendoli impazzire sul suo canale YouTube.

The Voice è avanti e lo è sempre stata, fin da quando per prima capì che per difendersi artisticamente doveva fare una sua etichetta. È stata la prima a capire il cambiamento della televisione e a decidere di non farla. È stata la prima a giocare con la sua immagine, a distruggerla e a ricrearla con delle copertine folli. Vent’anni. Anzi, trent’anni prima di Lady Gaga. E il web è un campo nuovo che la diverte e la interessa molto. Perché la Rete le permette di avere il pieno controllo artistico su ciò che fa. Non c’è nulla da fare: Mina ha tutte le stimmate di un’epoca. Incarna una stagione italiana, quella degli anni Sessanta: quando non c’era il dio Auditel e un libro famoso, una gag o un’invenzione scenica, diventavano spettacolo. Ascoltandola, capisci che con Domenico Modugno ha incorniciato un mondo. E forse comprendi perché si è ritirata dalle scene. Anni fa ha cercato di spiegarsi: «Vorrei che si capisse che sono una donna come tante altre, che vivo giorni lieti e giorni tristi. Mi sembra normale. In tanti anni avrei dovuto abituarmi alla curiosità del pubblico. E invece non ci sono riuscita. Da ragazza semplice, mi infilavo in un furgone e via a cantare in stadi gremiti di folla. Mi sentivo libera. Avevo il mondo in tasca. Poi quando ho cominciato a vedermi i fucili puntati addosso, è subentrata la paura. Così ho scelto di starmene tranquilla, per avere meno noie possibili. Cerco di vivere come tante altre donne. Non mi sembra di chiedere la luna». Come biasimarla? Il punto è che Mina con la sua ugola, ha attraversato cinquant’anni della nostra vita, accompagnando da trionfatrice almeno tre generazioni. Simbolo degli anni del boom con i quali la sua ascesa è coincisa, personifica il made in Italy. Al pari di grandi marchi come il Parmigiano Reggiano, Illy, Jacuzzi, Valentino e la Ferrari. Poco cambia se la signora amava scorrazzare in lungo e in largo con la Lamborghini Miura, lei rappresenta un patrimonio del quale andare orgogliosi e a lei dobbiamo dire tutti un grande grazie per aver scelto di scomparire dalla circolazione. Di non cantare o parlare mai più in tv, né di lasciarsi intervistare come Greta Garbo. Perché in questo modo, ha lasciato spazio alla leggenda che neppure le foto rubate possono scalfire.

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Roberta Maresci

Attualmente collabora con: giornali Il Tempo, My Time, For Men, Occhio alla Spesa, siti nannimagazine.it, piusanipiubelli.it, letteradonna.it, themust.it. Dei 10 libri scritti, nel 2013 ha pubblicato le biografie Donne nel Mito, di Raffaella Carrà ,di Maria Callas e Wanda Osiris (sempre Gremese Editore – Diva Universal Sky). Nel 2012-2013 ha collaborato con: Libero, Io Donna, Donna Moderna, Voyager, Più Sani Più Belli, BenEssere, Viver Sani & Belli.

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