Ventiquattro sfumature d’amore

imageLucia salutò Maurizio con un bacio e aspettò che lui prendesse l’ascensore prima di richiudere la porta di casa. Tornò in cucina, sistemò le tazze della colazione in lavastoviglie e la fece partire. Poi, dopo aver pulito il tavolo, prese dei fogli bianchi, la penna stilografica e si sedette con una tazza extra di caffè.
Le piaceva da sempre scrivere a mano, vedere le parole comporsi lentamente. Forse perché aveva avuto da sempre una bella grafia, sin dalle prime aste alle elementari. Era il loro anniversario di matrimonio.
Ciao,
ricordi negli anni Settanta quelle figurine buffe con la coppietta innamorata che si chiamavano “Love is”?
Ecco, per me Love is…
…alzarsi un’ora prima per fare colazione con te
…piegare le tue calze senza slabbrare l’elastico
…ricordarti il compleanno di tua madre
…lasciarti guidare
…non dirti che russi
…farti sempre trovare la schiuma da barba e le lamette nuove
…aspettare tre mesi che cambi una guarnizione senza brontolare
…trasmetterti ottimismo
…trovare realmente sexy la tua pancetta
…nasconderti i cioccolatini nella borsa dell’ufficio
…lasciarti il telecomando
…ridere assieme
…rifare il letto con cura
…sorprenderti
…non gridarti addosso quando mi verrebbe di farlo
…respirare il tuo cuscino che profuma di te
…dormire assieme davanti alla formula uno
…baciarti piano piano
…ammettere che ho bisogno del tuo aiuto
…organizzare le vacanze
…fare la coda alla posta al posto tuo
…emozionarmi ancora quando mi dici ti amo
…evitarti l’impotenza del vedermi soffrire

Ventiquattro anni bellissimi, grazie
Lucia
Prese i fogli e li infilò in una busta che spiccò evidente sull’azzurro del cuscino.
Si levò la camicia da notte e si vestì con un jeans e una felpa. Fece un giro in salotto, tolse il giornale dal divano e sprimacciò i cuscini. Richiamata in cucina da un miagolio perentorio, riempì la ciotola del gatto di croccantini e gli fece due carezze. Arturo inarcandosi sotto la mano ringraziò, con un ronfare sommesso.
Infilò il giubbotto, prese la borsa e uscì richiudendo la porta.
Quando arrivò sul ponte una folata di vento la fece rabbrividire. Rilesse il referto e lo mise in borsa, vicino alla patente. Poi si tolse il giubbotto e le scarpe da ginnastica e li posò in ordine in un angolo riparato, con sopra la borsa ben in vista.

Manuela Barban

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