Racconto mieloso per San Valentino

miele1Tempo fa, scherzando, una cara amica m’ha chiesto di scrivere un racconto per San Valentino possibilmente mieloso e pieno di cliché tipo “il falegname forzuto salva la bella contadinella persa in mezzo al bosco” stile romanzetto rosa (che vendono quei maledetti, vendono una cifra). La verità è che c’ho pure provato ma mi veniva troppo da ridire e finivo sempre per inserirci almeno un alieno assetato di liquore o un pinocchio-zombie col naso scheggiato in cerca di cervelli di opossum. Ci son delle cose che ti piace scrivere e delle altre no, via. Il pinocchio-zombie magna opossum comunque lo riciclo per il prossimo libro. Così alla ricerca di idee mi sono concentrato sulle persone che amo; ovviamente il primo pensiero è stato per lo scricciolo biondo che metto a nanna ogni sera, quella col vizio di mettersi le dita nel naso e il terrore per i pagliacci. Si potrebbe scrivere un gran bel racconto sull’amore di un padre verso una figlia; un papà si riconosce in quella piccola bestiolina e la sente parte di sé pur non essendo mai stati un tutt’uno come accaduto con la madre, però tu lo sai e lo sa anche lei e quando vi guardate negli occhi sentite di essere una cosa sola. Una specie di magia.

L’amore per tua figlia è diverso da quello che provi per sua madre, che hai conosciuto tanto tempo prima e della quale ti sei innamorato fino a decidere di condividere tutto: le notti, i domani, un’altra vita per metà te e per metà lei. E quando la stringi senti un buon profumo di colore rosa, senti il corpo che si rilassa al tepore della tua famiglia. E’ morbida e calda tra le braccia e adesso sì, va tutto bene.
Eppure è ancora tutt’altra cosa rispetto a quando vi vedevate solo ogni tanto perché il mondo si metteva in mezzo. Le distanze, il lavoro, la gente, i parenti. Così ogni volta era una grande emozione anche se durava soltanto un istante. Pochi minuti in cui grazie ad un abbraccio quel mondo si fermava e non esisteva null’altro che te e lei prima di tornare alla vita di tutti i giorni, tu da una parte, lei dall’altra. Ci siamo passati tutti, anche i vicini di casa. Anche chi abitava sullo stesso pianerottolo. Quando un bacio doveva valere tutto il tempo che era stato atteso e tutto quello che sarebbe intercorso fino al prossimo. Quando arrivava il momento di salutare e il brusio era troppo alto per accarezzarsi teneramente, allora allungavamo il dito e ci stringevamo gli indici a vicenda in un minuscolo abbraccio. Mi manchi già. E’ triste e molto bello, quindi è amore no?
Altre volte il tempo c’era e insieme a lui quello sguardo in cui vedi lo scintillio nei suoi occhi e lei lo vede nei tuoi. Anche quello è amore, anche prima di sfiorarsi. Poi senti scorrere le dita sulla schiena, il sapore delle sue labbra, il rumore del suo respiro.
Sarebbe bello dire che fra molti anni ci aiuteremo a vicenda e ci coccoleremo come due vecchietti ridendo degli anni passati e che anche quello è… non lo so, immagino sia così però non lo conosco ancora quell’amore lì e non puoi parlare di tutte queste cose se non le hai provate. Non sai cosa significa amare tua figlia se non ne hai mai avuta una né quale sia il colore che respiri abbracciando stretta la tua compagna prima di addormentarti, non sai quanto valga un bacio né un abbraccio d’un solo dito se non ti sei mai innamorato di una ragazza lontana e forse non sapresti riconoscere lo scintillio nei suoi occhi prima di tirarla a te. Puoi tentare d’immaginare tutte queste cose e provare a parlarne, ma non le sai.
Come l’amore per un figlio che sta per nascere. Per tuo nipote. Per lei che ancora non hai conosciuto.
O più semplicemente, l’amore che non hai ancora provato.
Ecco, tutto sommato si potrebbe partire da questo testo qui per provare a scrivere un bel racconto strappalacrime da servire caldo la mattina di San Valentino. Già che ci sono potrei anche correggere i tempi verbali che son tutti sbagliati perché certi pensieri ti vengono così, sgrammaticati, poi magari piazzarci dentro un coniglio marziano mannaro e…beh, anche no. Sbagliare i verbi m’è sempre piaciuto…

Alessandro Coppo alias Ale il Bottegaro

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