La mano verde

Halloween-high-tech,M-D-165397-13C’era una volta, tanti anni fa, un paese tranquillo dove non accadeva mai nulla e perciò quando vi si trasferì un ricco signore tutti impazzirono di curiosità. Di lui non si sapeva nulla se non che fosse ricchissimo e celibe e quando andò ad abitare nel palazzo che tutti chiamavano incantato e nel quale non era mai entrato nessuno perché lo ritenevano infestato dai fantasmi, il mistero raggiunse il culmine. C’era chi giurava di aver sentito tintinnare i marenghi d’oro dentro le casse trasportate sui carri la notte in cui si era stabilito nel palazzo e c’era anche chi giurava di averli visti brillare alla luce della luna piena. Ben presto il riccone trasformò i giardini abbandonati in un paradiso di alberi e di fontanelle zampillanti dove nuotavano vispi pesciolini. Le zagare degli aranci e dei limoni e l’odore dei gelsomini stordivano i sensi e laddove i rovi e gli sterpi avevano dominato con le loro crespe spine, ora crescevano i fiori delicati delle violacciocche e degli anemoni. Eppure, anche se tutti ammiravano il ricco signore del palazzo incantato, ne avevano soggezione se non anche spavento.

Si vestiva sempre di nero e con eleganza. Usava tessuti pregiati ma senza ostentare nulla, era altissimo, robusto ma non grasso, nero di capelli e di carnagione olivastra e in certi giorni in cui faceva molto freddo tendeva al giallo ma aveva due occhi ardenti come braci e le labbra rosse e sensuali erano l’ unica cosa viva in quel grande viso impassibile che non tradiva emozione e a renderlo ancora più temibile era la barba nerissima e lucente. Un bel giorno, un messaggero del ricco signore andò per le vie del paese e disse – il mio signore desidera prendere moglie. Ogni ragazza che si presenterà a palazzo se gradita dal mio signore dovrà superare una prova. Se la supererà, sposerà il mio signore e diventerà ricchissima, se non la supererà sarà gettata dalla finestra più alta del palazzo – Quando il messaggero ebbe finito di parlare, un brusìo simile a quello delle api quando sciamano in cerca di un nuovo alveare si udì in tutte le strade. Tutti volevano sapere quale fosse la prova da superare ma nessuno osava chiedere. All’improvviso la bella figlia maggiore di un poverissimo ciabattino disse – e quale sarebbe questa prova misteriosa da superare? – Il messaggero la guardò, fece un inchino e rispose – per sposare il mio ricco signore bisogna mangiare la mano verde – Un inspiegabile freddo seguì alla risposta asciutta del messaggero sebbene fosse già Primavera. Mangiare una mano sembrò una prova terribile e crudele e il fatto poi che fosse verde, un inutile accanimento. Tutti tornarono nelle loro misere case parlando della stramba proposta del riccone e i paesani concordarono sul fatto che i ricchi fossero esseri bizzarri ma la bella maggiore del misero ciabattino voleva diventare ricca e quella stessa sera lo disse ai genitori e alle due sorelle anch’ esse giovani e belle. Il povero ciabattino udendo l’ intenzione della sua primogenita rimase allibito. Era spaventato da quel ricco omone barbuto che pretendeva il superamento di una prova tanto strana quanto crudele ma quando parlò dei suoi dubbi alla moglie, costei non lo fece nemmeno finire di parlare e sibilò velenosa  – vorresti che tua figlia facesse la vita da morta di fame come l’ ho fatta io con te? – In effetti nella loro casa mancava tutto. Erano così poveri che qualche volta avevano mangiato pure le suole delle scarpe bollite. La figlia lo consolò dicendo che aveva in mente una idea e che tutto sarebbe andato bene. Baciò tutti e l’ indomani si presentò a palazzo. Era bella come un fiore di ciliegio e quando la vide il ricco signore gli si aprì il cuore e nonostante tutto le disse – tutto quello che vedi può essere tuo se mangerai la mano verde. Sei pronta? – La fanciulla con occhi fieri disse – sì lo sono. Ebbene dov’è la mano verde? – Il riccone colpito dalla sua fierezza batte’ le mani e gridò – mano verde vieni qua! E non appena finì di parlare, una terrificante mano color verde acido si materializzò sul tavolo lungo del salone. La fanciulla non credette ai suoi stessi occhi. La cosa peggiore era che la mano sembrava viva nel senso che muoveva le lunghe dita, le tamburellava e non stava un attimo ferma. Il perfido riccone disse – io adesso esco. Quando torno la mano verde deve essere nella tua pancia e ricorda: non dovrà restarne nemmeno un pezzetto – Il riccone uscì sbarrando porte e finestre e lasciò sola la povera fanciulla. Il disgusto, la paura e l’orrore per quella cosa verde la sovrastavano e torcendosi le mani passeggiando in su e in giù per la stanza prese una decisione. Afferrò con ribrezzo la mano verde e la gettò nelle fiamme del camino. Quando non rimasero che le ceneri, la fanciulla soddisfatta si mise ad aspettare l’omone barbuto. I passi pesanti di lui echeggiarono in tutto il palazzo e quando la raggiunse, la guardò con occhi perfidi e sospettosi – hai dunque mangiato la mano verde?  – chiese con voce stentorea ma la fanciulla sostenne il suo sguardo e rispose – sì – Allora il riccone con una sveltezza diabolica batte’ le mani e disse – mano verde dove sei? – e una vocina stridula rispose – sono cenere nel camino – Con ghigno trionfante il perfido riccone disse – mano verde vieni qui! E allora subito le ceneri si ricomposero, la mano verde riprese vita e si posò sulla manona del riccone, il quale, con un urlo disumano afferrò la povera ragazza e la buttò dalla finestra. Al paese piansero disperati e nella casa del misero ciabattino erano tutti tristi e addolorati. La seconda figlia fra le lacrime disse – non dobbiamo arrenderci! Non è giusto che la nostra cara sorella sia morta inutilmente! Devo vendicarla! Andrò io,supererò la prova e poi la vendicherò! – Il povero padre, la addolorata madre, la sorella più piccola tentarono di dissuaderla ma lei fu’ irremovibile e l’indomani si recò a palazzo. Era bella come una rosa e al perfido riccone gli si aprì l cuore. Nonostante ciò le disse con voce terribile_ lo sai che se sei qui devi superare la prova nella quale tua sorella ha fallito, vero? – La fanciulla rispose fieramente – sì lo so – Il riccone allora disse – io esco e quando torno la mano verde dovrà essere nella tua pancia, intesi? – e la poveretta rispose – va bene, sarà fatto – L’omone barbuto sbarrò porte e finestre e chiamò la terribile mano verde sempre battendo le mani. La povera ragazza, lasciata sola con quella diabolica mano verde,provò orrore e disgusto ma soprattutto la guardò con odio e rifiutando come l’altra sorella, l’idea di mangiarla veramente, decise di liberarsene. La prese a bastonate e quando le parve morta, la seppellì sotto le mattonelle di creta della cantina. Quando il malvagio riccone tornò disse  – mano verde dove sei? – E la mano verde tossicchiando rispose – sono sepolta in cantina – Il terribile riccone guardò con odio la fanciulla e disse – mano verde vieni qui! – Naturalmente la mano verde più vispa che mai si materializzò sulla manona del suo terribile padrone e fu’ così che anche per la povera fanciulla non vi fu’ scampo. Il crudele riccone la afferrò e la spinse dalla finestra e così quella poveretta fece la stessa fine della sorella maggiore. Al paese tutti piansero e il povero ciabattino e la moglie straziati dal dolore volevano lasciarsi morire. L’ ultima figlia però fra le lacrime ardenti e salate disse – non posso restarmene qui senza fare nulla! Devo provare anch’io e devo vendicare le mie povere sorelle! – I genitori la supplicarono perché non andasse, poiché era lei adesso la loro unica ragione di vita e se anche lei avesse fatto la fine delle sue sorelle, loro sarebbero morti di strazio. La fanciulla determinata e coraggiosa l’indomani mattina si recò a palazzo e dominando il tremore che la sconvolgeva si presentò all’orrido omone che aveva sconvolto la sua vita. Era bella come una pesca e al riccone gli si aprì il cuore e nonostante ciò disse con voce terribile – hai visto cosa è accaduto alle tue sorelle? Se non supererai la prova morirai anche tu! – La povera ragazza, esile ma forte disse – sono pronta! Ho mangiato suole di cuoio per la fame! Cosa volete che sia la mano verde? – Allora il crudele riccone batte’ le mani e disse – mano verde vieni qua! – La orrenda mano verde scintillò ineffabile nella luce fioca della stanza e posatasi sul tavolo, mosse le dita come se seguisse il ritmo di una danza. Poi il riccone uscì sbarrando porte e finestre e lei rimasta sola con la terribile mano, si fece coraggio, l’afferrò e la legò stretta stretta con lunghi e resistenti lacci di cuoio intorno ai fianchi posizionandola per bene sopra la sua pancia. Dopo si mise ad aspettare il ritorno dell’omone malvagio. Era spaventata perché sapeva di rischiare la vita e quando lui tornò, lo guardò con sfida negli occhi ardenti. Il riccone gongolava perché intuiva che anche lei non l’avesse mangiata e così con tono beffardo disse – mano verde vieni qua! – ma la mano verde rispose con la voce attutita dalla veste della ragazza e strozzata dai lacci di cuoio – non posso venire – il riccone con occhi stupiti guardò la fanciulla e disse ancora – perché non puoi venire? Dove sei? – e la mano verde rispose con una vocina sempre più flebile – sono in pancia – L’ omone malvagio proruppe in una risata gorgogliante che fece tremare i muri spessi del palazzo incantato e quando finì prese una mano della fanciulla e le disse – brava! Hai finalmente mangiato la mano verde! Sarai mia moglie e signora e padrona di tutto quello che possiedo! – Potete immaginare l’orrore e la tristezza della povera fanciulla che pensava alle sue sventurate sorelle morte. La sosteneva solo la vendetta da mettere in atto contro quell’omone malvagio e senza cuore. Il riccone era contento anche perché la fanciulla le piaceva e le chiese se gradiva visitare il resto del palazzo. La condusse in tutte le stanze e quando le mostrò anche quella che sarebbe diventata la loro camera e le fece vedere il grande armadio pieno di vestiti eleganti, la fanciulla disse – potrei restare un po’ da sola? Mi piacerebbe provare qualcosa per togliermi questi straccetti logori – Il malvagio riccone sorrise ed uscì dalla stanza e lei rimasta sola cominciò a pensare e a muoversi con angoscia. Doveva vendicarsi e uscire dal palazzo il più presto possibile. Si ricordò di avere ancora la mano verde legata sulla pancia e subito si affrettò a toglierla da lì. Slegò i lacci e si accorse con raccapriccio che la mano verde non si era schiacciata nemmeno un po’ e le venne un’ idea. La guardò e con voce ferma le disse: mano verde io non ho provato ad ucciderti, mi sei debitrice di un favore – La mano verde fece un paio di piroette e disse allegra – tutto quello che vuoi lo farò – Allora la fanciulla trionfante disse – prendi questi lacci con cui ti ho legata e uccidilo perché ha ucciso le mie sorelle – La mano verde prese i lacci e andò dal malvagio riccone e senza dire una parola li tese come corde di violino e lo strangolò. Poi tornò dalla fanciulla e le disse che tutto era compiuto e volteggiando nell’aria uscì dalla finestra. La fanciulla rimasta sola pianse meditando sull’insegnamento di tutta quella amara vicenda. Chi ti chiede di superare una prova per sposarti non vale nemmeno un laccio di scarpa.

Tiziana Sferruggia (grazie nonna)

Annunci

4 pensieri su “La mano verde

  1. Aaa Lia

    Finalmente l’ho ritrovata…me la raccontava mia nonna,ma non la ricordavo bene…mi piacerebbe conoscerne l’origine…,

    Rispondi
    1. lorisverde

      l’ho cercata anch’io perchè me la raccontava mia padre 55 anni fa… ne vorrei sapere l’origine e se ci sono altre versioni. grazie

      Rispondi
      1. tiziana sferruggia

        L origine è sicula! Me la raccontava mia nonna e non mi stancavo mai di ascoltarla

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...