L’Eremita

Nascosti tra i poeti
vivono ladri, bugiardi,
assassini e profeti

foto_1La paura che mi coglie di fronte al buio si confonde con la calma di navi all’approdo, quella stessa paura che tutto e tutti protegge, conserva, fino all’arrivo di un’altra alba, del ritorno al vero. Soldi decorati col volto di mostri, draghi e sirene, richiamano alle navi i loro passeggeri: alcool, giochi e la noia dell’alto mare di mesi. Vivere cullati, sbattuti a giorni alterni, e dimenticare d’essere cresciuti, parlando di corde, inventando avventure. Puttane rumorose aspettano sulla banchina, danzando oscene sotto gli ordinati lampioni. Come insetti impazziti alla luce intermittente, dei vecchi sputano, giovani marinai con la divisa calata, lasciano in bella mostra il loro sesso da parata: sciolte le fila cercano amore alla rinfusa. Il piscio negli angoli ammorba l’aria già carica d’umidità. Braccia di cristallo riempiono, d’acqua sporca di fontana, lo strumento delle proprie disfatte.

Dove l’indomani qualcuno strillerà il prezzo di pesci e molluschi, qualcuno scopa veloce per poi far cadere intimidito una delle sue spaventose monete. Addormentato accanto al proprio cane e alla fisarmonica stonata, un accattone sogna: nessun amore lontano, nessuna ricchezza improvvisa…sogna un pollo ben cotto, di quelli che lasciano unte le dita. A passi nervosi, stretto ad un ombrello, qualcuno, che sembra in ritardo affretta il passo.

Gianluca Meis

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