La vita non trema

image (2)Mezzanotte. Dove sono nata, nella mezzanotte del 31 dicembre, la        piazza si riempiva di persone. C’erano fuochi d’artificio, risate di bambini e gente che diceva ‘auguri!, buon anno!’. Qua invece è così tranquillo. Un silenzio quasi assordante; e poi le stelle.
Non pensavo che potessero esistere così tante stelle nel cielo. Ce lo fanno studiare nei libri, ci parlano della grandezza dell’universo ma nessuno si può rendere conto di cosa voglia dire, se non sale quassù.
Monte Annapurna, Nepal.
Questi sherpa così simpatici ci guardano con aria divertita mentre, in silenzio, noi fissiamo il cielo, esterrefatti. Nessuno di noi ha detto ‘auguri’ o ‘buon anno’. Un po‘ perchè quassù l’ossigeno è prezioso e un po‘ perchè non ce la siamo sentiti di rompere questo magico silenzio. Mi viene quasi naturale pensare al passato, al futuro. Un momento così bello è come se andasse ufficializzato con un buon proposito per il nuovo anno.
Il mio è di non saltare il prossimo controllo.

Quando dovrebbe essere? Ah già, il 13 gennaio. No, impossibile. Il 13 sarò a Parigi da 2 giorni. Vabbè, sarà per la prossima volta…tanto, cosa mi diranno mai? “Ciao Alice, perchè agli ultimi 10 controlli non ti sei presentata? Non è che sottovaluti la tua malattia? Sono comparsi i sintomi? Ancora niente?” … Ne faccio volentieri a meno!
Inizio a tirare fuori il sacco a pelo… mi sento stanca, oggi abbiamo scalato 9 ore per arrivare quassù. Gli altri mi guardano e probabilmente torna in mente anche a loro che sono sfiniti. Così, sempre in silenzio, ci sdraiamo tutti. Una ragazza mi tocca la spalla con aria spaventata e indica la mia mano che trema.
La tranquillizzo.
– Mi stavo solo grattando –
– …Ma sembrava che tu dormissi, Alice! –
– No, Anna, mi stavo solo grattando! -.
Lei si gira e si rimette a dormire.
Ho fatto la scelta giusta: spiegare che ho il morbo di Huntington non sarebbe stato altrettanto semplice. Il tremore alla mano è cominciato da qualche mese ma non mi infastidisce…di certo non corro dal neurologo per una cosa come questa.
Prima di morire in un letto di ospedale preferisco che sia in un albergo a Parigi o a Amsterdam; in una strada di New York o di Londra, O magari a Samarcanda. Ci sono così tanti posti da vedere al mondo…E io mi sto dando da fare! Ho viaggiato più negli ultimi 2 anni che nei precedenti 30, ho imparato più cose su me stessa di quanto io non abbia mai fatto.
Quando ho seppellito mia madre, dopo averla vista soffrire così tanto, sono partita. La Huntington è ereditaria al 50%, appena l’hanno diagniosticata a lei hanno fatto il test genetico anche a me. Positivo, merda! All’ inizio c’è stato il momento in cui volevo essere rassicurata. Ho iniziato a pensare che avere il gene per me non significava dover sviluppare i sintomi. Subito dopo, però, ho cominciato a pensare di avere 30 anni, di non aver visto niente di quello che volevo vedere e fatto niente di quello che volevo fare. Non volevo rischiare di rimanere con tanti rimpianti solo perchè esisteva una “possibilità“.
Io volevo vedere il Messico! E così quello è stato il mio primo viaggio…poi un altro, e un altro, e un altro ancora. E non ho alcuna intenzione di fermarmi. Non sarà questo tremore a farmelo fare! Questo tremore è stato una conferma, non una sorpresa.
… Così non riuscirò mai a prendere sonno, però.
Allora per rilassarmi penso a Parigi, al volo già prenotato, alla Tour Eiffel, al Louvre. Penso alle passeggiate in Groenlandia, al paracadutismo in Germania e alle piramidi in Egitto.
Tengo forte la mano per farla stare ferma e chiudo gli occhi.
Poi sussurro: – buon anno –

Federica Spreghini

classe 4 C liceo scientifico G.Marconi Grosseto

Progetto Scuola Twain #piovonoparole

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