Scelta è sinonimo di strano

Homemade ketchup on green tableLucas, giovane di piccoli muscoli e grandi speranze, usciva soddisfatto con il suo immenso panino da 4000 kcal che sbordava grassi e salute da ogni parte. Glielo aveva servito sul piatto il “maestro”, cosi soprannominato per la sua esperienza decennale in management ed economia del suo piccolo regno, come lui chiamava il Mc Donald di Marzabbotto, localaccio dall’insegna giallo oro che si proponeva di fornire pranzo e cena a più di ventimila anime sperdute di quel territorio. A lui spettava il compito di portarlo al tavolo senza commettere errori. Tornando al maestro, stava mostrando al nuovo arrivato il mestiere del commesso cameriere tuttofare e cuoco “killer “ del fast food decentrato più famoso del mondo. Il giovane non tardava a imparare ma era ancora acerbo nel relazionarsi con i grandi, in ogni senso, clienti, per lo più omoni dediti al taglio del bosco e alla coltivazione delle mele, tutti piuttosto inclini alla rissa.

Con un piccolo flashback, torniamo però adesso ai giorni precedenti, molto più interessanti e vitali rispetto a questa giornata spenta d’inverno in cui Lucas si trovava a servire il suo primo cliente.

Entusiasta, il nostro Lucas percorreva la salita così detta “del Folletto” e correndo giungeva lentamente verso la sua reggia, una casina in cima alla montagna che sovrastava la valle, da cui godeva una vista mozzafiato. La casina in questione era di colore giallo spento e circondata da un giardino molto curato anche se privo di piante. Entrando infatti trovavamo sulla destra una finta e verde siepe, scolorita dal sole estivo; sull’altro lato invece vi era un aiuola o almeno doveva esserci, ma era priva di erba e fiori, per questo fungeva da discarica per i vecchi vasi e piante logore e morte ormai da decenni. Tutt’intorno alla veranda erano poggiate instabilmente piante grasse con spine di lunghezza pari a quelle di un istrice. L’unico tono di colore era dato da un mazzo di fiori finti polverosi, posato al centro del tavolo sulla veranda. La casa era sviluppata su due piani e si faceva ammirare da un chilometro una scala esterna in marmo nero che ricordava il colore delle lapidi dei cimiteri degli anni ‘20. Dall’altra parte della collina, un folto gruppo si avvicinava passo passo alla residenza di Lucas e, via via che arrivavano, si aggiungevano nel cortile a quelli giunti prima di loro . Meravigliato, commosso, senza parole, Lucas ora era circondato da molte persone. Si poteva riconoscere il padre, con il suo lungo completo gessato e la sua barba incolta; la madre, che sfoggiava un vestito a fiori e una collana d’oro 24 carati; la sorellina, che teneva in una mano la sua barbie e nell’altra un Iphone luccicante. E infine un vecchio zio, che nessuno si ricordava fosse ancora vivo, considerata la sua età avanzata, il cui look ricordava quello di un contadino bavarese. Tutti piangevano: parenti, amici e persone che per sbaglio erano passate di lì e si erano aggiunte al piccolo corteo che stava risalendo la collina, senza alcun motivo se non la curiosità. A questo punto, però, ci stavamo dimenticando di lui, il protagonista. Lucas era alto, biondo e sorridente come fosse da poco passato babbo Natale. Era felicissimo. D’altra parte, tutti lo erano, ma per che cosa? Una ragazza? Una macchina nuova? Una vacanza, un viaggio? No, solamente per la sua laurea in confezionamento di panini e imbustamento rapido: il lavoro appena ottenuto presso il nuovo Mc Donald locale.

Ora, nel fast food, consegnato il mega panino Lucas si affrettava a tornare verso la sua cassa per servire i numerosi, rozzi e analfabeti clienti che attendevano in fila. Era il turno di un uomo alto e di carnagione scura, ma non si trattava del solito cliente da Mc Donald, era probabilmente un turista. Intorno a lui correvano e saltavano due allegre bambine rimproverate dalla madre, anche lei di carnagione scura e perfino più alta del marito. Lucas aveva da poco iniziato il suo turno di 17 ore consecutive, fremente e pronto a servire e impacchettare panini. Pronto alla battaglia, Lucas chiese al cliente cosa volesse da mangiare e l’uomo allora rispose: – Hello man, could I have two happy meal, two hambuger, two portions of chips and two coke ?” Il giovane lo guardò come un neonato guarda i genitori fargli i versi, e disse – I not parlare inglese but se vuole me li può indicare a gesti by the hand – Il cliente un po’ imbarazzato e sorpreso indicò a Lucas ciò che desiderava. Una volta preparato il panino, Lucas gli consegnò un piccolo contenitore con del banale ketchup. Finito il pranzo, l’uomo e la sua famiglia se ne andarono e risalirono sulla loro lucente limousine battente bandiera americana . Il “Maestro”, sorpreso per la situazione e per la maestria dimostrata da Lucas nel cavarsela con un cliente così detto difficile, fece i complimenti al ragazzo, dandogli una sonora pacca sulla spalla. Entrambi tornarono poi al loro lavoro … ma quell’uomo non poterono dimenticarlo tanto facilmente. Poche settimane dopo, infatti, entrarono due energumeni vestiti di nero cercando appunto il ragazzo dei panini al ketchup. Trovato il ragazzo e anche un buon traduttore, gli dissero che il Presidente era rimasto così soddisfatto da quella sublime salsa, che aveva fatto espressa richiesta di averlo a capo dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo e la messa in produzione di salse e condimenti per i fast food di tutta America. Stipendio settimanale garantito di quasi duecentomila dollari. Lucas capì di aver scelto la strada giusta e vide così premiato il suo enorme sforzo di diventare creatore e ideatore di panini. Salutò pertanto la sua famiglia, il natio borgo selvaggio, gli amici, i colleghi, il suo cane e perfino il vecchio zio. E si trasferì nella tranquilla e monotona Washington, per vivere il suo Sogno Americano.

Gianluca Bellini classe 5E liceo scientifico G.Marconi Grosseto progetto Scuola Twain #Piovonoparole

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4 pensieri su “Scelta è sinonimo di strano

  1. #svolgimento Autore articolo

    Eh niente , Gianluca è praticamnte un Stefanno Benni giovane! Io gli consiglierei di iniziare a leggere “Il bar sotto il mare” una raccolta di racconti che secondo me lo ispireranno 🙂

    wood

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