Siamo tutti burattini

Pinocchio 2.0 : riscriviamo sogni e bugie

61GIuusjl2L._SY300_Ricordatevelo, qualunque cosa accada. Noi siamo solo pezzi di legno tenuti insieme da corde e incastri e fatti muovere da mani esperte! Burattini di legno. Questo siamo. Niente altro che burattini di legno. Averne la consapevolezza mi ha evitato finora il riciclo a differenza di tanti altri che ho conosciuto. Del resto io voglio durare nel mio stato di burattino senza fili per molto tempo ancora. Per questo rispetto le regole, non mi faccio domande, uso solo le parole che ci sono nel nostro vocabolario e lavoro sempre al meglio delle mie possibilità anche quando cambio occupazione, come spesso succede. Del resto quello che faccio non dipende da me. E’ Lui che decide! Il Burattinaio. Il mio compito è solo quello di guardare al futuro col sorriso sulle labbra ed precisamente quello che ho sempre fatto e che avrei voluto continuare a fare se non avessi incontrato lei, Turchina. E’ stata per un periodo una mia occasionale compagna di lavoro e io l’avevo soprannominata Turchina perché il suo corpo era pieno di incisioni colorate. Sia chiaro a me non piacciono le incisioni, però, devo ammettere che quel disegno che aveva sulla spalla sinistra mi piaceva molto.

“Si chiama Pinocchio” “Cosa?” “Quel burattino che ho inciso sulla spalla si chiama Pinocchio” “E’ un nome strano”“E’ fatto di pino e si chiama Pinocchio”“E quel pesce su cui è seduto come si chiama?” “Balena! Lei è il più grande pesce che sia mai esistito”“E quel … Pinocchio come gli è finito in groppa?”“Diciamo che è caduto in mare e lei credendolo un pesce se lo voleva mangiare! Ma lui è stato più furbo e ora la guida verso casa” “Quale casa?” “Quella di Pinocchio”
“Noi burattini non abbiamo una nostra casa” “E, invece, Pinocchio ce l’ha, ed è tutta sua” “Comunque non ci arriverà mai.”“Perché?” “Perché è solo un disegno inciso sulla tua spalla” “ah ah ah E’ vero! Rincorrere i sogni è il suo destino! Come noi!”“Io non rincorro nessun sogno!““Davvero? Vuoi dirmi che non hai nessun “desiderio”” “Desiderio? Non esiste questa parola nel nostro vocabolario”“Peccato! Dovrebbe esserci” “Se non c’è ci sarà una ragione.”“La ragione è che non era stata ancora inventata … finora” “Inventare parole? Che assurdità! “E’ solo un gioco!”“E’ un gioco pericoloso. A lui non piacerebbe!”“E a te?”“Nemmeno a me te lo assicuro!”“Vuoi dirmi che non sei curioso di sapere cosa vuole dire “desiderio”?” “No! Non lo sono. Per niente!””Fammi vedere …”“Cosa vuoi vedere adesso” “Se mi dici la verità” “Io non racconto mai bugie” “E allora perché ti si è allungato il naso?”“Mi si è allungato il naso? Ma cosa stai dicendo!”“Capita sai! Quando diciamo una bugia a noi burattini si allunga il naso.”“Che stupidaggine?”“E’ vero! Al mio Pinocchio capita spesso!”“Smettila di prendermi in giro! I tuoi giochetti sono pericolosi lo sai?” “Perché?” “Perché se Lui lo venisse a sapere ci manderebbe tutti due al “riciclo” immediato.”

Devo confessare che quella storia del naso mi aveva impressionato. Mi chiedevo “E se succedesse davvero? Se Lui scoprisse solo guardandoci in faccia se diciamo la verità? Chissà quanti di noi se ne andrebbero al riciclo immediato! Basterebbe anche solo una piccola bugia, cosa che potrebbe succedere anche a me. Lo so che è un fatto normale, per noi burattini, essere “riciclati”. E in fondo cos’è? Solo un cambiamento d’uso che non altera la nostra natura. Però a me quella parola “riciclo”, non era mai piaciuta, anche se non so perché!

“Io lo so perch锓Davvero?”“Non ti piace perché non sai cosa ti accadrà dopo?”“Lo so invece! Dopo sarò un pezzo di legno come adesso”“Adesso non sei solo un pezzo di legno. Sei un burattino”“Sai che differenza!!”“Io credo di saperla!”“Tu sai solo le cose che t’inventi”“E tu non sai che il “riciclo” non ti piace perché hai paura di morire” “Morire? Cosa vuol dire? – questa parola non esiste nel nostro vocabolario” “Lo so! Non deve esistere! Perché se esistesse …. Ma dimmi quante parole ci sono nel nostro vocabolario?”“Cinquecento più o meno”“E tu pensi che cinquecento parole siano sufficienti?”“Per far cosa?”“Per descrivere quello che abbiamo intorno o quello che proviamo”“Sono parole concrete. Non ce ne servono altre”“Per me qualche parolina in più ci sarebbe utile. La parola “cuore” ad esempio”“Turchina tu t’inventi una parola al minuto. E’ difficile seguirti. E adesso cos’è questo “cuore”?“Credo sia un residuo di quello che eravamo prima” “Prima di cosa?” “Prima di essere dei burattini. Prima che avessimo un Burattinaio. Prima che il legno diventasse la nostra natura. Prima insomma”.“Prima eravamo legno, adesso siamo legno e domani saremo qualcos’altro, ma sempre di legno”.“Per te noi siamo sempre qualcosa e non qualcuno”“Essere qualcuno? Non capisco!”“Pensa …! Pensa…!“ Siamo burattini di legno. Noi dobbiamo pensare solo a quello che ci vien detto di fare.!”“Ero con te!”“Eri con me?”“Si! Stavamo passeggiando e io mi sentivo dentro il petto qualche cosa che non sapevo spiegare e così mi sono inventata la parola “felicità”. E’ stato in quel momento che l’ho sentito il mio cuore battere per la prima volta” “Ti prego non tirarmi in mezzo alle tue storie” “Ce l’abbiamo tutti un “cuore”dentro il petto. Ne soo sicura.” “Ma fammi il piacere! Mi chiedo di che legno sei fatta? Legno da ardere scommetto”“E tu sei fatto di legno duro’”“Sì! E’ vero!” “Certo che è vero! Ognuno di noi è fatto di un legno diverso! E il mio cuore mi dice che è anche per questo che siamo qualcuno e non qualcosa!”“Basta! Non ti voglio più ascoltare! Noi siamo solo Burattini di legno!”“E quando verremo riciclati il nostro cuore morirà e Diventeremo degli stupidi pezzi legno. Per questo non ti piace la parola riciclo. Hai paura che tutto finisca! Tu hai paura di morire! “Non esiste la parola “morire”. Te la stai inventando come tutto il resto!”“Sei sicuro? Veramente sicuro? Non vorrei preoccuparti Pinocchietto mio ma il tuo naso si sta allungando tantissimo?” “E non chiamami Pinocchio! Non lo sopporto! HAI CAPITO! NON CHIAMARMI PINOCCHIO! Tu sei malata! Molto malata! C’hai un parassita dentro il legno! Chiamalo cuore o verme o come vuoi tu ma e sarebbe meglio che ti facessi curare e in fretta. Magari sei anche contagiosa! Sei un pericolo pubblico. Ecco quello che sei”

Sono circondato da piccoli pezzi di legno. Del mio legno. Ho dovuto usare uno specchio e uno scalpello per arrivare fin dentro il mio petto! Ero convinto che mi sarei procurato solo un buco che mi avrebbe attraversato da parte e invece è bastato scavare un po’ e l’ho trovata quella cosa che lei chiamava “cuore”. Lo sto toccando con la mia mano ora. E’ caldo. E’ vivo! Lo sento battere! Chissà che parassita è? Non l’ho trovato nei libri. Però è’ abbastanza grande da mettere paura. Il legno intorno mi sembra a posto! Sì! E’ sano. L’infezione non si è propagata. Credo di essere ancora in tempo o almeno lo spero. Un ultimo colpo di scalpello e poi lo potrò gettare via, lontano da me! Come ho fatto con lei! L’ho dovuto fare! Era pericolosa quella Burattina! Chissà a quanti ha trasmesso questo maledetto parassita! Non ci voglio pensare, Devo concentrarmi. Un ultimo colpo! Cosa ci vuole! E’ un attimo e poi … Mi trema la mano! Mi sento confuso! Strano non mi era mai successo prima.

Maurizio Rosa

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