Pinocchio e la crudele Principessa

Pinocchio 2.0 : riscriviamo sogni e bugie

PINOCCHIO VENDE L’ABBECEDARIO PER ANDARE A VEDERE TURANDOT AL GRAN TEATRO PUCCINI

2014-12-05 08.55.15Smesso che fu di nevicare Pinocchio, col suo bel vestito nuovo e l’abbecedario, si avviava verso la scuola e mentre camminava fantasticava con mille ragionamenti e buoni propositi: “Studierò, imparerò e potrò ricomprare una giacca meravigliosa al mio babbo Geppetto”.
Ad un certo punto sentì una dolce e armoniosa musica di violini provenire dal Lago.
Pinocchio era molto curioso di seguire quella melodia ma, era anche molto indeciso: “ Vado a scuola o vado a sentire la musica? Tutto sommato per studiare c’è tempo! Oggi potrei andare a sentire quella stupenda musica.” Così il nostro burattino si incamminò verso il lago. Scoprì che davanti al lago c’era un grande Parco della Musica al centro del quale si trovava il Gran Teatro Puccini. Vide quindi una locandina colorata con una meravigliosa principessa disegnata e una scritta e pensò: “ Accidenti! Ancora non so leggere!”e sospirò deluso. Per fortuna passavano di lì Burlamacco e Gambe di Merlo, le maschere del Carnevale di Viareggio.
“Oh fratello, perchè sei così triste?” chiese preoccupato Burlamacco.
“Per l’appunto non so leggere e io voglio sapere cosa c’è scritto su quella locandina!” rispose Pinocchio piagnucolando.
Gambe di Merlo allora lesse a Pinocchio la scritta: “ Oggi va in scena “Turandot.” Pinocchio incuriosito dall’opera ringraziò le due maschere e cercò il modo per comprarsi il biglietto ed entrare al teatro. “Idea…potrei vendere il mio abbecedario e con i soldi prendermi il biglietto!”fu la sua bella pensata.
Mentre rimuginava su come fare vide un musicista altissimo e con una barba lunga e nera e gli chiese: “ Ciao, vorrei tanto, tanto, tanto andare a sentire la storia della principessa Turandot, potresti comprare il mio abbecedario?”. Il musicista, commosso da tanto amore per la musica lirica, lo acquistò e Pinocchio, orgoglioso del suo biglietto, entrò nel teatro. Dall’alto del Gran Teatro il nostro amato burattino vide le immense gradinate con le sedie azzurre come il mare e la platea affollata per i numerosi spettatori. Il palco davanti ai suoi occhi era enorme con due colonne altissime che sembravano toccare il cielo e dietro alla scenografia il suggestivo lago. L’opera era già iniziata: attori, musicisti e direttore d’orchestra erano impegnati nel rappresentare la famosa storia di Turandot.
E mentre Pinocchio seguiva con estremo interesse quanto stava accadendo sul palco, Ping, Pong, Pang, i ministri della principessa, lo videro e riconosciuto il famoso burattino di Collodi, lo salutarono: “ Pinocchio, fratello d’arte, vieni qui con noi!” Pinocchio, emozionato dal richiamo dei suoi compagni, saltò sulle gradinate della platea e sulla testa del direttore d’orchestra e arrivò sul palco. I tre ministri e il burattino si scambiarono abbracci d’arte e d’amore e lo spettacolo si interruppe. Allora la terribile principessa Turandot arrivò sul palco e arrabbiatissima disse con voce di tuono:
“Chi sei tu che interrompi il MIO spettacolo? Come ti permetti di invadere il MIO palco? Questa è la MIA storia, cosa c’entri tu con noi?”
Pinocchio, sbalordito dalle terrificanti parole della principessa e dal suo aspetto splendido e crudele, piangendo disse: “Mi chiamo Pinocchio, sono solo un burattino di legno buono per ardere…”
“ Hai osato interrompere il MIO spettacolo, non c’è perdono per questo! Ti farò tagliare la testa!”
“Principessa Turandot, ti prego, abbi pietà di me! Il mio babbo Geppetto mi ha costruito con tanto amore, da un ciocco di legno; ha fatto di me un meraviglioso burattino e con tanto amore mi ha sfamato e vestito. La mia mamma non l’ho mai conosciuta, cosa sarà del mio babbino se non mi vede tornare a casa?”
La principessa, commossa dalla storia di Pinocchio, fece al burattino una proposta: “ Se risolvi i miei tre indovinelli, dimostrandomi di essere davvero Pinocchio, ti risparmierò la vita e ti ridarò la libertà”.
Pinocchio accettò la sfida pensando “ Vale sempre la pena tentare per salvarsi la vita” e con tutto il fiato che aveva intonò “All’alba vincerò!”.
La platea, ammutolita e sorpresa, seguiva con paura ciò che stava accadendo. Turandot iniziò a declamare i suoi indovinelli.
“Primo indovinello:
Son piccin/cornuto e bruno/i miei consigli do a ciascuno./ Son filosofo e paziente/anche se per te non conto niente./ Dai su dillo/ Io sono …” “Il grillo!” esultò Pinocchio e indovinò.
La principessa sbiancò in volto e la platea applaudì entusiasta.
“Secondo indovinello:
Sono sempre in compagnia/una zoppa e l’altro cieco/che a ogni dire le fa l’eco/dimmi tu che non hai colpe/son il…”
“Gatto e la Volpe!” rispose Pinocchio con convinzione.
Turandot sempre più indispettita gli propose l’ultimo indovinello:
“ Sono sempre premurosa/e disposta a qualunque cosa/da me ricevi il perdono/quando dici di esser buono/All’inizio sono bambina/Ma in realtà una….” “Fatina !esclamò il nostro burattino.
La principessa pensando alla Fata Turchina e a con quanta forza e amore Pinocchio avesse risposto ai suoi tre indovinelli, disse:” Caro Pinocchio hai dimostrato grande coraggio e onestà. Vai, torna libero. Ti dono un nuovo abbecedario con cui tornare a scuola e imparare a leggere.”
La platea applaudì commossa, i musicisti con fervore attaccarono l’aria “All’alba vincerò” e Pinocchio uscì a passo di danza. Appena fuori dal teatro non sapeva quale strada prendere quando, ecco che sul Belvedere Puccini dinanzi al lago, incontrò dei bambini che riconoscendolo lo salutarono:
“ Ehi, Pinocchio, sei proprio tu che bello!”
Pinocchio, sorpreso da tanto affetto chiese: “ Chi siete?”
“Siamo i bambini delle terze elementari della scuola Tomei, vieni con noi a scuola, starai bene!”
A Pinocchio sembrò un’idea meravigliosa e seguì i suoi nuovi amici, iniziando così delle nuove avventure fra i banchi di scuola.

@TerzeTomei IC Torre del Lago Puccini (LU)

 

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3 pensieri su “Pinocchio e la crudele Principessa

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