Piccole oche

donne-oche15 Aprile dell’ anno del Signore 1986 ore 22,48

Caro diario,
oggi è stata una giornata alquanto impegnativa che ha messo a dura prova il mio instabile equilibrio e tu penserai che non sto dicendo niente di nuovo poiché ogni giorno non faccio altro che tediarti con le solite lamentele. Ma oggi ci si è messo pure Gheddafi, mi spiego? Ha mandato due missili diretti a Lampedusa che comunque si sono fermati prima perché non erano a lunga gittata ma è il gesto quello che conta. Puoi immaginare la paura, l’ incertezza, il baratro immaginario in cui ci è sembrato di precipitare anche perché Lampedusa a un tiro di schioppo è . Siamo stati ad un soffio dallo scoppio della terza guerra mondiale. Ma poi l’ allarme è rientrato, anzi ci abbiamo pure scherzato su. Abbiamo ironizzato su quello che poteva accadere se i libici fossero sbarcati sulla spiaggia e qualcuno più istruito ha fatto cenno pure a Mohammed Dragut il barbaresco turco che nel 1553 approdò sulle nostre coste e terrorizzò i nostri antenati , tant’è che ancora oggi se un bambino fa il monello lo si minaccia con la contrazione gergale del nome del pirata ottomano dicendogli “ fai il bravo altrimenti chiamu a lu mammadravuru”e ci si compiace di vedere brillare negli occhi dell’ infante il terrore e l’ angoscia.
Ma comunque.. sono qui a scriverti no? e allora vuol dire che tutto bene andò. Almeno fino a quest’ora è così . Intanto contro una eventuale invasione dei libici musulmani qualcuno si è attrezzato: fettine di maiale da mostrare come deterrente alla stessa stregua dell’ aglio o del crocifisso contro i vampiri.


Ma ora per divertirti un po’ ti voglio parlare della mia amica M., quella biondina, piccolina, carina, quella formato mignon per intenderci e di quello che ha combinato oggi, come se non bastassero le bizze del tripolitano . Tu sai quanto io le voglia bene, non è una cattiva ragazza, lo sai, ma è capace di fare shopping un giorno prima che inizino i saldi perché così è sicura di trovare deserti i negozi e può provare tutto con calma, ed è capace di pagare una cosa che vale la metà il doppio e non esce di casa senza le 500 mila lire d’ ordinanza perché , come dice lei , non si sa mai!!!
Comunque credo che non serva alcun commento perché anche tu hai tirato le tue conclusioni. Orbene, ( Dio mio non faccio che peggiorare, parlo come la prof di latino e greco) oggi durante la ricreazione passeggiavamo, io e M. lungo il corridoio della scuola e dalle finestre aperte si intravedeva un cielo terso e gaio. Dissertavamo tenendoci a braccetto di Leopardi e delle scarpe esposte nella vetrina del negozio più chic della città. Ti chiederai come si possa disquisire del grande recanatese e di frivolezze contemporaneamente ed io ti rispondo che proprio il desiderio di un bene effimero e materiale è stato necessario per far da contrappunto alla futilità e alla caducità del vivere sottolineate da Leopardi che ci sta rovinando la vita. È servito a mantenerci ancorate a questo mondo per non soccombere sopraffatte dal pessimismo cosmico. Scusa caro se divago ma capiscimi, è stata una giornata pesante e queste digressioni sono necessarie. Tornando alla ricreazione, quando siamo giunte, dinoccolate e spensierate proprio sotto l’ epitaffio marmoreo su cui è inciso “ dulce et decorum est pro patria mori”, M. mi ha stretto l’ avambraccio con le sue piccole dita forti come una tenaglia o come chele di granchi crepuscolari, con una tale forza che ho temuto un malore o meglio , una folgorazione tipo quella di San Paolo sulla via di Damasco. Ho pensato ( lo sai che sono una romantica) che leggendo l’ epitaffio volesse intraprendere la carriera militare arruolandosi contro le truppe libiche e fare parte della missione “ sbarco in Cirenaica” o “ desert storm” o “ desert fox” o qualcosa del genere, ma poi subito ho scartato l’ intuizione perché fra trucchi, merletti, spalline, ciuffi cotonati, tagli carrè, pensiline cementificate di frangette caparbie, e strass e paillettes a tutte le ore del giorno, M. non avesse né tempo né voglia di arruolarsi. Caro diario , ecchèvuoineglianniottantasiamo e come si dice prima o poi passeranno anche loro e chissà come ci lasceranno ma intanto godiamoceli finchè durano, ricchi, tronfi, megalomani, super, maxi laccati cotonati impaiellettati e ipertrofici anni ottanta, fulgidi e decadenti. Dunque, esclusa la folgorazione militare , andando per esclusione, ho temuto il malore anche se lei sta benissimo. Fatto sta che lei si appoggiava a me come per sorreggersi e aveva gli occhi vitrei mentre fissava
qualcosa o qualcuno davanti a noi.
Allora ho seguito la traiettoria del suo sguardo ed è stato a quel punto che ho visto A. sopraggiungere con la sua andatura felpata e felina e ho capito che era lei l’ oggetto dell’ attenzione. Alta, magra, bionda con le meches, A. oggi era elegante come sempre. Indossava un completo pantaloni blu marine con camicia bianca e scarpe bordeaux con tacco a spillo, che davano quel tocco di colore all’ insieme. Tu lo sai, A. ha solo 16 anni ma ha stile. Ma il vero pezzo forte erano i grandi orecchini che le pendevano dai lobi. Pensa! Gli orecchini di A. sfioravano i deltoidi ed erano così lucidi che per un attimo ci siamo pure specchiate dentro, proprio mentre lei ci è passata accanto lasciando la solita scia di profumo costoso.

Eh si! La classe è classe non è brodo di ceci! Scusa diario ,ma io popolana sono e dopo il profumo ci mezzo i ceci , ecco vedi ! e poi mi lamento quando mi rinfacciano che non sarò mai come loro.
M. è rimasta quasi senza respirare, pareva ipnotizzata ed io abbozzando un sorriso, tra il serio e il faceto le ho detto che nemmeno un maschio era capace di guardare così una femmina. M. come in trance, ha detto:_ che orecchini! Devo averli a tutti i costi._ La voce nemmeno la sua pareva più, un’ altra persona era diventata, trasfigurata ti dico.
_ di plastica sono _ ho detto io che li avevo visti bene. E ho pure sogghignato ma tu lo sai che io sono dissacrante e porto tutto sul piano inclinato dell’ ironia.
_ e allora? Belli sono, lo stesso!:_
Avresti dovuto vedere l’ acredine con cui mi ha guardata.
Fremeva e mi avrebbe strozzata perché io non la prendevo sul serio, cioè non comprendevo il suo desiderio lacerante e la sua frustrazione.
Io dissi che con 5 mila lire il capriccio se lo poteva togliere.
M. mi ha guardata con le narici dilatate e gli occhi torvi.
_ sempre la solita sei! Ma come puoi pensare che “ quella “, così elegante, ricca e di gran classe, possa aver comprato orecchini di 5 mila lire. Questo solo tu puoi farlo!_
Già! Solo io potevo valutare che per un paio di orecchini di plastica, 5 mila lire fosse la cifra giusta e che io non li avrei pagati di più. M. mi disse che mi avrebbe dimostrato che almeno 50 mila lire ci volevano per comprarli. Tornammo in classe di pessimo umore.
Ho pensato che se avesse avuto ragione lei, significava che si era aperto un abisso senza fondo sotto i nostri piedi , che fagocitava desideri e speranze delle persone normali non più in grado di comprare un paio di orecchini di plastica colorata.
Ci siamo date appuntamento in piazza oggi pomeriggio per andare insieme nel negozio di bijotteria e profumeria più caro della città perché solo lì A. poteva averli comprati ed effettivamente erano esposti in mezzo ad altra chincaglieria ( costosissima però) in vetrina. Ma avresti dovuto vedere la faccia di M. ! prima di entrare ha controllato di avere soldi a sufficienza nel portafogli. Ho sbirciato e ho visto almeno un paio di banconote da cinquanta mila lire e ho sorriso sorniona. La signora profumiera, affabile come sempre, ha preso gli orecchini dalla vetrina, , ce li ha fatti provare ( anche a me che non avevo chiesto nulla ma un bravo commerciante è lì per vendere) e ha consigliato a M. di prenderli color turchese per via dei capelli biondi. _ un amore ti stanno!_ così ha detto la signora profumiera che ha gusto e M. è arrossita leggermente e ha fatto sì sì con la testa.

Mentre la signora li impacchettava, M. ha accarezzato il portafogli e mi ha sussurrato un po’ inquieta quanto avessi io nel mio, eventualmente per un prestito. Io ineffabile ho risposto che 10 mila lire mi sembrava di averle. Lei furente ha avuto un gesto di stizza come a dire “ma io con questa poveraccia che ci esco a fare?” e confesso che anch’io circondata da tutto quel lusso ho cominciato a credere che tutti i nostri soldi messi insieme per comprare quegli orecchini non sarebbero bastati. Il momento era catatonico. Aspettavamo la cifra da sborsare con angoscia crescente e quando cominciavo a temere di non farcela a superare l’ ansia uscendone indenne, la profumiera ha detto, porgendo il delizioso pacchettino _ 5 mila lire _
Io ho espirato così forte che sono volati alcuni bigliettini di auguri posti vicino la cassa e M. si è appoggiata al bancone per non cadere. Con mani tremanti ha aperto il portafogli ma non aveva banconote da cinque perché si era portata solo picciuli e non spiccioli e la profumiera con rammarico si è accorta che non aveva da cambiare. Tutto poteva arenarsi nella palude delle rinunce o dei sogni infranti, ma io prontamente riavutami dal mezzo collasso, ho messo due banconote da due mila lire e una da mille sulla cassa e gongolante ho pagato io per M.
Siamo uscite dal negozio senza vedere dove mettevamo i piedi e l’ aria tiepida del pomeriggio primaverile non è servita a scuoterci.
Quello che è seguito è riassumibile in questo gioco di pensieri che abbiamo fatto poiché io e M. ci intendiamo spesso solo così, anzi meglio che con le parole.
Io ho pensato : che ti avevo detto?
M. ha pensato: una cretina sono .
Io ho pensato: soltanto? Dai esagera pure.
M. ha pensato: una gallina sono.
Io ho pensato : uhm.. facciamo un’ oca …
M. ha pensato : buona solo a beccheggiare tutto il giorno nel pollaio.
Io ho pensato : ma anche a fare l’ uovo eh eh .
M. ha pensato : già l’ uovo! magari qualcosa di buono …
Io ho pensato : speriamo che non si rompa.
M. ha pensato : te li restituisco appena scambio.
Io ho pensato : fretta non ce n’è, stupida figlia di questi tempi .

Caro diario, come vedi cattiva non è ma sarebbe capace di pagare 50 mila lire per un paio di orecchini di plastica che costano un decimo. Le oche e le galline non voleranno mai, non si può cambiare un destino già scritto.
Buona notte caro, speriamo che non sbarchino i pirati, che non arrivino missili sulla nostra spiaggia, che non scoppi la guerra. Speriamo che quando metteranno gli sconti, le scarpe rosse che ho visto in vetrina, ci siano ancora.

Tiziana Sferruggia

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