Lucignolo

Pinocchio 2.0 : riscriviamo sogni e bugie

imageConobbi Lucignolo quando ero ancora un ragazzo povero.
Si trovava a passare dalle mie parti, col suo gruppo di seguaci, una banda di giovani scapestrati come lui.
Io in quel periodo mi ero perso. Completamente.
Tutto quello che mi circondava mi stava stretto, il mio futuro aveva l’aspetto di un buco nero.
Odiavo perfino il mio nome: Pinocchio.
Lucignolo aveva tutto quello che mancava a me: la sfrontatezza, il coraggio, la risata contagiosa, la voglia di vivere, il senso dell’avventura.
Ed io ne fui attratto come una monetina da dieci lire su una calamita.
Il periodo con Lucignolo non è stato semplicemente quello delle prime sbronze, della prima canna, della mia prima ragazza, delle manifestazioni con le barricate, delle letture folli e disperate…..
Il periodo con Lucignolo è stato la consapevolezza concretissima di me stesso, la presa di coscienza stupita e ubriacante della mia vita, delle possibilità sconfinate che avevo di fronte, del potere mio e solo mio di desiderare e volere e ottenere a tutti i costi qualcosa, anche col rischio di farmi male.
Andavamo a fumare di sera, sdraiati sul vecchio molo e Lucignolo sapeva parlarti e guardarti negli occhi, con la passione di chi è felice di stare lì, in quel momento, a guardare le stelle nel cielo buio, e respirare.
Niente era scontato, o superfluo, o banale. Aveva la capacità di trasmetterti la grinta, di crederci e farti credere.
La vita era per lui un meraviglioso campo di battaglia.
“Scegli con coraggio” diceva sempre.

La sera prima che partisse, mi chiese se volessi andare via con lui.
Pensai a mio padre vecchio e malato, alla catapecchia dove abitavamo, con il fuoco dipinto all’interno del camino, rosso e arancione, come quello vero e crepitante, e capii che no, non ce l’avrei fatta.
Mi sono iscritto all’università. Mi sono laureato. Ho trovato un lavoro. Ed una brava ragazza che ho sposato. Ho due figli. Sono uno stimato avvocato.
Tutti nella storia di Pinocchio raccontano di me, e di come abbia messo la testa a posto.
Nessuno si rende conto che io ho scelto questa vita, ma non perché me l’abbiano imposta, non perché era quella che voi ritenete la più giusta, o la più retta, o perché è così che si fa….semplicemente l’ho scelta. Io. Consapevolmente.
E senza Lucignolo avrei continuato ad essere un burattino per sempre.
Così è la storia. Credetemi.

Rita Lopez

il racconto e’ già’ stato pubblicato sul blog:  ritalopez.wordpress.com

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3 pensieri su “Lucignolo

  1. elenaexlibris

    Insomma alla fine Pinocchio ha pensieri borghesi e non sarebbe così se non avesse avuto il rito di passaggio che poteva farlo perdere e invece no. Originale interpretazione: brava, Rita!

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