Pinocchio: come nacqui ( tratto da qualche parte )

p3k-pinocchio3000_01Il noto falegname & web designer Geppetto osservava il ramo donatogli dall’amico Pino appollaiato sul suo sgabello di kryptonite. Non trovando ispirazione riprese in mano la settimana enigmistica del mese prima e si rivolse all’assistente Pensiero Profondissimo, pc da lui stesso assemblato, dotato d’una limitata intelligenza artificiale (per aver sempre qualcuno da battere a Mario Kart) e d’un complesso sistema di riconoscimento vocale, così da non dover sbattersi a usare la tastiera (roba fastidiosetta per via dei calli dovuti al suo primo lavoro: il piallatore di burattini str_nzi).

– Pensiero Profondissimo!
– Dimmi…
– Ma cazzarola P.P., quante volte devo ripeterti che devi rivolgerti a me come “Capitano, Oh mio Capitano”?
– Ok. Capitano, Oh mio Capitano… dimmi.
– Già meglio. Hai calcolato la risposta?
– Quale?
– LA risposta. Alla Vita, all’Universo, a TUTTO QUANTO.
– …sì beh, certo. Non è che sto qua a pettinare le bambole. C’ho manco le mani… Capitano Oh mio Capitano.
– E quindi?
– Te la dico ma non ti piacerà.
– …allora non capisci un’ostia!
– Ah già: Capitano, Oh mio Capitano: te la dico ma non ti piacerà.
– Sono pronto.
– La risposta alla Vita, all’Universo, a TUTTO QUANTO è…
– …è?
– …la gnocca.
– LO SAPEVO. Bene, adesso posso terminare il cruciverba. Dodici orizzontale, sei lettere… la risposta alla Vita, l’Universo e TUTTO QUANTO… perfetto, ci sta. Avrei un’altra domanda, P.P.
– Dimmi. Cioè, Capitano Oh mio Capitano, dimmi.
– Secondo te cosa devo farci con questo ramo di Pino?
– Un attimo che calcolo.
– Fai veloce che poi devo lavorare, su.
– Senti, Capitano Oh mio Capitano, mentre finisco di calcolare la risposta, non è che potrei avanzare garbata richiesta? Potresti cambiarmi nome?
– E perché, P.P.?
– perché st’abbreviazione mi sa di cesso di Autogrill.
– Ma non se ne parla proprio, P.P..! Suona benissimo.
– Ok, Ca.Ca.
– Come?
– Capitano Oh mio Capitano: Ca.Ca.
– Senti, finiamola qua per piacere. Hai fatto i calcoli?
– Sì, Ca.Ca.
– P.P.? Ti installo Finestre 7, il sistema operativo ammmericano?
– CAPITANO, OH MIO CAPITANO. Calcolo effettuato: con quel ramo di Pino, considerando che questo racconto si intitola “Pinocchio: come nacqui” e che quel pezzo di legno molto probabilmente ha proprietà magiche, secondo me devi farci un burattino.
– Cosa mi dici mai, P.P.?
– Arcisicuro. E chiamarlo….
– Ugo! Come la mia migno… come quella signorina che ho incrociato in Boulevard of Broken Dreams!
– No beh, pensavo più a…
– Ma vaffanchiulo. Basta!
Pensiero Profondo e Gepparello cacciarono un muto urlo di stupore all’unisono.
– CHI HA PARLATO? – bofonchiò il falegname allarmato un pochetto.
– IO NO, CAPITANO OH MIO CAPITANO! – rispose Pensiero Profondissimo.
– Sono stato io.
Dall’angolo della stanza, un burattino di pino, intagliato suppergiù alla pene di giaguaro, osservava stizzito il vecchio falegname e la scatola di latta senziente.
– E tu chi sei? – disse Geppettone, avvicinandosi cautamente alla piccola creatura lignea.
– Ma chi vuoi che sia, vacca la porca di quella trofia… il Principe Azzurro? Candy Candy? Fluttershy delle Mai Littol Poni? Sono Pinocchio, no? 3148 caratteri (spazi inclusi) e ancora dovevo entrare in scena! Se era per te e quella specie di Commodoro64 venivo rimandato alla seconda puntata…
– CAPITANO, OH MIO CAPITANO! Costui mi ha mortalmente offeso!
– Sta’ zitto un secondo, P.P.
– Ecco bravo, ‘scolta lo zio e bocca cucita, Piscione.
– CAPITANO, OH MIO CAPITANO, mi ha chiamato Piscione!
– Ho detto zitto, P.P.!
– P.P., Piscione, è uguale…
– CAPIT…
– BASTA! Tu, Pensiero Profondissimo: SILENZIO! Tu, essere Pinotico: cosa fai qua?Parla, altrimenti mi altero di brutto!
– Va bene tizio, spiego tutto. Allora… come ben sai, nella mia vita precedente…
– Seee… Capitano Oh mio Capitano, digli di stringere che ci aspettano per un torneo online a League of Legend.
– Ustia, me l’ero scordato! Dai legnetto, veloce!
– Sì, va beh. Riassunto: il pino di Pino è un albero magico, sai quelle storie tipo che è stato piantato un vecchio cimitero indiano sconsacrato durante un plenilunio sotto una scia chimica dal fantasma di un prete esorcista che nessuno ha mai visto…
– Ok, la solita solfa. E come hai fatto a piallarti da solo? Magia?
– No. Ho usato un temperino e l’energia vitale proveniente da quel blocco di Kryptonite che usi come sgabello.
– Tutto qua? E chi sei, MacGyver?
– No, son Pinocchio. Sono un ramo di pino, assomiglio a un pastrocchio, mi son auto-battezzato “Pinocchio”.
– In effetti non sei bellissimo, eh… non c’hai manco le dita dei piedi.
– Prova te a scolpirti da solo. E da oggi abito con voi. Contenti?
– What? E per quale motivo dovrei accettarti così, d’emblée, di grazia?
– Esigenze di copione.
– Ah.
– Capitano oh mio Capitano, qua la vedo male…

…cominciarono così le meravigliose avventure di Pinocchio.

Ale il Bottegaro Coppo

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2 pensieri su “Pinocchio: come nacqui ( tratto da qualche parte )

  1. anna wood

    Secondo me questo Pinocchio è stato scritto tra un grappino e l’altro 🙂 Troppo originale per essre frutto di una mente lucida senza gradi in corpo …….

    bravooo

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