Mangiafuoco

 Pinocchio 2.0 : riscriviamo sogni e bugie

biglietteria_bigLettera semiseria di Mangiafuoco,  seduttore pentito

Sono uno sciupafemmine, lo so.
Eppure non sono bello. Piaccio. E piaccio perché ho i mustacchi neri, i capelli crespi e gli occhi autunnali in cui baluginano faville che possono diventare fuoco con un po’ di vento. Mi manca qualche dente ma non rido quasi mai e comunque tengo sempre la bocca chiusa. Nella mia vita ho letto solo due libri, “ Storia della mia vita “ di Giacomo Casanova e il “ Don Giovanni di Moliere. Per la verità volevo leggere “ El burlador di Sevilla” di Tirso de Molina ma mi hanno detto che era meno divertente. Sarà. Sarà che io mi sento più Don Giovanni che Casanova perché Don Giovanni seduce e Casanova è un sedotto e ogni volta che si innamora mette in gioco corpo e anima ed io l’ anima l’ ho persa a dadi tanto tempo fa e mi è rimasto solo un corpo pesante, difficile da gestire. Mi adatto alle circostanze della vita e bevo per placare la sete, indifferentemente, da un trogolo o da un calice di cristallo. Me lo ha insegnato Casanova che è romantico e dunque nell’ era dei lumi in cui ha vissuto non è stato compreso. Del Don Giovanni ho imparato ad essere pragmatico e cinico ma anche lui è in anticipo sui tempi. È illuminista nella cattolicissima Spagna e perciò anche lui non ebbe vita facile. Io cerco di essere dentro il mio tempo perché solo così si esercita il potere. Siccome sono uomo di spettacolo posso permettermi i deridere i benpensanti, i borghesi, i conformisti perché li faccio ridere e padroni non ne ho.
Quando si spengono le luci del teatrino rimango solo e allora esco, di notte, al chiaro di luna o sotto un cielo spento. Le strade sono vuote e magiche e senza suoni e io cammino fra i vicoli felice perché la verità ama il silenzio. Ed io la cerco, tutte le notti, inquieto, ramingo, senza pace, come un lupo solitario.


Vivo in mezzo ai burattini che sono amici muti ma sinceri. Fanno quello che voglio io perché in un mondo di pupi, io sono il puparo. Mi chiamano Mangiafuoco perché non ho paura di niente e gioco con il fuoco per stupire, spaventare , sbigottire. Mi piace che la gente abbia paura di me . Mi eccita. Alle femmine piace vedere che io sputo fiamme come un drago ma è un vecchio trucco imparato quando lavoravo al circo. Sapeste quante ne ho viste con gli occhi lucidi pronte a tutto , anche a piantare in asso il maritino con il cappello a cilindro e l’ orologio d’oro nel taschino con cui erano giunte a braccetto, tutte trine e pennacchi. Ma io non mi approfitto perché sono Don Giovanni, mi basta sedurle , sapere che sono ormai alla mia mercé, a che serve dunque stropicciarle sulla paglia ?
Cerco le mie prede e mi spiace solo quando sono facili da catturare. Mi annoio spesso, per questo cambio spesso città, paese, contrada, le ho girate tutte quelle del circondario e ovunque il popolo vuole la stessa cosa, “ panem et circenses” divertirsi e non pensare e la nausea mi assale. Il fatto è che io fuggo. Sono un uomo in fuga. Tradisco ma non voglio esser tradito e sbaracco prima che ciò avvenga. Prevengo la delusione. Sono ancora in cerca della mia donna ideale perché mi piacerebbe mettere la testa a posto, mettere radici, restare sempre in un posto ma sono zingaro dentro. Sono infedele perché chi a una donna sola è fedele verso le altre è crudele, Da ponte e Mozart lo sapevano bene. Ogni donna ha un difetto, per questo ho deciso di costruirne io una perfetta. Per ora è di legno ed ha i capelli di stoppa, le labbra vermiglie e le gote accese, la veste di seta e merletto e fa sempre sì con la testa ma ho sentito parlare di un falegname che ha dato vita ad un burattino che ora parla, ride, sghignazza, ed è un discolaccio però simpatico. Forse è un mago, forse è un imbroglione, forse ha un potere soprannaturale . La mia libertà finisce dove inizia la mia necessità e per questo a volte mi odio. Ho bisogno di sentire addosso gli occhi di una femmina e per questo vorrei che gli occhi della mia burattina avessero vita. Per guardarmi.
Le ruote del mio carro cigolano penosamente, vecchia ruggine e chiodi stanchi. Sono stanco di femmine e di piazze. Ho una bisaccia piena di zecchini tintinnanti, pesanti e pericolosi. Ho paura dei ladri e stasera li regalerò al mio pubblico di bimbi festanti che vogliono partire per il paese dei balocchi, terra di tutti e quindi di nessuno. Li convincerò a non partire ma competere con l’ omino tenero e untuoso come una palla di burro, è dura. Cambio vita ma non voglio che si sappia del mio passato. Sto bruciando il mio irriverente libro mastro in cui annotavo i miei peccati. Frammenti di cenere e carta volteggiano nel cielo viola.

Tiziana Sferruggia

Annunci

Un pensiero su “Mangiafuoco

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...