Sogno liquido

Sei qui. Sei mia. Adoro restare immobile e sentirti respirare.
Osservarti mentre dormi ed immaginare cosa sogni.
Quesyo è un mio sogno? Allora non ti sveglierò, se è un sogno e tu sei qui, non voglio finisca.
Sono immobile, non respiro, non altero alcun equilibrio.
Se sei qui, e non è un sogno, ti sveglierai accanto a me.
Se non sei qui e sei un sogno, non respiro e non mi sveglio, forse stai sognando me.

IMG_20141110_134601Steven camminava lungo il marciapiedi affollato, detestava quei giorni, una massa informe di odori e sguardi si confondeva in uno spazio ristretto.
Fu costretto a scendere sul uolo stradale per non essere travolto dalle persone che si muovevavno freneticamente, incuranti di qualunque ostacolo, quando si trvò a pochi passi da una donna.
Non vedeva il suo viso, solo i lunghi capelli castano oro che danzavano sulle spalle. La raggiunse, incurante della gente intorno, così viccino da poter percepire il suo odore. Inspirò profondamente e, d’un tratto, gli si strinse il cuore. (Quei capelli, quell’odore…ogni particolare era vissuto dentro Steven).
(non si dimenticano i giorni in cui hai amato veramente qualcuno).
Aveva meno anni dei suoi ed un sorriso che indeboliva il sangue, i suoi occhi erano diversi da quelli di June, ma quell’odore lo riportò a ricordi che aveva sepolto da qualche parte. Steven non era mai riuscito a convivere con la banalità di certa gente, preferiva fuggire dall’ordinario e dalla quotidianità, June era la fuga da tutto, anche da se stesso.
‘Ogni frammento di tempo trascorso con te è stato un gioco di complicità e passione; insieme abbiamo cancellato i colori anonimi, senza mai seguire regole o porre limiti. Ho nuotato nella profondità dei tuoi occhi, dipendeva solo da noi quanto tempo e come, senza farci male. Io non ti ho fatto male June’
June lo guardò, i suoi occhi erano velati e tristi, ‘voglio solamente te, più di quanto tu possa immaginare, camminare ancora nei luoghi sconosciuti in cui mi hai portato, respirare quel silenzio così raro ed il profumo della tua pelle calda’.
Steven si avvicinò, le carezzò il viso e restò in piedi di fronte a lei, senza smettere mai di guardare i suoi occhi. Le scoprì il seno, la strinse a sè, le baciò con dolcezza il viso e le labbra, poi la prese per mano fino al letto, si distese e la guardò ancora.
June non si stanxcava mai delle sue parole, così passionali ed assolute, assaporò la nostalgia dei suoi baci. Scacciò i pensieri dubbiosi e cercò il suo sguardo, specchio di una intimità fisica più potente di un semplice amore. june desiderava soltanto perdersi tra le sue braccia ancora una volta. solo quello le importava.  Stringimi, ascolta il mio cuore, batte perchè mi sei vicina, ho bisogno di separarlo da me, da noi due. Vieni più vicino’. steven la strinse a sè delicatamente e lei lo lasciò fare. Aveva il suo respiro addosso, su tutto il corpo, amava le sue spalle, si, le amava. Inarcò la schiena, sospirò con i suoi capelli tra le dita, li avrebbe riconosciuti anche al buio, sospirò ancora. Steven non si fermò, nella bocca il sapore di lei, dolce come una droga, la sua droga.
Una nuova ondata di rumore interruppe il flusso di ricordi, la ragazza si era accorta della sua presenza, ma continuava a conversare, Steven le sorrise, si girò e riprese a camminare i un’altra direzione.

Vorrei essere capace di sognare te stasera.

Chiudere gli occhi e percepire il tuo odore sospinto dal vento.
Lo afferro…lo respiro…così sono felice.
Così posso avere ancora voglia di sognare ancora e di poter vivere te.

Steven riprese a nuotare, come quando era ragazzo, il benefico contatto con l’acqua gli dava serenità, lontano da ogni suono, colore, rumore, lontano dal mondo, in un mondo liquido, ascoltava il suo mondo interiore, le sensazioni del suo corpo, i limiti della fatica di doversi confrontare con una realtà in cui lei gli mancava dolorosamente.
‘Avevi promesso che avremmo nuotato insieme, in un mare qualsiasi, perchè non aveva importanza il posto, il colore dell’acqua, niente, solo noi due’.
Alba:
Steven desiderava qualcuno con cui condividere la luce del sole, era cosciente ed era  la parte più bella del sogno. Non dormiva e poteva guidare ogni pensiero e poteva decidere cosa sognare.
Il sole illuminava June, i suoi lineamenti minuti ed i suoi occhi, puro oro quando entrava in lei. Forse non soltanto una donna, ma qualcosa di più, luminosità vivida che non sarebbe mai sfiorita.
‘Svegliati June, ho bisogno che mi dica cosa vedi nei miei occhi. non sei mai stata distante da me, ovunque mi trovi sento questo vento tiepido che mi porta via dalla mia vita, sei brezza, sei da qualche parte, non ti vedo, ma sento il tuo odore, mi piacerebbe poterti odiare e dimenticarti, mi piacerebbe amrti e godere di te; tu hai sempre intuito i miei pensieri, io conosco i tuoi’.
Non era certo che June avesse sentito le sue parole. Era davvero accanto a lei o sognava ancora?
Poteva averla.
Restò con lo sguardo puntato verso il soffitto, i suoi occhi grigi erano immersi in nuovi ricordi, percepiva ancora il suo odore. ma il rumore della gente intorno…era nuovamente nella realtà.
A volte credeva di desiderare e stava con donne sconosciute mentre ogni pensiero correva lontano abbandonando il corpo per tornare solo da lei.
In quell’istante un grido lo fece sobbalzare, gli occhi semichiusi, un getto d’acqua fredda risvegliò il suo corpo. Aveva bisogno di ricomporre tutti i momenti vissuti/sognati. Ancora una volta il tentativo di essere felice.
Aveva il suo caffè, il suo sigaro e qualcosa che viveva dentro di lui e June.
C’è così poco per cui vivere. C’è un posto per ogni storia. C’è tanto spazio in cui perderci. Tutto può accadere.

Gianluca Del Bosco con Ketty Del Bosco

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