A.A.A. Turchina Fata cerca lavoro

 Pinocchio 2.0 : riscriviamo sogni e bugie

Uffa, non ce la faccio più! Ho sbagliato tutto nella mia vita!”
Sono trascorsi molti anni da quando mi prendevo cura del piccolo Pinocchio, eppure per tutti sono rimasta la Fata Turchina, quella che non dava abbastanza punizioni, sempre troppo remissiva, del resto si tratta di un burattino svogliato che a forza di naso allungato è riuscito a cambiare diventando un bimbo vero.
Il merito è stato mio, tutto mio, nessuno me lo vuole riconoscere, il curriculum è pieno di referenze, sono stata successivamente la tata di altri bambini scapestrati ottenendo sempre il mio solito successo ma nonostante tutto continuo ad essere disoccupata. L’ ultimo colloquio di lavoro che ho sostenuto – nel 1994 – sono andata in Scozia alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, ho parlato con Silente, diciamo che mi ha ospitata nel suo ufficio mentre leggeva le mie referenze, mi ha fatto un’ unica domanda: “Cara Turchina Fata lei si sta presentando per insegnare magia nella nostra scuola, secondo lei con Pinocchio ha fatto un ottimo lavoro? Come pensa di procedere con i nostri ragazzi?”


Ho dato una risposta secca e basta: “Egregio signor Silente giudichi lei se con il piccolo Pinocchio ho fatto un ottimo lavoro, i risultati sono visibili a tutti!”
Silente a questa mia risposta mi ha guardata dicendomi che potevo andare. E dopo avermi ringraziato, con un colpo di bacchetta mi ha aperto la porta e sono uscita dal suo ufficio sperando di essere richiamata ma ad oggi silenzio totale. Ho sentito diversi istituti ma nessuno mi ha mai presa a lavorare, mi hanno etichettata come la Fata Turchina, quella di Pinocchio, è così che dicono tutti quelli che visionano il mio curriculum prima di farmi delle domande per uno pseudo posto di lavoro.
Che dire sono ingrassata da quegli anni in cui correvo dietro ad un burattino di legno, non ho più la carrozza trainata dai topi e tra i tanti avvenimenti ho avuto una disputa con Maga Magò: “secondo voi non ero più adatta io a fare la sua parte? Del resto ero ingrassata non mi si poteva nemmeno dire che non avevo il fisico giusto, ed invece hanno preso quella brutta stregaccia solo perché aveva una ruggine con Merlino.
Mi hanno detto proprio così nella lettera di rifiuto Egregia signora Turchina dobbiamo comunicarle che nonostante i suoi sforzi, la sua personalità non è adatta a sostenere il ruolo di Maga Magò la ringraziamo per averci considerato le facciamo tanti auguri.”
Quando lessi queste parole non mi arresi, chiamai il regista e mi fu detto che non era nulla di personale ma l’ attrice che avevano scelto era si brutta ma aveva dei precedenti con il signor Merlino per cui questo avrebbe arrecato al film più credibilità nella scena del combattimento.
La strega che ha interpretato Maga Magò mi inviò un messaggio dicendomi che sarei stata adatta per la parte del gufo Anacleto, a quel punto risposi con un pacco esplosivo: tra noi maghe esiste anche questo!
L’altra mattina rassegnata ormai a questo ruolo di tata – maga ho deciso di intraprendere un altro lavoro, la scrittrice, tramite la mia penna magica ho scritto un romanzo bellissimo che non parla di orchi e fate ma di amore, sentimento, vita vera insomma, quella che fa piangere e gioire a tutti i comuni mortali, ho cominciato a inviarlo a tutti gli editori possibili ed anche in questo caso mi è stato detto che mi riesce meglio fare la tata di Pinocchio, l’ ultimo editore incontrato mi ha detto:
“ma lei non ha mai pensato di scrivere qualcosa di autobiografico concentrandosi sulla figura di Pinocchio?”
Nel rispondere ho urlato nel suo studio per diversi minuti e poi non ho potuto fare a meno che trasformarlo in un topo, almeno servirà per la mia carrozza arrugginita abbandonata in cantina.
Mentre mi allontanavo dall’ ufficio dell’ editore sono scivolata calpestando una matita ed il mio tonfo si sa: avete mai visto cadere a terra novanta chili di larghezza per un metro e cinquanta di altezza? L’ editore si, ed ha riso a squarciagola, la voce della sua allegra risatina si è placata quando ha notato delle lesioni sul suo pavimento in legno: che brutta figuraccia!
Adesso sto arrangiando con un lavoretto strano per me ma mi permette di guadagnare quel poco per vivere al meglio in attesa di trovare un buon lavoro come insegnante o tata di un bimbo dissoluto; ho messo su un blog di cucina: data la mia forma fisica non potevo fare altro.
Cucino tutto il giorno ricette nuove e saporite che mi aiutano a guadagnare qualcosa oltre ai chili di troppo, diciamo che mi diverto a non utilizzare la bacchetta magica e a deliziare il mio dolce marito. Si si nel frattempo mi sono sposata e sapete con chi?
Ho sposato il Gatto, si avete capito bene l’ amico della Volpe, quei due che convinsero Pinocchio a sotterrare il denaro nell’ orto dei miracoli, però devo dirla tutta mio marito il signor Gatto è cambiato tanto, grazie a me che ho lavorato sul suo comportamento da fannullone – perché la Fata Turchina quando si impegna ottiene risultati anche con i grandi.
Adesso mio marito ha cambiato mestiere è passato da imbroglione a custode del cimitero era l’ unico modo per fargli cambiare vita visto che i morti non possono essere fregati.
L’ altro giorno decisi di andarlo a trovare, avevo appena sfornato una deliziosa crostata di marmellata alla pesca; giunsi in quel luogo che custodisce solo corpi privi di anime, c’ era un’ atmosfera tetra e buia, il suono della campana allo scoccare delle diciotto e trenta faceva da contorno a nebbia, fruscio del vento tra gli alberi, e cani che abbaiavano all’ impazzata: tutto prometteva una serata particolare ed unica in mezzo ai quei defunti!
Entrai di corsa, tolsi il foulard ed appoggiai sul tavolo la mia crostata. Il mio maritino mi abbracciò e dopo poco eravamo seduti nel suo ufficio a gustare quel dolce succulento, Gatto è romantico e passionale e tra un morso alla crostata ed un bicchiere di succo si avvicinò per baciarmi, aveva voglia di stringermi a se e lo fece facendomi sentire la sua passione irrefrenabile io ero pronta a lasciarmi andare: tanto lì chi ci avrebbe visto? Era buio, il cimitero ormai chiuso ed i morti si sa non hanno occhi, orecchie e bocca.
Mi stesi sul tavolo e quando mio marito si avvicinò per baciarmi spostando il braccio cadde l’ urna del signor Filippi, tutte le sue ceneri a terra ed io nel panico completo, chiesi a Gatto come potevamo rimediare alla mia goffaggine e lui sorridendo rispose: “raccogliamo quel poco che ne rimane, lo mischieremo con polvere di foglie secche, nessuno se ne accorgerà. Le urne dei cremati non vengono mai aperte dai loro familiari!”

Angela Ceraso

 

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4 pensieri su “A.A.A. Turchina Fata cerca lavoro

  1. Pingback: A.A.A. Turchina Fata cerca lavoro (da #Svolgimento) | EVAPORATA®

  2. immacolata

    Favolosamente bella… a dire il vero la Fata Turchina mi rispecchia un pò…dopo tanto tempo in cerca di lavoro, soprattutto nel voler svolgere il lavoro per cui mi sono qualificata, ho messo su un blog di cucina ( ed anche dei bei chiletti in più , ma questo non lo diciamo a nessuno) .
    Complimenti racconto ironico, scorrevole e ben strutturato

    Rispondi
  3. Giovanna

    Angela sei bravissima come sempre!!! Hai tanta fantasia…..alla fine del racconto la protagonista mi è sembrata una persona reale con le stesse paure, le stesse emozioni e gli stessi timori “umani”. Complimenti davvero!!!

    Rispondi

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