Contro ogni legge dell’amore.

PAOLA TOTODelle elementari ho alcuni ricordi nitidi, altri confusi, altri ancora seppelliti chissà dove. Ricordo che, prima di approdare in quel fantastico mondo che era per me quello della scuola elementare, ero una bambina spigliata, vivace, estroversa e molto socievole. Poi è successo qualcosa. Una brusca frenata. Un cambio di rotta. E per alcuni anni ho conosciuto anch’io cosa volesse dire essere timida e introversa. Forse ci sono degli incontri, in quell’età delicata che va dall’infanzia all’adolescenza, che ti segnano e ti cambiano per sempre.

Avevo due amiche del cuore, Maristella e Manuela. Volevo sempre stare con loro. Eravamo un trio, costrette spesso a essere separate da una maestra che prediligeva le coppie, perché, a suo avviso, esse creavano file più ordinate.
L’ordine. Gran brutta bestia. Nemico dell’amicizia, quando i canoni della stessa lo rompono. E un trio rompeva le righe, alterava l’ordine precostituito, creava una dissonanza difficile da gestire. La mia maestra voleva avere tutto sempre sotto controllo. Meglio far predisporre i bambini in fila per due, al suono della campanella: tutti presi per mano, in silenzio, pronti a uscire oppure a spostarsi all’interno della scuola.
Le mie amichette ed io eravamo anche tra le più alte della classe. Ci ritrovavamo, così, a chiudere la fila, in fondo. Già, perché la mia maestra amava l’ordine fino in fondo e ci ordinava non solo per due, presi per mano, ma anche dal più basso al più alto: “Ma che sono belli questi bambini così disciplinati, così ordinati.”
Non curanti, però noi continuavamo a prenderci per mano, ma per tre e questo alla mia maestra proprio non piaceva. Ad avere la peggio ero sempre io, costretta ad affiancarmi a qualche altro compagno di classe.
Le mie due compagne di classe, così buone e così belle, in realtà non lo erano poi così tanto. E lo scrivo adesso, dopo che sono passati più di trent’anni. Ma allora non me ne rendevo conto e continuavo a cercarle e continuavo a richiedere la loro amicizia. Ero così presa dal curare quest’amicizia che per me era tanto importante, da non realizzare che fossi sempre la prima a essere esclusa: non c’era posto per me, quando eravamo messe alle strette dalla maestra. E restavo così a guardare, con il cuore ferito, loro due che si prendevano per mano, così amiche da non lasciare spazio ad altri.
Il numero due è più ordinato del tre, contro ogni legge dell’amore.

Paola Toto

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6 pensieri su “Contro ogni legge dell’amore.

      1. Meis

        e cosa volevi dimostrare con questo “copia incolla”? Non mi è molto chiaro e sa un po’ di sterile provocazione 😉
        Meis

  1. RobyLepri

    In una giornata come questa un dolce scherzetto è quasi d’obbligo. Bello che a innescare il gioco sia stato “amore”, in linea con lo spirito che da sempre anima Svolgimento.

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