Chiodi, viti, rondelle …

spinazziSecondo non era vecchio, aveva appena compiuto trent’anni, ma conosceva lo schiaffo del tempo, vertigini millenarie quali l’età della terra, la generazione di dinosauri, le dinastie dei più remoti monarchi del mondo. Il secolo e più di vita del Magazzino e Ferramenta Ratti lo rassicurava sulla evoluzione della civiltà. Si poteva entrare e uscire a piacimento, fermarsi fino al momento della chiusura senza alcun vincolo di permanenza. La libertà di disporre di uno spazio (e un tempo) commerciale ricordava a Secondo l’agio provato nel sostare nelle grandi librerie delle metropoli europee.

La casa si evidenziava all’entrata. La cucina, luogo di imbarbarimento della specie, annunciava la limpidezza della vita. Piatti, posate, bicchieri, tazze, teiere, bollitori, shaker, batterie di pentole, tegami, casseruole, colini, sessole, bistecchiere, affettatrici, zuccheriere, impastatrici, tutto appariva in una veste lucente e armonica. Luogo dell’eterno ritorno non del cronico ristagno. Regnavano il bianco delle ceramiche e i bagliori delle superfici metalliche; all’ordine modulare dei ripiani orizzontali si intersecava l’ordine sparso ma non meno esemplare di aspirapolvere, scope elettriche, ventilatori a piantana, bastoni per tende, tavolette per mantovane, profili in alluminio, moschiere componibili…
Articoli da regalo e per il bricolage, 765/A, xkj157…
Una scala portava alla casa cubica, abitata da frigoriferi, lavastoviglie, lavatrici, congelatori, a cui facevano cornice, come in una sorta di corona boreale, sequenze di televisori, i più accesi a immagine e dimostrazione di mondo e vita.


Telefonia cellulare e radiotelefoni, videoregistratori, condizionatori… ngh4j23 x 5/W 087…
A differenza dei normali negozi detti ferramenta, da Ratti il cliente poteva toccare con mano il pezzo, misurarlo, compararlo, dibatterlo, senza ricorrere al magistero spesso scostante del venditore. Non c’erano tiranni cui non puoi sbarrare la strada se chiedi il pezzo opposto a quello che vogliono importi con alterigia e commiserazione. Se desideravi informazioni tecniche potevi rivolgerti al personale addetto, sempre gentile, mai dai modi dogmatici che terrorizzano presente e futuro. Nessuno di “superiore” e sacerdotale ti intralcia il cammino, il tatto e la scelta, puoi tuffare le mani come in un pozzo magico negli appositi contenitori. Tutto è ordinato secondo forma e sostanza. Secondo sceglieva la forma. Non resisteva a gettare la mano nel pozzo, libero da torsioni e tensioni. Per prima cosa, come un generale che sfila davanti alla truppa in parata, ispezionava le macchine, quindi finiva col prenderle in mano, e, non timoroso di palesare in pubblico intimità e liturgia, le celebrava in una pantomima rituale. Martellava l’aria con il martello, estraeva con la tenaglia, limava con la lima, avvitava con il cacciavite… Tutto a vuoto ma nel pieno della consequenzialità spettante a ogni pezzo. Alla pistola con cui da bambino sparava a vuoto per il gusto di modellare lo strumento alla mano, ora sostituiva la consustanzialità del martello, della tenaglia, del cacciavite. Valeva la tavola come significato figurato, alla pari di quanto le tavole delle enciclopedie indicano il vissuto per mezzo di sinossi astratte. Valeva la similitudine: stringere la mano a pugno nel serrare manciate di chiodi, viti, rondelle, bulloni, fustelle, punzoni, dadi, morsetti… per poi sciogliere la presa e lasciare cadere il raccolto come monete d’oro nel forziere. La metafora scalzava il rischio velleitario del possesso. Allentava la tensione del fine e la pretestuosità della presa.
Martellare, avvitare, limare l’aria significava riaversi sulla tirannide della contingenza e della sopravvivenza.

Gianfranco Spinazzi

Da: G, Spinazzi, “L’emporio a bussola di calle delle bande,” Tragopano Edizioni, Venezia 2013

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...