Intervista ad Andrea De Carlo e incipit di Cuore Primitivo, Romanzo Bompiani

DeCarlo_piatto

Sono stata invitata al Festival delle Generazioni, che si è svolto a Firenze da 2 al 4 ottobre scorso, in qualità di blogger letterario. Il mio compito era quello di ascoltare presentazioni di libri e scriverne: il paradiso è qualcosa che somiglia a questo, io credo.
E’ stato in occasione del reading di Cuore Primitivo che ho conosciuto Andrea De Carlo. Ci ha presentati Angela Scipioni, che era già stata nostra graditissima ospite su #Svolgimento con l’incipit del suo romanzo Iris e Lily.
Ho chiesto di poter fare un’intervista per e mail. Andrea De Carlo ha sorriso in modo gentile e mi ha scritto sul quaderno il suo indirizzo di posta elettronica. Gli ho fatto delle domande, ho avuto delle bellissime risposte.
Eccole.

– Lei è, fin dal suo esordio nel 1981, uno degli scrittori italiani più amati ma è anche fotografo, musicista, pittore e regista. Ci può parlare di come queste diverse attività abbiano influenzato la scrittura?

La scrittura è l’attività a cui dedico la maggior parte del mio tempo e delle mie energie. E’ la cosa che so fare meglio, il mio modo principale di comunicare con gli altri. Però non voglio vivere in un mondo chiuso, fatto solo di libri: per questo frequento altre forme espressive, che mi permettono di coltivare le mie curiosità, e di arricchire il mio linguaggio di romanziere.

– Il momento creativo, quello in cui hanno origine le idee migliori.

E’ uno stato di trance, misterioso e appassionante, in cui la storia e i suoi personaggi prendono vita e pretendono di essere raccontati. Per arrivarci, e per mantenere la continuità, sono indispensabili lunghe riflessioni, e una disciplina quotidiana che non si allenti per tutta la durata della scrittura.

– Cos’è per lei la letteratura?

E’ una testimonianza, un contributo all’analisi del mondo, un’avventura, un modo di liberarsi dalle leggi della fisica. Ed è un’occasione di osservare e raccontare la vita da prospettive molto diverse dalla mia, sperimentando la complessità contraddittoria di cui siamo fatti.

– C’è un fil rouge, un’idea di base che lega tutti i suoi libri?

Tutti i miei romanzi parlano di rapporti tra persone, di sentimenti, di amicizie, di amori. In fondo è la materia di tutta la letteratura, ma ogni romanziere la tratta a modo suo.

– Le cose della sua vita che sono state fondamentali per diventare scrittore

Leggere da molto giovane, scoprire presto la gioia intensa di vivere in una dimensione romanzesca. La casa dei miei era piena di libri. Mia madre non mi regalava giocattoli, ma era pronta a comprarmi tutte le letture che volevo. Anche il fatto che non avessimo un televisore è stato importante.

– Nel giugno del 2009 si è dimesso dalla giuria del premio Strega, denunciando gli accordi tra grandi gruppi editoriali. Ce ne può parlare?

Le manovre dei gruppi editoriali per accaparrarsi i voti dei giurati sono totalmente scoperte: le telefonate, le insistenze, le raccolte di pacchetti di schede. Così come gli accordi di alternanza, per cui un anno il premio va a un gruppo editoriale e l’anno dopo a quello rivale. L’unico elemento che non viene preso in considerazione è il vero valore dei libri in gara. Le vittime sono i lettori, convinti che un premio famoso sia garanzia di qualità.

– Un consiglio per un giovane scrittore: meglio tentare di farsi leggere da una grande casa editrice o costruire una carriera a piccoli passi con case editrici di minore importanza?

Meglio non fermarsi ai primi risultati, ma scrivere e riscrivere. Troppo spesso mi capita che qualcuno mi chieda consigli su come pubblicare, e quando chiedo “Pubblicare cosa?” la risposta sia “Mah, ho qualche paginetta… Forse un racconto, non so…” Prima di preoccuparsi di pubblicare è indispensabile lavorare per anni, fino a trovare una propria voce. Solo allora, quando si è totalmente convinti dei risultati, vale la pena di contattare un editore, grande o piccolo che sia.

– Ci regali delle suggestioni:
l’opera d’arte che non si stancherebbe mai di guardare

La Gioconda di Leonardo.

– La musica che potrebbe ascoltare all’infinito

“The Lights of Home” di Bela Fleck, “Eine Kleine Nichtmusik” di

Mozart, o “Goodtime Boogie” di John Mayall.

– Un film da vedere e rivedere

“Otto e mezzo” di Federico Fellini, o “Nashville” di Robert Altman.

– Il suo ultimo romanzo, Cuore Primitivo, edito da Bompiani, è la storia dell’evoluzione del rapporto amoroso tra tre personaggi, due uomini e una donna, che si muovono sulla scena raccontandoci il loro diverso punto di vista. Cos’è che in amore fa scattare le ragioni del cuore primitivo: l’usura del rapporto che si trova a distruggere o la forza di quello che vuole edificare?

I segnali del cuore primitivo sono intensi, e poco articolati: ci arrivano come impressioni spesso violente, impulsi che scatenano attrazioni o istinti di fuga a seconda dei casi, ma non certo il desiderio di edificare.

– Se possibile, ci sveli un dettaglio della sua prossima opera.

Non so ancora nulla di quando comincerò a lavorarci, e ancora meno di come sarà. In questo periodo sono impegnato in un giro di incontri per “Cuore primitivo”, poi farò dei viaggi. Mi ci vorrà del tempo prima di riuscire a pensare a un nuovo romanzo.

 

Incipit del libro

 

DeCarlo_piatto

 

CRAIG NOLAN, PhD
BLOG

6 gennaio 2015

Cari amici, colleghi, allievi, lettori, telespettatori e perfetti sconosciuti,
negli ultimi mesi sono circolate un tale numero di versioni distorte, manipolate o sfacciatamente false della mia caduta attraverso il tetto nel luglio scorso, da spingermi a fare qui alcune precisazioni, non tanto per ristabilire una verità ormai definitivamente compromessa, ma per provare almeno a mettere un argine alla proliferazione di cialtronerie malevole sulla mia vita privata.
Prima di tutto: non mi è mai passato per la testa di mettermi a camminare sulle tegole tra i tuoni, i lampi e la grandine battente di una bufera estiva, come alcuni di voi hanno sostenuto (gli elementi drammatici evidentemente non bastavano). Sono salito sul tetto il mattino seguente, quando il cielo era perfettamente limpido e il sole scottava. Secondo: l’idea che mi fossi arrampicato là sopra per inscenare un ricatto sentimentale nei confronti di mia moglie è così grottesca che non mi degnerei nemmeno di smentirla, se non avesse trovato tanto credito tra voi. Chi ha diffuso una simile voce meriterebbe un premio all’idiozia, anche se la sua intenzione era evidentemente quella di far apparire me come un idiota. Qualunque divergenza si sia verificata tra me e Mara è successiva, non precedente, alla mia caduta. Ero salito sul tetto per ragioni perfettamente razionali, vale a dire per individuare il punto preciso in cui la pioggia aveva preso a colare dentro casa la sera prima, durante la già citata bufera. L’unica imprudenza che ho commesso (ma siamo poi sicuri che vi preoccupino tanto le mie imprudenze, cari amici, colleghi, allievi, lettori, telespettatori e perfetti sconosciuti?) è stata non aver considerato le condizioni della copertura, già fragile in partenza e parecchio logorata dal tempo. Terzo: i danni che ho riportato nella caduta sono consistiti in distorsioni di secondo grado alla caviglia destra (rottura del legamento peroneo-astragalico anteriore) e al ginocchio destro (lesione del legamento laterale mediale) e in un colpo di frusta alle vertebre cervicali (di secondo grado anche quello, in base alla classificazione QTF) dovuto all’impatto secondario con il pavimento quando dopo essere precipitato in piedi sono ricaduto sulla schiena, alzando istintivamente la testa per non sbatterla. Per completezza vanno aggiunte alcune ferite lacero-contuse al braccio desto, e diverse escoriazioni trascurabili a entrambi gli avambracci. Il trattamento per la caviglia e il ginocchio prescrittomi dai medici ospedalieri italiani è stato quello del cosiddetto protocollo PRICE (Protection Rest Ice Compression Elevation, protocollo che del resto avevo già applicato da solo), a cui è seguito un periodo di riabilitazione al mio ritorno in Inghilterra, presso lo Spire Cambridge Lea Hospital. Attualmente la funzionalità articolare della mia gamba destra è, così mi assicurano gli specialisti, vicina al novanta per cento. Nell’insieme un incidente parecchio sgradevole, posso confermarlo, ma decisamente diverso dall’avere “la spina dorsale spezzata”, “tutte e due le gambe fracassate”, o “un braccio quasi staccato all’altezza della spalla”, come alcuni di voi si sono affrettati a riportare, senza nemmeno sognarsi di fare la minima verifica preventiva.
A questo proposito, vorrei riportare qui di seguito una piccola selezione dei messaggi che mi sono arrivati o mi sono stati segnalati su Twitter (tralascio per concisione quelli di simile tono apparsi su altri social network):
#Craignolan passeggiava sul tetto nella tempesta per impressionare la sua #catwoman???
@craignolanphd grande abbraccio anche se probabilmente non puoi reciprocare, hi hi hi hi
@craignolanphd antropologo del cazzo paralizzato finalmente una buona notizia #the cannibalsaresafe
Anche senza un braccio #crashednolan non la smetterà di rompere le palle OMFG
#crashednolan esploratore da salotto paralizzato = grande regalo per la scienza antropologica
Adesso dopo #stephenhawking avremo anche #crashednolan a propinarci cazzate pseudo geniali in sedia a rotelle
@craignolanphd con quella faccia da canguro malato la prossima volta crepa RT
Ehi @craignolanphd peccato solo un piano anziché dieci! ROFL
@craignolanphd l’hai fatto per aumentare l’audience del tuo programma tv di merda immagino
#crashednolan chissà se è riuscito almeno a commuovere la mogliettina cornificata LOL
#craigthroughtheroof se dopo lo schianto vende qualche copia di più dei suoi libri del cazzo giuro che emigro in #Australia
#craigthroughtheroof peccato che non sia rimasto sepolto nel crollo della casa #canthaveverything
#craigthroughtheroof ovvero come un accademico televisivo dopo un volo pindarico diventa un’anatra zoppa
@craignolanphd saltellavi sul tetto poi il volo perfetto ora giaci in un letto LMAO
#craigthroughtheroof ce ne sono di stronzi saccenti da veder schiantati ma questo è un inizio #thankgodforthat

Andrea De Carlo  (foto dal sito del Festival delle Generazioni)

Andrea De Carlo
(foto dal sito del Festival delle Generazioni)

Roberta Lepri, Andrea De Carlo, Clara Abatangelo

Roberta Lepri, Andrea De Carlo, Clara Abatangelo

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7 pensieri su “Intervista ad Andrea De Carlo e incipit di Cuore Primitivo, Romanzo Bompiani

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