#TwPinocchio: il quarto terzo a caccia di bugie.

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Foto di Elena ExLibris Tamborrino @ExLibris2012

Sono sopravvissuta per miracolo alle angherie di Arzilla Befana. Sì, lo so: sembra bella, smagliante, colta ed elegante. Ma sotto quest’ingannevole apparenza, la signora Lepri nasconde l’anima sadica di una radiosveglia ottimista. Avete presente, no? Una di quelle che sorridono e canticchiano di primo mattino, che gioiscono per la brillanza del sole o il senso delle parole. Pessima, soprattutto se lasciata allo stato brado in una delle città più belle del mondo tra scrittori, neuroni, condivisioni e anime pensanti come lei. L’ho distratta con uno dei miei incantesimi e sono sfuggita alle sue grinfie per andare a vedere cosa combinassero i miei nemici di Tw Letteratura (link:http://www.twletteratura.org/).

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Foto di Elena ExLibris Tamborrino @ExLibris2012

Mi sono imbattuta nell’inesaustabile Stancati (altro bel personaggio come quella, che basta ti guardi per accenderti dieci idee nella testa: un tipaccio). Parlava dell’infinitezza del comunicare, dei poteri magici di immagini e discorsi, della pubblicità fattucchiera. C’erano ragazzi delle scuole, insegnanti, twitteratori, gente varia ed eventuale. Tutti lì ad ascoltarlo e ad applaudire, come se accendere il cervello fosse cosa più importante della marmocchieria. Roba da matti!
Poi hanno attaccato i Comova’ (Paolo Costa, Edoardo Montenegro e Pierluigi Vaccaneo), con la solita solfa che i libri non devono morire, che vanno letti, che vanno vissuti e, addirittura, che chiunque può prenderli, interpretarli e riscriverli. Ma come, con tutta la fatica che facciamo ogni giorno per atrofizzarci la fantasia, leggere sempre peggio e sempre meno, sostenere i nostri paladini nei reality…
La cosa peggiore è che i presenti ci cascavano come pere al cioccolato!Ridevano, si emozionavano, twittavano su carta e su schermo. Cinque minuti ed erano già convinti che, con un libro in mano e uno smartphone nell’altra, si possa diventare un po’ più liberi. Che i classici si possano leggere e riscrivere come se fossero nostri, insieme ad altre persone come noi e diverse da noi.
Io ve lo dico: questa comunità è molto pericolosa. Se ne frega dei titoli di studio, delle età, delle condizioni socio-economiche… Pochi tweet e ci sei dentro fino al collo, mezzo capitolo e ti appartiene. Certo: nessuno ti obbliga e smetti quando vuoi, ma la voglia di riprendere in mano un vecchio mattone e di usarlo per divertirti ti contagia peggio della ridarella e non ti lascia più.
Ci sono riusciti con i Promessi Sposi: possono farcela con qualunque altro libro. Bisogna fermarli prima che sia troppo tardi, prima che parta ‘sta roba di #TwPinocchio e che non resti più nessuno a mandarmi le vite a Candy Crush. C’è anche il rischio che poi a uno venga voglia di partecipare a “Pinocchio 2.0 : riscriviamo sogni e bugie”, il contest di #Svolgimento. E chissà quante altre realtà possono nascere e contaminarsi, quanta cultura si può produrre divertendosi, quanta creatività si può generare e condividere. Bisogna fermarli tutti, questi pazzi dei blog letterari e delle comunità di riscrittura!
Inventerò qualche maleficio marmocchio, chiederò ad Arzilla Befana di prestarmi la scopa e spazzerò via dal mondo tutta questa bellezza. Spero non sia tornata a casa anche lei con ancora più voglia di fare e brigare. Come quei brutti ceffi di Tw Letteratura, come tutta la gente che è tornata dal Festival delle Generazioni con un sorriso in tasca e ventuordici progetti e nuovi amici nella testa.

Clara Abatangelo

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