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Il premio Oscar Nicola Piovani

Il premio Oscar Nicola Piovani

Dato che alle ore 2.03 siamo ancora al pub dopo aver transitato prima per il ristorante Gustavino e poi per la festa finale di #FFdG14 a Piazza del Vino, comincio a scrivere qui. Presenti sono: Clara, Pier, Edoardo, Effe, Giovanni e Josephine. Ho preso un Irish coffee molto coffee e poco Irish. Vorrei mi tenesse sveglia fino alla fine della pagina ma non garantisco. Se mi interrompo sia chiaro: starò dormendo. La giornata di oggi é stata bella come tutte le giornate trascorse finora e con in più la malinconia delle cose che stanno finendo e perciò vorremmo non finissero mai. Veniamo alla strega marmocchia, star incondizionata di questo festival: oggi i suoi danni sono stati minimi. Si é distratta un attimo, ha sbirciato con occhio traverso un’auto elettrica che stava transitando per piazza della Signoria e a questa é scoppiata immediatamente la ruota posteriore sinistra. Bum! Marmocchia mi guarda con aria innocente e procede. Poi promette di non buttare più lo sguardo su niente e andiamo. La mattina letteraria inizia con la presentazione di due scrittici fantastiche, Antonella Cilento finalista al premio Strega, e Fausta Garavini, finalista al Campiello. Bellissimi entrambi i libri, mi inebrio con i dipinti proiettati su grande schermo per illustrare temi e periodi storici delle narrazioni.

Pausa pranzo comunitaria con tutto il gruppo di twitteratura e poi di corsa alla presentazione di

Francesco Piccolo

Francesco Piccolo

Piccolo. Del suo libro ho già parlato e qui non ripeto. Con lui c’è Gian Arturo Ferrari, uno degli uomini che hanno fatto la storia della Mondadori e che interviene sulla difficoltà di rapporto tra scrittori ed editori. Una difficoltà che lui sostiene esserci soprattutto con le vedove degli scrittori suddetti, che a quanto pare, a forza di macerarsi, mediamente campano poco. Piccolo si agita sulla sedia e annaspa un po’. Al termine della sua presentazione comincia subito Piovani ma lui rimane e lo becco in ultima fila, gli rubo uno scatto e così lo descrivo “Il desiderio di essere (in ultima fila) come tutti”. Lui mi vede e si avvicina. Gli leggo il commento alla foto, sorride e ci facciamo un selfie serissimo. Torna marmocchia e lo vuole anche lei ma nel frattempo Piccolo è sparito. A uno sguardo della streghetta la porta della sala delle armi viene sbarrata all’improvviso, fuori si materializza una manifestazione dei Cobas, le urla si alzano ma nessuno si spaventa. Piccolo rientra, marmocchia ottiene il suo scatto e la protesta cessa. Piovani, serio ma molto gentile, si lascia salutare con pazienza e si allontana. Qui finisce la parte letteraria del Festival e cominciano i saluti.

Sappiamo già che ci rivedremo presto e siamo consapevoli di aver contribuito a fare qualcosa di bello tutti insieme, volontari, coordinatori, addetti stampa, protagonisti, tassisti, addetti alla reception degli alberghi, ristoratori. Ciao Marco, ciao Francesca, ciao strega marmocchia. Il futuro è già ieri. Domani dura un attimo e tra poco ci rivediamo.

E questo da #FFdG14 è tutto. Ma non abbastanza.

 Roberta Lepri

 

 

 

 

 

 

 

 

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