Incipit d’Autore : “ALFABETO PRIVATO” di Antonio Prenna – Ed. Dakota

copertina alfabetoprivato2H / alfabeto necessario per raccontare le voci di fondo.

C’è anche un’eco di traffico nel torpore.
Acca può anche essere detto accà non per pronunciare la parola altrove come si trattasse di un destino.
Ascolto voci intorno.
The ice was all between.
C’era una volta un re, ascolto distrattamente nel sottofondo ghiaccio, ghiaccio assoluto scrive Samuel Taylor all around, Giudici traduce pensare sempre e sempre a mangiare che vizio è, mi chiedo dai corpi le anime volarono impossibile capire vecchio marinaro con queste voci.
Adesso invece silenzio, la nebbia colà sale il silenzio rischia adesso di trasformarsi in assenza di vitalità, un gioco di interpretazioni dove le voci esterne sembrano estranee quelle interiori quasi assenti, su tutto una grande spossatezza e sguardi di fronte che sembrano fissarti in realtà son sguardi sofferti e silenziosi.
Alfabeto che parte da H e continua per C di Coleridge, per arrivare ai rumori di fondo qui vicino? la superstrada per Roma non è distante, liquide voci che attraversano quest’aria di novembre, un The quasi insapore, notte percorsa da visioni, se questo deve essere posto non so.
Sempre meglio andarsene a spasso da soli con le mani in tasca, testi avanzati che perdono significato: un cane abbaia, prima ha cantato il gallo, immagino che canti sempre a quell’ora e anche più di tre volte, alfabeto che parte da H e continua con IPER/TV, si può ricostruire questo piccolo mondo che mi circonda solo attraverso i suoi rumori di fondo il gallo ripete il suo canto strozzato, un tipo intanto mi dice che si commuove spesso per questo gli si alza la pressione mi dice anche che sono tutto rosso in viso? il correttore automatico fa il suo lavoro.
L’alfabeto finisce con la Z dei Led Zeppelin, mica vero possa finire questo alfabeto instabile, fuori non smette di piovere, lo capisco dal rumore delle gomme sull’asfalto riassumere personali esperienze di dolore nell’assopirsi continuo, senza dimenticare gli Zeppelin del ’70 interruzioni sulla linea dell’alfabeto che continua sulla O di Oblomov che voglio leggere dal ginnasio e dopo Oblomov c’è Pavese e volendo Casanova, gradirei interpretazioni epistemologiche, impossibile capire del tutto? ah quel maledetto gallo? mangiare prima la frutta poi abbandonarsi al rumore di fondo dello stereo da un’auto di passaggio che picchia duro stump stump.
Mangiare poi tutto il resto voracemente e con le mani, arrivano altre voci lontane tutte prive di narrazioni suonerie impertinenti clik clak di porte che si aprono? Hai freddo?? dice una voce qui accanto, voglio immergermi in voci vicine.
La cosa migliore è ascoltare Mozart in cuffia, voce vicina, sembrerebbero prove di twitteratura invece è realtà vissuta qui ora che è sempre altrove. Cercando la combinazione perfettibile nell’incontro dei tasti adesso il silenzio è come un sibilo continuo che sovrasta cani galli auto, leggo che muore l’ultimo degli Absj, i fratelli pazzi del soviet.
Arkadj morto 20 anni fa, adesso l’altra parte dell’acronimo? quante volte ho visto Stalker? quegli oggetti nell’acqua.
Regalai il libro, che era uno della collezione Urania, a Tonino Guerra, l’avranno graffiato i suoi gatti di sicuro, contendendosi la copertina.

prenna

Antonio Prenna , giornalista e blogger, lavora alla televisione di stato della Repubblica di San Marino dove si occupa di inchieste e servizi, soprattutto di tipo culturale.

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