Numerosi ed efferati – Norberto ci riprova…

Alta Tensione

1Per succedere a mia zia, al suo patrimonio di contessa, riproverei con la corrente elettrica!
Ho cercato aiuto in rete e qualcosa la trovai per la nostra impresa: “nostra” è maiestatis non temete; non sarete accusati di complicità se qualcosa dovesse andare storto!
Si prende la scossa se si tocca un filo elettrico scoperto o si inserisce un dito nella presa!
Ah!
In genere si prova un acuto dolore, ma in alcuni casi la scossa elettrica può essere letale.
Ah!
Se si prende la scossa mentre non si indossano le scarpe il passaggio di corrente è più veloce;
e aumenta ancora se i piedi sono bagnati, in quanto l’acqua è un ottimo conduttore.
Oooh, finalmente una notizia utile! L’acqua, fonte di vita, ci salverà (anche questo “ci” è maiestatis, state tranquilli!), regalandoci una veloce, possibilmente non troppo dolorosa, ma irrimediabile e definitiva morte!
L’obiettivo adesso è dare appuntamento alla zia, all’acqua e alla corrente elettrica nello stesso luogo e nello stesso istante!
Acqua … piedi bagnati … solo in un posto e in un momento abbiamo, ok pardon, si ha questa combinazione: il bagno nella vasca!
Zia Evelina il bagno non lo fa chiaramente tutti i giorni: si sa che l’acqua indebolisce il corpo!
I due momenti eletti sono la domenica mattina prima di andare a messa, e il mercoledì, equidistante sera, per conciliare il sonno.
Occorrerà fare un sopralluogo nella camera mortuaria … nella stanza da bagno voglio dire!
Subito l’ho vista, subito! Appena entrato nel locale ho capito immediatamente che quella era la maniglia della mia salvezza: proprio domenica, mentre la zia era a messa – lei non va con me, dice che sono un miscredente, e si fa accompagnare dalla governante, un’osservante molto osservatrice – apro la porta e la vedo bella, lucida, massiccia, ben piantata alla parete piastrellata in grigio azzurro e orchidee rosso vermiglio. Brrr, mi fanno pensare a schizzi di sangue sparsi e ormai rappresi: sono di cattivo gusto!
La maniglia di sostegno usata dalla mia parente per issarsi dalle acque – non tutti siamo Venere a cui vien data una conchiglia – è fissata alla parete che si innalza a lato della vasca. Per renderla più sicura ricordo che i perni usati erano, anzi sono, lunghi e sporgono dall’altro lato del muro, dentro uno sgabuzzino: eccoli lì, ricordavo bene! Imbullonati per i secoli dei secoli e rafforzati da una placca in rame massiccio, gran conduttore, che mi condurrà alla felicità! Ci vuole fortuna nella vita, e io che son giocatore lo so bene, e benedico quindi mastro Gesualdo, che per me meriterebbe anche il titolo di “don”, perché non solo ha escogitato questo incastro solidissimo, ma ha anche predisposto una presa di corrente dentro il camerino.
– Non si sa mai – disse quando finì di montarla – a qualcuno, un giorno, potrebbe anche servire!
Come ci hai visto lungo, caro mastro don Gesualdo! Quello che mi dispiace è non poterti ringraziare in nessun modo; te ne sei andato un giorno, verso mezzodì, precipitando da un tetto che stavi sistemando insieme a … ah, insieme a un tuo nipote, che guarda caso ha poi ereditato tutto!
Vabbè, succede!
Cosa scelgo? La frizzante domenica mattina o la dolce sera del mercoledì? No, il mercoledì c’è la coppa dei Campioni: meglio la domenica! Oltretutto sarebbe molto rischioso con acqua e corrente così promiscui, al buio e in tanti, tra cui pure il sottoscritto, a volere fare irruzione nella stanza.
Banale, facile, quasi antisportivo, collegare la presa ai perni di sostegno che porteranno quel po’ po’ di ampere attraverso il muro fino alla maniglia, passando poi dalle sue mani, dai suoi organi vitali tra i quali si spera il cuore, e dalle gambe fino all’acqua della vasca, dove si scaricherà con fragore e commozione di noi tutti, ignari, tranne il miscredente!
Domani, direi nel pomeriggio, mi recherò in quel fornitissimo negozio di materiale elettrico: è lontanissimo da casa, nessuno mi conosce o mi ha mai visto; non vorrei che si materializzasse un altro Sherlock Holmes, a caccia di scontrini o ricevute dal dettaglio troppo chiaro.

Mercoledì 22
La dolce vita
“Negozio chiuso per riposo settimanale”.

Giuseppe Pippo Visconti

il LINK alla prima parte del racconto lo trovate qua : Numerosi ed efferrati 

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