Numerosi ed efferati

stairPer le antiche scale

16:35
Controlliamo nuovamente: chiodi, martello, filo di nylon, forbicine salvadito, torcia elettrica; tutto di piccolo formato, che sta dentro la tasca, tutte cose che risulterebbero innocenti, anche ad una perquisizione degli agenti del KGB. Ma c’è ancora, poi, il KGB?
Comunque sia, mi sembra un buon investimento! Ventidue euro in cambio degli 890 mila approssimati per difetto che mi toccheranno! E voglio precisare con una punta di cinismo, che è stata lei a prestarmeli!
E cosa volete se a cinquant’anni mi mantengo ancora grazie alla sua miserevole paghetta!
Ma a pensarci bene sarà forse meglio così: sa che sono uno spendaccione, e col vizio del giuoco che mi divora rovinerei me stesso con tutta la casata appresso.
Comunque sia, torniamo a quello che è il mio intento e che si basa su due punti:
– Una grande idea comincia sempre da un semplice pensiero!
– Per realizzare un piano astuto, occorre studiare bene il territorio e annotare ogni notizia.
Per esempio, sapere che la contessa zia, nata nel ’21, ma ancora tanto arzilla da salirsene in soffitta, tutti i lunedì allo scoccare delle diciassette – a far cosa non si sa ma neanche ci riguarda alla fin fine – e ridiscenderne ben tre quarti d’ora dopo, è o non è una preziosa informazione? Io direi che lo è abbastanza, almeno per il mio sinistro scopo!
Da quanto leggo sulla rivista specializzata che disserta un po’ sadicamente di crimini ed assassinii, e alla quale sono abbonato da un decennio almeno,

il momento più rischioso per il sottoscritto dovrebbe essere senz’altro quello del martellamento; a quell’ora del pomeriggio nella casa regnerà il silenzio, ma per fortuna anche la penombra che lei adora, per cui dovrò fare pochissimo rumore, possibilmente nulla: sarebbe comico, più giusto dire grottesco, farsi trovare inginocchiato, con la torcia in bocca, a piantar chiodi da 7, uno a sinistra, un altro a destra, ai lati del primo dei gradini che si incontrano per ridiscendere al piano terra, dopo i sette che abbandonano il solaio. Ma sono abbastanza fiducioso che il martelletto di gomma svolgerà benissimo lo scopo per cui è stato concepito, e poi ho fatto le prove tutta la mattina sull’armadio di rovere antico! D’accordo l’avrò un po’ rovinato, ma tanto ereditando quel po’ po’ di patrimonio baratterò tutte queste anticaglie con moderne pregevolezze di cui arrederò la mia villa. Tendere il filo da 0,30 tra i due chiodi è cosa facile: basta illuminarne bene le teste, fare due giri su questo e due giri sull’altro, e la macchina di giustizia – visto che la divina provvidenza non vuole provvedere con una santa e mortale malattia, come sarebbe naturale che sopraggiungesse dopo una lunga e interessante vita – sarà perfettamente pronta!
I gradini della rampa sono tredici e dovrebbero bastare, ma per sicurezza ho provveduto ad allentare un po’ la ringhiera di fronte, in modo che il precipitante, in questo caso la precipitante, possa precipitare per altri tre metri fino al pianterreno sottostante: dovrebbero bastare! Perché farla soffrire o rischiare che rimanga paralizzata su una sedia a rotelle? Non sono certo un sadico, lo faccio soltanto per stretto interesse economico. Dopo il tonfo sordo che seguirà quelli più acuti e rimbalzanti – l’ultimo dovrebbe sentirsi anche nelle cucine e in tutto il piano basso – uscirò di corsa dalla mia stanza, che è la prima vicina alla scala monumentale, e andrò a recuperare i chiodi con le pinze – vedete che ho pensato proprio a tutto? – e quel che resta della lenza che dovrei trovare spezzata sul gradino: non vorrei che qualche novello Sherlock Holmes si facesse, o peggio, mi facesse troppe domande!
19:25
Strano, nessuno è venuto a chiamarmi, eppure avevo lasciato detto a tutti che in caso di necessità sarei stato reperibile in biblioteca! L’ho raggiunta, dopo aver rimosso i pezzi da me immessi nella scena del delitto, usando la scala esterna di servizio, ben lontana dai locali della servitù così impicciona. Devo ammettere che mi è stato difficile non scendere e soccorrere quel che rimaneva della mia parente stretta, al mio cuore comunque così cara! Purtroppo per adesso la priorità mia è quella di gonfiare quanto prima il portafoglio!
Ma adesso su, è preferibile recarsi in sala per la cena, come se non mi aspettassi nulla di inaspettato.
Oggi è lunedì, quindi è la sala azzurra che dovrei trovare apparecchiata!
“Buonasera Norberto, sei in ritardo per la cena! Che hai da guardarmi così? Sembra che tu abbia di fronte un fantasma!”
E’ incredibile come la vittima, seppur inconsciamente, in qualche modo riesca a far sentire un accusato il suo assassino, anche se mancato! Ma allora chi è caduto? Dal tonfo che ho sentito mi è sembrato bello grosso! Cos’è che non ha funzionato?
“Ma no, perché dici questo cara zietta? Mi sarò compenetrato troppo nel personaggio del conte Dracula di Stoker, di cui sto leggendo la versione originale.” – intanto mi chino e la bacio con affetto sulla guancia, come faccio sempre anche a colazione e poi ancora prima di andare a letto.
Sbircio la sua pallida gola indifesa, ma non sono un vampiro, perciò ho escluso da tempo la sua morte per dissanguamento.
“Sai che è successo un guaio oggi pomeriggio sulle scale?”
“Non mi dire zia Evelina, cosa è accaduto? Sai bene quanto la biblioteca si trovi lontano dalla scala principale. Piuttosto come mai nessuno è venuto ad avvertirmi di qualcosa?”
“E’ ruzzolato dalle scale il gatto Ciccio! Sai che mi segue dappertutto, ma questa volta mi ha preceduto, ed è caduto dalle scale! Cosa strana, mai sentito di un gatto che cade dalle scale, che tra l’altro conosce a menadito, e la penombra a lui fa un baffo!”
Ecchecazzevaffancù, ma almeno è morto?
“Infatti stento a crederci, zia! Mai sentito cose del genere, è davvero singolare!”
“Nessuno è venuto a chiamarti perché l’ho chiesto io: so quanto sei impressionabile! L’avrebbero di certo fatto se fossi stata io a precipitare, ma si vede che la mia ora non è ancora giunta! Per fortuna niente di rotto, sai che i gatti hanno sette vite, e non mi pare di averlo visto altre volte ruzzolare o rischiare di morire, per cui ha altre sei vite da potere spendere! Piuttosto, allarmata dal rumore sono ridiscesa dal solaio, e ho avuto l’impressione che qualcuno lasciasse in fretta il primo piano, uscendo poi dalla scala di servizio! Tu hai visto qualche cosa?”
Avrà 93 anni ma ci sente molto bene! Per fortuna la sua vista non è altrettanto acuta. E poi ha usato la parola precipitare come se avesse letto i miei pensieri. Che sia diventata telepatica in vecchiaia?
“Ma no zia cara, cosa ti fa pensare che potrei saperne qualche cosa? Stavo leggendo, come ti ho detto, e forse in quel momento il figlio di Dracul si stava spazzolando i denti dopo una buona bevuta! Ah ah ah!”
“Che spirito macabro che hai Norberto. Mi chiedo da chi tu possa averlo preso! Ma credo che sia colpa soprattutto di quelle sciocche riviste che leggi, invece di studiare e pensare al tuo futuro!”
Studiare? Crede davvero che io possa ancora volermi laureare?
Ma non oso più ribattere, ne uscirei sconfitto, come sempre con lei, come sempre con gli argomenti seri.
Oltre non parliamo più, così come in tutte le altre cene della nostra vita insieme: una coppia strana che viaggia separata nei pensieri, messa insieme da curiosi incroci del destino.
A fine cena l’accompagno in camera sua, vuole ancora cenare a pian terreno e dormire sopra, al primo piano: dice che questo l’allontana dalla morte!
Si appoggia al mio braccio, la sostengo con amore, e le sussurro persino di fare piano, senza fretta, che queste scale non mi ispirano più tanta fiducia.

Giuseppe Pippo Visconti

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5 pensieri su “Numerosi ed efferati

  1. RobyLepri

    Davvero interessante il modo in cui viene descritto il carattere del protagonista, disposto a uccidere e ad amare contemporaneamente. Racconto veritiero in cui la levità del narrare crea un perfetto contrappunto alle intenzioni dell’aspirante assassino. Arsenico e vecchi merletti, con qualcosa in più.

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  2. wood

    che nipote cottolengo !! Pippo leggere questo racconto e’ come prendere un the a Buckingham Palace aspettando che arrivi la Signora in giallo. Attendo proseguo 🙂

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  3. Pingback: Numerosi ed efferrati – Norberto ci riprova… |

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