Il Contronauta

paradosso (1)Ventunesimo secolo, un periodo divertente come pochi. Più che in qualunque altra epoca, vi siete convinti di sapere perfettamente che cosa sia reale e cosa no. Tracciate confini ben precisi tra il possibile e l’impossibile, e credete di comprendere appieno la natura dello spazio, del tempo e di tutte le loro implicazioni. Vivete in un universo che ha quattordici miliardi di anni, l’umanità ha acceso il primo fuocherello appena trentamila anni fa, ma voi già avete capito tutto. È come dire che un bambino di tre giorni ha compreso perfettamente i meccanismi di funzionamento di una millenaria foresta equatoriale, con tutti i suoi minuscoli organismi, i suoi flussi energetici, le sue casualità anarchiche, i corto-circuiti in atto. E più distanti siete dalla comprensione, più ne siete certi! Siete divertentissimi. E io invece sono un maleducato, non mi sono ancora presentato: mi chiamo Faber Fruit , patafisico e contronauta, Guitto di livello XVI-5. Sono un viaggiatore del tempo, e anzi dovrei dire un viaggiatore contro il tempo, e sono appena giunto qui dopo uno spostamento tachionico di circa settecentotrentamila anni. E lo so cosa state pensando. State pensando che sicuramente io sono pazzo, che questo è totalmente impossibile, che mi sono drogato o chissà cosa. Ma vi sbagliate, saputelli.


Io vengo dal futuro, ma anche dal passato. Vengo dallo ieri e vado a dopodomani, passo per oggi e poi mi ritrovo al secolo scorso. Sono fuori sincrono con ogni contemporaneità perché sono contemporaneo a ogni inattualità. Lo faccio ogni giorno, molte volte al giorno, e da quando lo faccio la mia vita è cambiata completamente.
Pensate che sono diventato contronauta dopo che il me stesso futuro mi ha rapito per dirmi che sarei diventato un contronauta. È un paradosso, una cosa che ritenevo assolutamente impossibile, eppure è andata esattamente così. Mi sono ritrovato faccia a faccia con un me stesso che ero io e che non ero io, e lui/io mi ha detto: «Svegliati, imbecille!»
Mi sono svegliato dall’illusione della realtà, della possibilità e delle certezze.
Così, eccomi qua, a transitare da un’epoca all’altra con la leggerezza del vento e la facilità di un infante al parco giochi. Ho scoperto che l’universo è un posto ridicolo, esilarante, completamente privo di senso, o almeno privo di senso unico. Anzi, è un intersecarsi di sentieri interrotti da proseguire, direzioni obbligatorie da non rispettare, sensi vietati da violare. Ho scoperto che l’unico modo per vivere nel cosmo è essere un pirata, ed ecco quindi la Contronautica , che esiste da sempre perché per sempre impossibile.
La Contronautica è l’arte di nutrire il Paradosso Perpetuo. È andare indietro nel tempo e mettere a soqquadro la storia, solo per il gusto di vedere che cosa succede. Prendere Shakespeare e scambiarlo con Stephen King, solo per vedere Amleto che chiacchiera con un pagliaccio assassino, oppure recarsi in un teatro vittoriano per vedere “Misery non deve morire in una notte di mezza estate”. La storia non va rispettata: va rimescolata, ricombinata, incasinata, e la Contronautica è il modo perfetto per farlo!
Non guardatemi con quella faccia, in cuor vostro sapete che ho ragione! D’altronde, la storia è solo un modo per raccontarvi il mondo, ma quanti altri modi esistono per farlo? Gandhi che convince Gengis-Khan a fumare della marijuana all’ombra della Muraglia Cinese? Mao che finisce per innamorarsi di George Washington, e insieme scappano nei boschi della Spagna di Franco da perfetti partigiani omosessuali? Galileo che sbarca sulla luna insieme ad Einstein e Armstrong (Louis, il jazzista) e urla nel vuoto «Eppur mi muovo!»
La storia va riconvertita, sovvertita, giocata, smantellata! Il passato è liquido, il presente e il futuro lo sono di conseguenza! Il contronauta è un pirata del divertimento tachionico, e viaggiare nel tempo è semplicissimo: ognuno ha la possibilità di farlo, deve solo trovare il proprio modo (che è diverso per ognuno). Io, per esempio, ho bisogno di un paio di converse, un led luminoso all’occhiello della giacca, una cyclette (quelle da palestra) e i “Millepiani” del filosofo Gilles Deleuze. Nessuna tuta spaziale, nessuna tecnologia avveniristica, niente di complicato.
Il vostro mondo pullula di contronauti, e la storia pure: Gesù Cristo era un contronauta, fuggito nel proprio futuro per uscire dal sepolcro dopo che era stato ucciso (un trucchetto che dopo duemila anni funziona ancora); Giulio Cesare era un contronauta, e quando Bruto si accorse del suo potere illimitato decise di ucciderlo; così come Leonardo da Vinci, che viaggiò nel futuro per vedere i fratelli Wright far decollare il primo aeroplano e poi tornò nel Cinquecento per produrre i suoi incredibili disegni e stupire le menti semplici del suo tempo!
Su, sveglia, sapete che è tutto vero! L’avete sempre saputo!
I contronauti si vestono come voi, hanno un aspetto normale, ordinario (magari un po’ eccentrico, a volte), ma non si riconoscono per gadget iper-tecnologici o strumentazioni astruse. Ce li avete intorno, vi osservano e cambiano il vostro presente, il vostro passato e il futuro!
Voglio un universo di contronauti, che abbandonino l’immagine dell’universo come una cosa seria e comincino a vederlo per ciò che è: un teatro, un parco-giochi, una piazza fatta di marasma, rimescolamento, ridicolaggine e meraviglia! Il cosmo va giocato, colorato, sperimentato e sgretolato, poi ricomposto diversamente da com’era prima! Ecco la Contronautica!
E poi, io non sono solo, c’è tutta una squadra di miei compagni che sta invadendo il vostro secolo, non temete. Il nostro lavoro di smantellamento delle vostre certezze è già cominciato, siamo solo all’inizio. Vi ridurremo in poltiglia le sicurezze, una risata alla volta, un non-senso al giorno che leva la predica di torno. E voi sarete costretti a prendere la via della Contronautica, perché il mondo è nelle mani di chi sa raccontarlo.
La Contronautica serve per riappropriarci del mondo rifiutando la dittatura del destino!
Il tempo, lo spazio, la storia, il mondo, l’universo, tutte cose che credete di aver capito, e invece non ci avete capito nulla, perché la loro natura è quella di mutare, e di essere sempre differenti rispetto a come venivano intese prima.
Quindi, slacciate le cinture, amici.
Sgranate gli occhi e aprite bene il cervello.
Preparatevi a raccontarvi in maniera differente.
Sono arrivati i contronauti, i pirati dell’universo!

Faber Fruit

 

 

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