Incipit d’autore : La Signora Rosetta di Tiziana Sferruggia – Ed. Atmospherelibri

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Rosetta Drago nacque povera ma odiò la povertà visceralmente  ancor prima di sapere effettivamente cosa fosse. Un odio istintivo, primordiale, forse trasmesso da geni antenati che avevano patito, subìto, penato e bestemmiato, strisciando disperati, sordidi nell’imprecazione e con l’anima indifferente al richiamo della speranza. Fu così che lei, inconsciamente ma come ubbidendo a una richiesta di purificazione, iniziò, fin da bambina, a frequentare la parrocchia del suo quartiere dedicata a Sant’Agostino.

Per riparare ai  peccati degli avi, trascorse la giovinezza istruendo i fedeli nella recita di cori salmodianti, mariani rosari e devote suppliche, sempre in prima fila in tutte le funzioni religiose. Insieme alla madre e alle sorelle anch’esse devote, seguiva le processioni reggendo lo stendardo, mistica, estatica e superba, con la pettorina bianca e la croce ricamata dalle sue infaticabili mani d’oro, consapevole, lei sì che lo era, che un aiuto alle vicissitudini economiche era certo il dono della fede e che non bisognava mai abbandonarsi alla facile e comprensibile disperazione di chi aveva poco o quasi nulla e nemmeno pregava più. Rosetta e le sue sorelle pregavano e speravano senza dubbi e incertezze. Alle sorelle Drago, altere, bionde, fisico asciutto, e con una certa severità nello sguardo accompagnata da un portamento alquanto rigido, si perdonava tutto, persino di abitare in due spartane stanzucce di un alloggetto situato in uno dei palazzoni popolari di quella periferia priva di servizi primari, di verde, di illuminazione e di marciapiedi.

Risultava abbastanza facile perdonarle anche di dormire nei divani letto tirati giù la sera e ritirati su al mattino, perché fu fin da subito evidente quanto fossero diverse da tutta la fauna tipica del posto: un’accozzaglia di poveri, di ignoranti e per di più litigiosi, una marmaglia che esse non facevano avvicinare nemmeno davanti alla porta poiché a frequentarli non c’era nulla da guadagnare, anzi, semmai da perdere, dato che per quelli lì, ogni scusa era buona per oziare al balcone e attaccar briga col vicino.

Se dunque volevano elevarsi da quella situazione stagnante, non dovevano dare confidenza ai chiassosi operai senza futuro, anche se tonici e nerboruti, dotati di braccia abbronzate e muscolose, con la canottiera bianca e lo stuzzicadenti all’angolo della bocca, a tratti masticato, a tratti mosso dalla lingua in un andirivieni che a fissarlo dava vertigine e metteva a disagio. Sgomente e turbate dalla loro sensuale sfacciataggine, spesso erano costrette a chiudere le ante della finestra per sottrarsi agli sguardi insolenti di quei ragazzotti che le fissavano ostinati,  senza educazione, bramosi della loro eburnea carnagione che non conosceva le selvagge abbronzature che le loro vicine prendevano sul terrazzo dello stabile, che con la scusa di prendere il sole o di stendere i panni, amoreggiavano fra lenzuoli freschi di bucato e piantine di basilico odoroso.

Tiziana Sferruggia

Tiziana Sferruggia seganalata alla  XXVI edizione del Premio Calvino

Tiziana Sferruggia segnalata alla XXVI edizione del Premio Calvino con la seguente motivazione : “Per il taglio grottesco della vita fallimentare di un’aspirante microborghese del Sud”

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3 pensieri su “Incipit d’autore : La Signora Rosetta di Tiziana Sferruggia – Ed. Atmospherelibri

  1. Anna wood

    Tiziana te l’ho già’ detto che io mi sono innamorata di questo libro dalla prima riga che lessi un anno fa? Ora vorrei che tutti lo leggessero perché’ perché’ perché’…….perché’ e’troppo BELLLOOOOOO

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  2. Meis

    Auguri di un lungo lungo viaggio nell’editoria alla signora Rosetta 🙂 che poi è pure il nome di mia madre eh eh eh lo compro presto!!
    Meis

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