Incipit d’autore: Breve trattato sulle coincidenze di Domenico Dara, Ed. Nutrimenti

breve trattatoAl postino era sempre piaciuta la fiaba di Pollicino, soprattutto la trovata dei sassolini lasciati sul sentiero per trovare la strada del ritorno. Assillato dal dubbio se la vita che viveva era quella autentica, anche a lui gli sarebbe piaciuto rinvenire sulla strada i sassolini della giustezza. Di pietruzze, letteralmente parlando, non ne aveva trovati, tuttavia andò studiando e ponderando a cosa corrispondessero nella vita reale, quali fossero cioè le tracce, i segni, gli indizi che indicassero la strada da percorrere. E un giorno, dopo lungo meditare, trovò risposta quando lesse sulla Gazzetta del Sud di un episodio che impressionò definitivamente il suo animo sensibile:
È STATO ARRESTATO IL MOSTRO DELLA CASCINA.
ARISTIDE GHIRELLO, CONOSCIUTO ALLE CRONACHE COME “IL MOSTRO DELLA CASCINA” PER AVER VIOLENTATO E UCCISO ANNI FA ANTONIA CORTE, È STATO ARRESTATO IN ARGENTINA. (Buenos Aires).

Finalmente Aristide Ghirello è stato arrestato. Era il 16 aprile di sei anni fa quando nella Cascina della Rosa la diciannovenne Antonia Corte venne barbaramente violentata e uccisa a calci e pugni. L’atroce delitto era stato commesso da un trentenne della Torino per bene, Aristide Ghirello, studente universitario figlio di un celebre avvocato della città. Arrestato due giorni dopo il ritrovamento del corpo, il mostro confessò tutto alla polizia senza mostrare mai segni di rimorso o pentimento. Condannato all’ergastolo, dopo soli tre mesi evase dal carcere facendo perdere completamente le proprie tracce. Adesso, il Ghirello è stato arrestato a Neuquen, cittadine dell’Argentina centrale, in seguito alle indagini che la polizia locale, guidata dal capitano trentenne Antonio Cortes – quando si dice la coincidenza! – stava conducendo su una serie di violenze sessuali avvenute nella zona. Il mostro della Cascina verrà ora processato per i reati argentini: dei modi e dei tempi della sua estradizione in Italia si vedrà dopo la sentenza.


L’articolo faceva solo un breve cenno a ciò che gli pareva la cosa più interessante, cioè la singolare coincidenza tra il nome della vittima e quello del poliziotto. Il postino ritagliò l’articolo e lo conservò, e rileggendolo s’accorse di un’altra coincidenza: il poliziotto aveva trenta anni, gli stessi che avrebbe avuto la vittima se fosse ancora viva. Pensò a lungo: quante erano le probabilità al mondo che il poliziotto avesse lo stesso nome, cognome ed età della vittima? Perché proprio lui, il suo paese, la sua strada, tra tutti gli infiniti poliziotti, gli infiniti paesi e le infinite strade del mondo? Tutto questo non poteva essere frutto di una semplice casualità: doveva esserci una logica diversa e segreta che le circostanze avevano reso evidente. Più era bassa la probabilità che una coincidenza si avverasse, più essa assumeva un carattere straordinario e necessario. Con la cattura del mostro da parte di Cortes, il cerchio della vicenda si chiudeva, come se la vittima si fosse incarnata nel sé maschile per vendicarsi del carnefice. L’epilogo finale che sapeva di rivelazione sanciva che gli attori della recita esistenziale avevano giocato il loro autentico ruolo, perfino la povera Antonia Corte, che ci sono esseri destinati al sacrificio malgrado ogni tentativo di resistenza.
Dai giorni di riflessione che seguirono la lettura dell’articolo e dalle conseguenze che ne trasse, il postino stabilì che i sassolini che tracciano e indicano il giusto cammino della nostra vita si chiamano coincidenze.
La coincidenza è il sassolino lasciato sul sentiero per indicare la via del ritorno, l’incontrovertibile prova che noi ci troviamo nel punto in cui avremmo dovuto essere. E tale fu l’entusiasmo per la scoperta che cominciò a trascrivere su un quaderno tutte le coincidenze che gli capitavano, proprio tutte, che più ne registrava più avvalorava l’autenticità della propria esistenza.
Sulla prima pagina di un quaderno nero scrisse quello che gli sembrava un bel titolo:

BREVE TRATTATO SULLE COINCIDENZE
OVVERO
DEI MODI E DELLE MANIERE DI MISURARE L’APPARTENENZA DELLA VITA

Domenico Dara. finalista XXVI Premio Calvino

Domenico Dara, finalista Premio Calvino 2013

 

Annunci

2 pensieri su “Incipit d’autore: Breve trattato sulle coincidenze di Domenico Dara, Ed. Nutrimenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...