Il beneficio del maleficio

Malefa

Lontani ormai nelle ere del Quaternario i momenti in cui una madre poteva condividere con il figlio una serata al cinema, restava una possibilità su un milione: che fosse estate, che potesse piovere, che in tv non ci fosse niente, che gli amici non fossero disponibili, che non si venisse invitati a qualche festa di diciottesimo compleanno con conseguente baccanale.
Quella probabilità su un milione era, appunto, oggi. Andiamo al cinema?
Scartate le commedie, i film horror, i super eroi già visionati in allegra comitiva, per noi era restata solo Maleficent. Per uno gli effetti speciali, per l’altra la favola. Andiamo.
Certo che noia le creature perfette e surreali inventate dai programmi computerizzati di Hollywood! E le fate! E i castelli! E che palle Angelina Jolie immortalmente perfetta se pur cadaverica, scavata, snella, impossibile da imbruttire. E tutti quegli abiti bellissimi, i tramonti, il fuoco, l’acqua, i gioielli, gli effetti sonori che pare di avere tuoni e cascate che ci escono da sotto la poltrona. Che palle.
Ma veniamo ai commenti dei vicini. In una sala vuota di lunedì sera, ovvio che ci abbiano messi tutti casualmente sulla stessa fila. Noi sette spettatori, intendo.
Oh dolce bambino milanese venuto in vacanza in Maremma e restato senza palette e secchiello a causa di improvvisa tromba d’aria che te li ha portati via! Oh sorellina del dolce bambino di cui sopra, molto grifagna e arrabbiata per via dei temporali che ti hanno costretta a passare la giornata a Grosseto a bighellonare in un noioso piccolo centro commerciale! Cari bambini antipatici che intanto vi siete piccati di rubarmi il posto numerato. E vabbé mi sposto io. Questo film è il vostro risarcimento. Perché dunque sbuffate? Ah, ecco. Siete rimasti male perché la fiaba non è così. Sì, c’è la magia, gli effetti speciali, le fate, le principesse, i principi, il fuso e il drago (che palle).
Ma.


Chi è cattivo? Cosa è davvero male? Ed è tutto male? Come la mettiamo con l’amore? Perché qui, a quanto pare, cari disorientati bambini milanesi e caro quasi diciottenne che occhieggi il film occhieggiando l’IPhone, alle fate vengono tagliate le ali (ORRORE) perché si sono ingenuamente fidate del primo bacio d’amore; i principi azzurri si trasformano in aguzzini per bieco interesse; le streghe si inteneriscono fino a maledire se stesse a causa del maleficio pronunciato e non più revocabile; le fate madrine sono tre decelebrate incapaci di prendersi cura di chicchessia (figuriamoci di una bambina); il corvo si rivela un toy boy belloccio, candidato a rendere felice qualsiasi megera, anche le vostre nonne.
Da cui si possono dedurre alcune simpatiche conseguenze – non voi perché siete troppo piccini e nemmeno i vostri genitori perché andrebbero contro gli interessi della loro stessa categoria –
1) Non sempre il male è male e non sempre concede a se stesso di restare immutabile, anzi, praticamente mai;
2) Non sempre i genitori fanno il bene dei figlioli e spesso i figlioli vanno a cercarsi i genitori nel mondo, a caso, anche tra gente che agli altri può apparire pessima;

E SOPRATTUTTO:

3) Il primo bacio di amore vero non è detto che arrivi da un cretinetto con il capello lungo, il mantello firmato e la fuoriserie. Può essere che tutto l’amore che al mondo vi è mancato, venga portato al vostro capezzale da una specie di trans con le corna, vestito di nero, con i labbroni rossi, gli occhi fosforescenti e le unghie lunghe. Che magari non ha nemmeno la patente.
Ma mentre sarete immersi nel sonno della morte, ormai indifferenti a tutto, è solo quello il bacio che vi può salvare. Consiglio mio: appena svegli, ricambiate.
Pensateci, eh.

Roberta Lepri

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5 pensieri su “Il beneficio del maleficio

  1. Meis

    Ero incerto se vederlo..fiutavo la scemata 🙂 ora “l’ho visto” di sicuro raccontato al meglio eh eh eh Grazie Lepri

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  2. Roberta Lepri

    Ha fatto leva su alcune mie questioncine irrisolte…come il desiderio di essere amati da un mostro, piuttosto che essere abbandonati da una madre perfetta. Oppure la capacità di voler bene a dispetto di tutto, magari per interposta persona. Anche se l’oggetto del bene ci ha tagliato le ali. Maleficent in realtà per me è Magnificent.

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  3. adelaide j. pellitteri

    Non ho visto il film , ma leggere la Lepri dà sempre quel senso di soddisfazione che ogni lettura dovrebbe offrire, e qui ciò che conta è proprio questo.

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