“Bere, mangiare… Scrivere” – Seconda serata

Piove sulla seconda serata del Festival di Serravalle, così lo spettacolo, la rassegna teatro & vino e la lettura del racconto di “Bere, mangiare… Scrivere” si spostano dal Castrum al Teatro da Ponte. Poco male considerando la bellezza dello spazio “alternativo” che comunque non impediscono una grande partecipazione di pubblico. Il programma d’altra parte è ghiotto: in tutti i sensi. Non solo l’ottimo vino e il particolare formaggio in degustazione ma anche “Sensi” della nostra Ketty Dal Bosco e lo spettacolo in cartellone: “La Follia di Isabella”. Testo e regia del Maestro Carlo Boso dell’Académie International des Arts du Spectacle Versailles, che non ha tradito le aspettative.

Ritrovare Ketty Del Bosco per noi di Svolgimento è stato un piacere oltre che un vero divertimento, non solo per l’innata simpatia ma soprattutto per la sua carica umana ricca di sfaccettature. Con alcune foto della serata vi riproponiamo anche il brano che è stato letto durante l’evento.

Sensi

Bere evoca una sensazione e nasce da un desiderio. Mangiare evoca una sensazione e nasce da un desiderio. Scrivere evoca e traspone una sensazione, la ferma ma non la blocca.
Sensazione.
Il sentire non può essere insegnato come materia da apprendere. E’ per questo che ognuno Beve, Mangia e Scrive in maniera differente. Sentimenti collegati all’istinto. L’istinto è lasciarsi andare. Se si ha la possibilità di non ritirarsi impauriti, può diventare possibile coglierne l’aspetto di gioia. Come fare l’amore, giocando insieme.
(differentemente la fine potrebbe essere “…e vissero infelici e contenti.”)
Ieri sera a letto sento all’improvviso il desiderio di dormire con te. Dormire, l’intimità massima, richiama tutti i 5 sensi, ma anche la capacità di lasciarsi andare completamente all’altro, affidarsi. Come accade quando si fa l’amore pienamente. Come quando si mangia e si beve con gusto e per il gusto. Stamattina al risveglio sei lì che ti aggiri dentro di me, come se ti avessi bevuto, come se mi avessi bevuto, come se noi ci fossimo assaporati. Nonostante tu non ci sia fisicamente. Scrivere? posso solo scrivere sulla pelle perchè sento la tua impronta, ed il suo calco è capace di rendere presente te concretamente assente.

E mentre l’olio caldo passa sulla mia schiena insieme alle pietre che massaggiano per sviluppare calore, il mio calore nasce dal desiderio di te. L’impronta di te. Le impronte possono essere amate, odiate o ripudiate. Così come il cibo, se percepite come pericolose.
Ma io sento che i nostri capelli si sfiorano. La pelle è in attesa.
Voglio mangiare con te, voglio bere con te. Voglio annusare te. Perché il sapore passa sempre per l’odore. Chimimagica.
Scrivere? Come posso? Perché di tutti gli istinti l’unico che non voglio è quello di immobilizzare.
Scrivere solo il corso di noi che assaporiamo l’un l’altro non come entità (da masticare per distruggere) ma parti viventi di reciprocità.
E vissero felici e contenti

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