La Soluzione

49498984Eccellenza, hanno bisogno di nuove scuole e nuovi ospedali. Inoltre, occorrono altre risorse per la “BANCA ALIMENTARE”.
Il consigliere aveva parlato con voce fredda e distaccata.
La voce, modulata su quel tono, non lasciava trapelare nulla, né affetto, né apprensione, né partecipazione, né indifferenza. Il suo camice bianco, lindo e lucente nella stanza in penombra, comunicava lo stesso asettico distacco della voce.
L’ Eccellenza a cui si era rivolto il consigliere, era un ometto magro e calvo, con la faccia fredda e immobile come una maschera bianca veneziana. Nessuno conosceva l’ età di quest’ uomo riservato e sfuggente, anzi in molti dubitavano persino della sua esistenza. Solo un monocolo con montatura metallica interrompeva la monotonia dei lineamenti privi di significato.
Il monocolo aveva doti eccezionali ed erano in pochi a esserne al corrente. Consentiva di vedere fino ad un chilometro di distanza nitidamente.
L’ Eccellenza pallida tamburellò le ossute adunche lunghissime dita sul tavolo nero e lucido e senza guardare il consigliere che lo metteva al corrente dei bisogni della società, disse: Lo so. Sono tanti, sono troppi. Per questo motivo la strategia che sta per essere messa a punto ci darà però una mano. Manca pochissimo alla SOLUZIONE.


Raggiunse felpato la grande vetrata del suo ufficio dalla quale dominava la città brulicante di esseri umani che dividevano ogni centimetro libero. Continuò a parlare con la stessa pacata naturalezza e lo sguardo perduto nel buio: e pensare che tutto questo lo abbiamo costruito noi. Li abbiamo curati ed istruiti, ma vivono a lungo, troppo a lungo. La situazione ci è sfuggita di mano. Urge un controllo, una aggiustatina.
Una lieve increspatura nella monotona voce si risolse in un sogghigno cinico.
Oramai possiamo permetterci soltanto quelli che servono a far funzionare la grande macchina dello Stato e quelli che effettuano la pulizia delle strade. I restanti esseri umani sono inutili e soprattutto costosi.
Il pianeta da tantissimi anni non era attraversato da guerre ed epidemie. Gli uomini erano diventati troppo evoluti ed avanzati grazie all’ istruzione e alla conoscenza della storia. Avevano fatto tesoro del passato e i governanti non li potevano abbindolare propinando sete di conquiste per trascinarli in sanguinose guerre, né li potevano aizzare in incomprensibili odi razziali per effettuare stermini autorizzati.
Gli uomini del 2150 amavano la vita, volevano vivere in pace, studiare, curare la salute e divertirsi. E così, il loro numero era raddoppiato e poi triplicato e ora le risorse scarseggiavano. L’ acqua era razionata da un pezzo e i dissalatori lavoravano a pieno regime tanto che il livello del mare si era abbassato. La tecnologia non riusciva a far fronte a tutte le esigenze e lo Stato doveva provvedere al pagamento di pensioni e cure sanitarie per garantire la salute dei cittadini. Già da tempo gli uomini mangiavano solo cibi liofilizzati e solo in pochi potevano permettersi l’ ebbrezza della masticazione.
Occorreva sempre costruire e il pianeta era tutto un cantiere. Tutto era verticale per risparmiare prezioso territorio.
Eccellenza, le previsioni per quest’ anno non sono affatto buone. L’ acqua e il cibo scarseggiano e sono previsti altri arrivi di profughi. Credono che qui si viva meglio e tutti si aspettano che lo Stato faccia qualcosa. Chiedono giustizia sociale ed integrazione, condizioni di vita migliori per tutti e diritti umani. Possono scaturirne disordini, cortei, proteste, forse rivoluzioni. Tutti vogliono vivere bene e migliorare. Vogliono l’ infinito in un mondo finito.
Il consigliere proseguì parlando con la stessa voce fredda ma compiaciuta per l’ analisi corretta dei problemi che affliggevano la società.
Poi un guizzo negli occhi gialli tradì la freddezza che si ostinava a tenere ben celata.
Perdoni Eccellenza e se li inducessimo al suicidio? Dandosi loro stessi la morte, lo Stato ne uscirebbe pulito.
Continuando a guardare fuori, L’ Eccellenza si aggiustò il monocolo e con navigata saggezza rispose “caro consigliere, i poveri non si suicidano, mai”. Conoscete dei poveri che si sono ammazzati perché non hanno niente? Chi non è mai stato ricco ignora ciò che si possa fare o comprare con i soldi. Vivono a carico dello Stato e sono contenti perché lo Stato finora ha garantito una esistenza dignitosa a tutti, senza discriminazioni, ma ora deve essere lo Stato a dire basta. Lo Stato deve fare a volte scelte impopolari per il bene della società. Non può mantenerli tutti.
La voce le uscì un po’ roca ma tornò a schiarirla bevendo il succo di pomodoro tenuto in un bicchiere cilindrico. Nella luce incerta del crepuscolo color piombo, il succo di pomodoro sembrava sangue. L’ uomo pallido che lo tracannò d’un fiato, un avido vampiro.
Aspetteremo che venga il “Ghedanclosed”, la festa dei folli dove è permesso fare tutto senza freni inibitori. Come topi si riverseranno nelle strade, affollandole, ebbri di alcool e felici di esserci, felici di esistere. E proprio allora avranno la bella sorpresa eh eh eh.
L’ Eccellenza pallida da giorni accennava alla “sorpresa “ e quando pronunciava “sorpresa” non poteva celare una certa soddisfazione che scaricava nell’intreccio delle sproporzionate dita che lui muoveva come fulminee saette argentee. Impossibile ripetere quei gesti per chiunque. Sfuggivano al ricordo.
L’ Eccellenza pallida aveva pensato a lungo prima di prendere la decisione. Questa decisione cambiava il mondo, lui ne era l’ artefice, ma avere sulle spalle una simile responsabilità è impegnativo.
Ci fu un momento in cui la coscienza, antico retaggio di una vita precedente parve avere il sopravvento.
La coscienza fu la sua prima vittima. Era troppo “umana”, troppo emozionale e doveva essere soppressa senza pietà per evitare problemi e rimorsi.
Giù in strada la musica ad alto volume squarciava le tenebre ferrose. Il grande giorno era giunto e l’ aria era densa e sgradevolmente umida. I fiati degli uomini si condensavano nell’aria e per l’ assenza di vento si era formata una cappa che sovrastava le loro teste,aleggiante ed immobile. La nuvola umida e grigia quella notte era visibile a grande distanza.
Da diversi giorni erano stati installati enormi ventilatori sui tetti dei palazzi e tutti si chiedevano a cosa servissero. Nel bel mezzo della festa, la musica tacque e una chiarissima voce metallica la sostituì.
Cari, tanto cari cittadini, il governo vi informa che le nuove scoperte nel campo dell’ aerodinamica hanno permesso di scoprire l’ efficacia di speciali ventilatori in grado di purificare l’ aria e renderla gradevolmente profumata. Come ben sapete, l’ aria è sempre più calda di anno in anno e questi eccezionali ventilatori sono in grado di farvi sentire bene come se foste stesi all’ ombra di una salubre pineta. Proverete il benessere di quella frescura perché allo Stato sta a cuore il benessere e la salute dei cittadini. Grazie cari cittadini e ora continuate pure a divertirvi.
Un URRA’ gioioso e un VIVA IL GOVERNO, VIVA IL PRESIDENTE, seguiti da applausi e giubili, accolsero la comunicazione di servizio. Alcuni avevano le lacrime agli occhi per la generosa soluzione che il governo offriva per alleviare i disagi provocati dal caldo e dai balli frenetici.
La musica riprese vorticosa e coprì l’ inquietante ronzio dei mega ventilatori attivati all’unisono. Le pale dei ventilatori iniziarono il loro subdolo lavoro.
Le onde magnetiche invisibili e assassine, avvolsero nelle loro aeree spire la massa di uomini e donne che ballavano.
Le onde magnetiche intrise di essenze misteriose interagirono con le cellule neuronali, scombussolarono le sinapsi ed infusero incertezze.
Quando tutti smisero di ballare e cominciarono a osservarsi con occhi vuoti e pieni di tristezza fu il segnale che l’ Eccellenza e il consigliere aspettavano.
La musica cessò e al suo posto venne diffuso un canto lamentoso, fievole e subliminale, liquido come veleno instillato nel padiglione auricolare per sconvolgere l’ equilibrio cinetico. Il piano entrava nel vivo.
Vocine beffarde sussurravano / non sei nessunooo/ non hai nullaaaa/ tu credi di essere o avere/ ma sei nienteee. E risatine metalliche ponevano fine ad ogni frase e soffiavano velenose incertezze.
E Poi: fai finalmente qualcosa di eroico/ ucciditi/ Lo Stato ti cura? Si prende cura della tua salute? E tu ribellati/ Vinci tu/ Decidi tu quando morire.
A ciascuna donna, sibilarono vocine cattive per distruggere l’autostima ti dico quello che non sei? Ti dico quello che non hai? sei effimera/ sei a tempo/ stai per scadere/ Adesso balli/ sei leggera come una farfalla ma la vecchiaia ti renderà pesante. Muori adesso, adesso che sei perfetta. Fissa in eterno quest’ attimo. Diventa immortale/ ucciditiiiii/
Tutti si videro piccoli ed inutili, modesti insignificanti esseri destinati alla morte in tarda età, residui larvali di rimpianti di epoche passate, di giovinezze sbiadite, di ricordi edulcorati. Crollarono le illusioni e nessuno si accontentò più. Tutto apparve loro piccolo, modesto, insignificante e loro massimamente inutili e infelici. Maxischermi proiettarono immagini di donne bellissime con corpi perfetti e le donne si videro brutte, piene di imperdonabili difetti. E tutte dicevano: come sono brutta! Come posso io accettare di vivere se esistono donne così? Che diritto ho io di vivere, consumare preziose risorse, contaminare l’ aria col mio respiro, non è forse meglio che lasci spazio a chi è meglio di me? Loro meritano, io no. E facevano lamenti e si strappavano i capelli per la scoperta della loro condizione. Poi i maxischermi proiettarono immagini di uomini bellissimi e ricchissimi che ridevano felici e viaggiavano su barche e auto lussuose. Avevano mogli e figli perfetti. Gli uomini che prima ballavano lieti e sani al “Ghedenclosed” si scoprirono infelici brutti inadeguati. E dicevano: come posso vivere se mai potrò offrire alla mia famiglia una vita così spensierata piena di momenti belli? Io sono così disgustosamente normale. Che viva chi è meglio di me! Spazio e largo a chi merita di vivere.
Salirono sui tetti dei grattacieli a testa china, in fila, ordinati, metodici, pazienti, tenendosi per mano e cantando nenie ancestrali.
Ubbidienti spiccarono il volo. Mentre volavano prima di schiantarsi avevano gli occhi aperti ma non vedevano. Quando tutti si gettarono di sotto, i ventilatori furono spenti e il consigliere e l’Eccellenza pallida constatarono che il piano subliminale ideato aveva funzionato alla perfezione.
Il monocolo straordinario roteò sulla folla di cadaveri per accertarsi che fossero morti tutti. Una ragazza con lunghe ciocche bionde seriche caduta su due uomini scuri spiccava per la bellezza straordinaria. Le sue braccia erano larghe e le gambe da gazzella, fasciate da aderenti jeans bianchi, erano strette, perfettamente allineate con una rigidità innaturale. Una sottile linea rossa affiorava dalle labbra rosa e i suoi occhi aperti erano fissi in una espressione di stupore per l’ incomprensibile gesto che forse solo all’ ultimo aveva compreso folle e guardavano un punto indefinito, inafferrabile. Il cuore dell’ Eccellenza pallida ebbe uno strattone. Lo sentì vivo dopo tanto tempo. Sentì il freddo di una spada sollevarlo e poi strapparlo via. Il dolore cinereo aveva un nome: Zoe.
Sul balcone soffiava da ponente lo Zefiro notturno, chiaro ed asciutto. La Primavera era arrivata mite e leggera fino al duecentoduesimo piano del grattacielo. L’ Eccellenza sentì la zavorra ai piedi che ostinati non volevano muoversi. Erano impietriti dal desiderio della vita che li chiamava.
Ecco io vorrei vivere ma con il mio piano criminale ho ucciso Zoe, la mia amatissima figlia Zoe. Io devo morire ora. Eccomi morte
Saltò giù. Il monocolo straordinario roteò come una piccola ruota un bel po’ prima di fermarsi in un rigagnolo di fango. Il suo greve tintinnio si estinse nella nera mota. Il consigliere diramò un comunicato stampa a reti unificate. I maxischermi proiettarono la sua rassicurante figura alta ed elegante col camice lindo, bianco e lucente. Parlò alla Grande Nazione ancora attonita.
Cittadini, l’ Eccellenza a causa di problemi personali ha deciso di togliersi la vita. Era molto malato ed ha preferito suicidarsi piuttosto che pesare sulle già precarie casse dello Stato che per ottemperare ad un equo e democratico servizio sanitario esteso a tutti e sottolineo a tutti , ogni anno sborsa cifre astronomiche. L’ Eccellenza è morto da eroe, solo, ma da eroe. Fino all’ ultimo ha creduto di non essere amato dal “ suo” popolo, ma i fatti che sono seguiti a tale tragedia, lo hanno smentito. L’ adorata figlia Zoe, appresa la notizia della morte dell’ amato padre, bellissima e stoica, si è buttata dal grattacielo più alto. Sconvolti dal dolore, milioni di cittadini la hanno imitata. È un triste giorno ma radioso per l’ eternità. Esistono ancora le emozioni, gli impulsi! Con voce studiata e strozzata dal finto pianto mormorò: scusate… comprendete.. il momento…
A microfoni e telecamere spenti si ricompose, sorrise.
L’ Eccellenza era una perfetta “ egghead”, una perfetta testa d’ uovo. Aveva concepito un piano perfetto , in teoria, ma inattuabile in pratica. Una egghead, appunto_ In tasca teneva un piccolo crocifisso d’ argento. Era una manufatto di serie del 2012 made in china.
Lo accarezzò piano, lo estrasse dalla tasca, lo guardò e disse piano: ” non c’è nessun giusto, neppure uno”. (Romani 3:10).

Tiziana Sferruggia

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2 pensieri su “La Soluzione

  1. #svolgimento Autore articolo

    Tiziana… Sono rimasta a bocca aperta , posso dirti che si è’ diverso in parte dal tuo stile che ormai conosco ma è’ un racconto assolutamente perfetto stupenderrimo
    Anna Wood

    Rispondi
  2. RobyLepri

    Scrittura veramente bella e senza sbavature. Tutti i grandi scrittori contemporanei hanno frequentato almeno una volta la fantascienza e Tiziana riesce a farlo in modo splendido. Complimenti!

    Rispondi

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