Voci

telefono1

 

 

 

 

 

 

Viene a trovarmi ogni volta che squilla il telefono
ma c’é qualcosa di stonato nella suoneria
quando è lui a cercarmi
come un suono di lamiere che si piegano
o un dito che passa su un foglio di carta
provocando quella sensazione sgradevole ai denti
ecco che la sua voce appesa al filo
arriva dal niente
da un posto di fuoco
di cui adesso ne restano solo le ceneri

la sua voce cade dentro la mia testa
e un battito di ciglia
torno in quel posto che brucia al sole
dove sono nata una volta e morta altre mille

il senso di nausea iniziale svanisce dopo i primi secondi
eccomi sono pronta a rispondere alle domande di rito
e ad essere sottilmente violata per l’ennesima volta

si ciao ti pensavo Anna
e allora ho preso il telefono

giro gli occhi da destra a sinistra
senza prima fermarmi a guardare in alto
verso rl cielo
oh per favore pietà di me
sapevo bene cosa si nascondesse dietro quelle parole
sono stato con un’altra donna ma non è la stessa cosa
neanche questa volta
più ti cerco Anna più non ti trovo

e allora preso da un sentimento che gli stringeva il cuore
come una cravatta nell’afa dell’estate
mi chiamava

era più forte di lui
so che pativa
dovevano essere tremendi
i secondi che precedevano la telefonata
componeva in fretta il mio numero
iniziava con zero e subito dopo premeva il tasto rosso
basta devo smettere
poi ritornava la voce di lei ed il suo sorriso
i suoi capelli nel vento leggero
e in fine quel bacio maledetto
e si sentiva morbido
le gambe gli venivano meno
i pensieri cupi facevano spazio ad un viso
languiva negli occhi di Anna
lei che non andava via
senza rendersene conto il telefono squillava già

sih hai fatto bene
dimmi
come stai

la mia lucidità lo spiazzava
lui voleva sentire un po’ di tristezza nei miei modi
tracce di vana nostalgia
ma non ve n’era più ombra

conoscevo il suo gioco
conoscevo a memoria l’architettura dei suoi pensieri
ogni linea ogni curva ogni disegno
che percorrevo con le dita
come si fa su una mappa
percorrendo strade che conducono a posti familiari

di fronte alla mia disinvoltura
lui faceva una fatica disumana a nascondere la sua rabbia
continuava con altre domande per cercare di scovare
dalla mia voce sfumature
residui di un qualsiasi sentimento

come stai
parlami un po’ di te

benissimo
ho una bambina
sih a maggio sono diventata mamma
mi assomiglia parecchio
dicono

risponde balbettando
m aaa m m a
schiarisce la voce
mamma
poi aggiunge mentendo
dai che bello

le mie parole gli arrivano come coltelli alle spalle
lo sento denso
l’aria che ci separa e ci tiene uniti a quel telefono
è tremendamente pesante

vorrebbe essere lui il complice della mia maternità
si accontenterebbe semplicemente di essere mio figlio
pur di stare dentro di me
per tutte quelle settimane
invece la nostra era una gravidanza
che non avrebbe dato nessun frutto
se non quello del delirio

in questo gioco
che sono le sue telefonate
che sembravano arrivare da un posto lontano
oltre il mare ed il cielo
ero io ad uscirne vincitrice

avevo masticato quel dolore
che lui in un giorno prossimo al Natale
mi aveva regalato
col freddo fuori dalle finestre
e strade di cornamuse
senza che io gli avessi chiesto
una minima parte un granello
di quel dolore lì
stringendo forte i denti
così tanto da privarli del loro smalto
sono riuscita ad andare avanti
ed andare avanti significava un’unica cosa
amare di nuovo
sentire
instancabile mi sono ripresa la mia vita
per morderla anziché esser morsa
gustandone ogni attimo

lui invece rimaneva inchiodato al passato
schiavo di sé stesso
del suo sentire assurdo
viveva nella miseria di chi è incapace di amare
dentro una gabbia
sterile

l’amore che più volte hai calpestato adesso è rinato
non vuol saperne di te

non sono più tuo territorio
non hai nessun diritto di valicare
la soglia del mio cuore

le parole che non pronunciavamo
le labbra zitte e ferme
le ombre sui nostri visi
ci tenevano stretti al telefono
le verità che non dicevamo
divenivano più rumorose
di strepiti e pianti
nel silenzio ci incontravamo ancora
ci capivamo
più che con inutili parole

tornavamo insieme sotto una pioggia così fitta da sembrare lana
da pensare che il sole se ne sia andato offeso per sempre
una complicità in una strada solitaria dentro una macchina
fuori tuoni infernali a presagire un percorso pieno di lacrime
di cui già sentivo il tepore
poi è arrivata una partenza
a cambiare il corso delle cose
uno stage in Germania
dovevo trasferirmi lì per qualche mese
per imparare quella lingua satanica che è il tedesco
come diceva il mio professore
a proposito del suo idioma

nel periodo trascorso a Colonia fu sempre inverno per me
tra la neve e le lezioni sotto un cielo sempre buio
mai una volta in tutti quei giorni il sole mi venne a trovare

la distanza lo devastò di una sequenza di sentimenti
la fiducia iniziò a vacillare per aprire le porte alla gelosia
che sbocciò vittoriosa
erba parassita che divora le radici di un albero secolare

quando rientrai in Italia
l’uomo ridotto in polvere
mi disse

ciao mia bella Anna
tu hai un odore diverso da quello che conoscevo
ciao ciao

queste parole
che intendevano un tradimento
io trovai altri pensieri
in fondo tutti e due eravamo alle prime armi
amanti ancora acerbi
e sicuramente lui voleva qualcosa di nuovo
voleva andare avanti
voleva cambiare

voglio qualcosa di nuovo
di diverso
ho tutta la vita davanti
semplicemente ciao
il messaggio arrivò prepotente
una nuvola che copre il sole tiepido in inverno
a Natale tra una messa notturna e una veglia
e l’odore di dolci della costa d’Amalfi
che mia madre prepara per i giorni di festa
ci salutammo
e ci fu subito un gran silenzio attorno a me

per molto tempo
nessun temporale
nessuna pioggia
nessuna voce a scaldare il cuore e i pensieri

un giorno di primavera
lì fuori c’era un altro aereo ad aspettarmi
insensibile ancora una volta al distacco a cui mi costringeva
mi avrebbe trascinata a Londra
capitale di isole immerse dentro un mare senza odori
sotto strati e ancora strati di nuvole
era lì ad aspettarmi

un treno si prese lui e la sua voce
per trasferirli nella nebbia del Nord
dove avrebbe continuato i suoi studi
curioso di abbracciare altre novità e iniziare vita nuova
più allegra più felice più leggera

così furono i mesi che seguirono
io a marcire sotto la pioggia britannica
lui a perdersi tra la nebbia della pianura piatta e inospitale
entrambi lontani dal sole
secondo lui entrambi finalmente liberi

molti anni dopo
stanco di sperimentare senza arrivare a stabilire nessun teorema
stanco di sprecare vita nei posti sbagliati
scoprì di non avere mai chiuso quella porta
che lo portava a me

iniziò a cercarmi ovunque
scavava con unghie logore in quella buca che è il passato
ma più andava giù e più niente toccava
più non si arrendeva
più mi perdeva tra le mani

oggi al telefono
cosa voleva da me
cosa voleva da me che non avesse già avuto
nel silenzio che è diventato la nostra unica voce
lo ringrazio per avermi dato quel dolore
si cui costruire un tributo d’amore per la vita
grazie per le emozioni che leggo dentro ogni foglia
ingiallita o calpestata
che incontro sulla mia strada

per lui
un deserto sempre uguale che si ripete
una moviola che lo avvilisce
dove non c’è ombra né vento
a far respirare l’anima
ed in lontananza
nessun orizzonte

Esther Messina

 

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Essendo la prima volta che Esther pubblica un suo scritto con Svolgimento, abbiamo pensato di presentarla con queste poche righe.

Scrittrice catanese, vive e scrive, tra Padova e Catania, di teatro, poesia e narrativa
Su youtube con MALEDETTIPOETI, si possono vedere video di vari suoi reading con altri colleghi

 

 

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3 pensieri su “Voci

  1. woodanna wood

    Esther , posso darti 10 e lode?
    Si è cosi’ tutto ..hai saputo raccontarlo magnificamente ..In questo testo c’e’ tutto quello che almeno una volta nella vita tutti abbiamo provato passato e sofferto .
    —–
    ” invece la nostra era una gravidanza
    che non avrebbe dato nessun frutto
    se non quello del delirio”

    Si un delirio vuoto.

    Rispondi
  2. beabea414

    Davvero brava. Concordo con Anna e sono felice che Esther abbia accettato il mio invito di pubblicare con Svolgimento.
    L’ho conosciuta poco tempo fa in occasione di un reading , I Am Not a Woman, che lei stessa ha ideato e organizzato mettendo insieme un sacco di bravissimi poeti e artisti Se vi capita di andarli a sentire, il reading è itinerante e toccherà varie città, avrete delle belle sorprese.

    Rispondi

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