Una ricetta veloce veloce

DSCF3311– E dopo la pubblicità diamo la linea alla nostra cara Carmela, ma che dico Carmela, Carmelina! Carmela, ci sei, ci sei, pronto, mi senti, Carmelinaaa?
– (Ma vedi che casino che deve fare ogni volta questo qua, nel passarmi la linea! E meno male che sono nello studio accanto al suo! Oddio … studio! Un garage, un box, accomodato coi cartoni delle uova alle pareti per insonorizzarlo, ma pieno pieno di cianfrusaglie come arredamento! E meno male che lo zio del produttore si è deciso a togliere la macchina e a parcheggiarla fuori per tutto il tempo che dura la mia rubrica, così potrò almeno stare seduta. Vero è che alla radio non si vede nulla, ma …)
– Si tesoro, eccoci qui Mimmo! Carmelina è pronta come sempre a dare ai nostri cari amici, ma soprattutto alle amiche radio e ascoltatrici, una ricetta semplice e veloce, da realizzare in poco tempo, come dettano oramai questi tempi sfrenati che non ci danno tregua! Ma possiamo rinunciare, e soprattutto, possiamo mai dire ai nostri figli, o ai nostri maritini, di rinunciare ai sapori di una volta, quelli delle nostre mamme, se non addirittura delle nostre nonne?


– Noo, non possiamo Carmelina! Noi maschietti, figli, fratelli o maritini come dici bene tu, a tutto possiamo rinunciare, vabbè a quasi tutto ah ah ah, ma non ai bei manicaretti di una volta, sarebbe un vero peccato mortale! Mi raccomando però, Carmela, come sempre una cosa semplice e veloce, adeguata ai tempi, anche a quelli della nostra trasmissione!
– (E ho capito, scimunito, ma adesso mi dai la linea e ti stai muto, oppure diventò una rubrica di pareri?)
– Ma certo caro Mimmuccio, come sempre la zia Carmelina darà adesso una ricettina adatta ai nostri tempi, che ogni moglie, ogni mammina potrà inserire nei suoi menù, facile, facile, facile! Parleremo oggi della famosa pasta con le sarde a mare!
– Con le sarde a mare? Ah ah ah! “Al mare” vorrai dire cara Carmelina, anche se sei a Roma da vent’anni ti è rimasto ancora l’intercalare dell’isola, non è vero? Che simpatica che sei!

– (Che ignorante! Ma quando imparerà a parlare in italiano, sta buzzurra? Ma poi famosa dove?)

– (Ignorante e anche presuntuoso, stu gran pezzo di cretino!)

– No, Mimmuccio tesoruccio di zia tua! Invece è proprio pasta con le sarde a mare! Devi sapere, e devono saperlo anche le nostre care amiche radio e ascoltatrici, che in tempi di guerra trovare il pesce era difficilissimo, figurarsi poi trovarlo fresco! E allora cosa si sono inventate le nostre nonnine a cui certo non mancava la fantasia e l’ingegno? La pasta con le sarde senza sarde! Ed ecco che l’hanno chiamata appunto con le sarde a mare, perché le sarde non ci sono, a mare sono rimaste! Non è bellino come gioco di parole?
– Bellissimo cara Carmela, davvero geniale! E ci vuoi pure illustrare la ricetta?

– (Ora sì che si capisce perché è così questa! Gli stessi tre neuroni delle sue nonne avrà! Geniale?
Ma per piacere! Si perde di continuo nelle sue frammentazioni e finisce che non fa capire niente!)

– (Niente da fare, questo scimunito ha solo fretta di ricominciare a dire le sue cazzate al microfono … ma chi è che lo ascolta vorrei sapere! Devo decidermi a parlare con quelli della produzione!)

– Certamente Mimmo, vengo al subito e al dunque! Gentilissime amiche e gentili e rari amici che siete all’ascolto, preparate carta e penna e seguitemi con attenzione, perché è una ricetta facile, ma ci sono molti ingredienti e non vorrei che ne perdeste qualcuno. O avete forse i tablet e ci scrivete sopra? Ah, come sono lontani, care amiche mie, i tempi in cui si cercava, senza mai trovarla, la matita. Quella spariva nel momento topico, proprio mentre radio Montecarlo dava il numero da chiamare per vincere un LP, e la risposta al quiz la sapevi, anche se non c’era Google, perché conoscevi a memoria tutte le parole delle canzoni di Miguel Bosè, sia in spagnolo che in italiano, e anche l’accento giusto conoscevi, sia in spagnolo che in italiano! O devo proprio raccontarvi delle volte che invece tentavo di chiamare, per entrare in diretta radiofonica e parlare col dj? Sapete che vuol dire alzare il ricevitore e sentire il tono tipico del duplex occupato? Che nervi! E quello sempre colpa di Assuntina era, Assuntina la mia vicina di casa, che ci convinse con l’inganno a fare un accordo di quel tipo, per risparmiare qualche lira sul contratto con la SIP! E intanto poi era tutto il giorno al telefono con lo zito!
Che poi … guardate non fatemi parlare perché se dovessi dire le cose che so, non basterebbe una giornata …
(In cuffia dalla regia):
– Carmela a vò firnì? Se ci vuoi dare questa ricetta, magari le finiamo qua le informazioni sulla vita privata di Assuntina!

– (Ah, si, mamma mia mi scordo sempre che il tempo passa!)

– Ma torniamo alla ricetta amiche carissime, forse eravamo un tantino fuori tema. Vi ho dettato gli ingredienti? Ah, mi fan cenno di no!

– (E c’è bisogno di sbracciarsi così, già che ci sei esci pure le bandierine per le segnalazioni! Mi era sfuggito, può capitare! Capitava a Mike e non può capitare a me?)

– Ecco dunque, amiche mie, l’elenco: mi raccomando non sottovalutate nessun ingrediente, ognuno di essi è molto importante per la buona riuscita del piatto. Non facciamo che poi vi viene troppo dolce o troppo salato e date la colpa a me; come diceva sempre la mia insegnante al corso di cucina …
(Nuovamente in cuffia dalla regia):
– Carmelaaaaaaaaaa! Bastaaa! Dai la ricetta che c’è il giornale radio, dai forza, facimme ambresso ià!
………
Conoscendo Carmela so che non riuscirebbe neanche questa volta a dare in tempo la ricetta, per cui ho pensato di … pensarci io! Lasciamola insieme ai suoi ricordi di gioventù e ai battibecchi col conduttore radiofonico.
Eccovi gli ingredienti insieme a qualche consiglio assolutamente disinteressato:
200 g di foglie di finocchietto selvatico, ben lavato mi raccomando, tanto è così selvatico che l’odore non se ne va, neanche sotto le cascate del Niagara.
200 g di bucatini; se volete potete anche provarci gli spaghetti, ma secondo me andate troppo fuori tema!
1 spicchio d’aglio, schiacciato, non tritato per carità, non sono cose da farsi!
½ cipolla rossa di Tropea, anche la Calabria partecipa, vedete?
5 cucchiai di passata di pomodoro
½ cucchiaio di concentrato di pomodoro, ci sta, ci sta, non vi preoccupate che ci sta!
20 g di pinoli, costano troppo? Ma quelli ci vanno! Che ci vorreste mettere le noccioline americane?
20 g di uvetta, vi da fastidio? E mettetecene 15 di grammi, non 10 però, sono pochini!
50 g di pan grattato
1 pizzico di peperoncino, anche uno e mezzo se vi piace il piccantino!
1 presa di zucchero, ma se avete il diabete o non vi piace il gusto troppo dolce evitatela pure!
1 bicchiere scarso di vino bianco
olio extravergine d’oliva
sale e pepe q.b.
Mi fa impazzire questa sigla: q.b.! La si potrebbe usare per tante cose nella vita, anzi dovremmo farci attorno un movimento serio: QB! Quanti soldi ci vorranno per questa autostrada? QB! Quanti grammi di imballaggio per la lavatrice? QB! E il super manager dei trasporti spaziali: quanto dovrebbe guadagnare? QB!
Sapete quanti sprechi e quanti rifiuti in meno in tutta la galassia?
Ma ecco il procedimento, non vorrei fare la fine di zia Carmela:
Lessate i finocchietti in acqua bollente salata per 10 minuti; poi scolateli bene, ma non buttate l’acqua di cottura: vedrete che vi servirà!
In una padella, e senza fare i tirchi nella scelta delle dimensioni, fate un soffritto di aglio e cipolla, poi aggiungete l’uvetta, i pinoli, il finocchietto tagliato piccolo al coltello e la passata.
Sciogliete il concentrato di pomodoro in un bicchiere di vino bianco, poi versate il tutto in padella e fate evaporare il vino a fuoco vivace.
In un padellino a parte, fate dorare la mollica in poco, pochissimo olio d’oliva, con lo zucchero se avete deciso poi di metterlo, io non lo metterei tutto sommato, e infine i pizzichi di peperoncino.
Giratela di continuo col cucchiaio, perché tostata si, bruciata no!
Nel frattempo cuocete la pasta nell’acqua di cottura del finocchietto: non l’avrete mica buttata? Ma se ve lo avevo detto prima che vi sarebbe servita!
Quando la pasta è cotta, ma ancora al dente mi raccomando, altrimenti rovinerete tutte le belle cose che avete fatto fino a qui, scolatela e fatela saltare nella capiente padella, col condimento.
Quindi impiattate.
Prima di iniziare i giri di forchetta, aggiungerete in ogni piatto le manciate di mollica tostata che il gusto vi suggerirà.

Post Scriptum: ringrazio moltissimo i tanti siti da dove ho scopiazzato, con rispetto e deferenza ed elaborandola poi, la ricetta!
Post Post Scriptum: Io sono convinto della genialità del nome di questa ricetta, ma sono di parte, lo sapete! Tuttavia preferisco decisamente quella con le sarde dentro il piatto!

Giuseppe Pippo Visconti

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4 pensieri su “Una ricetta veloce veloce

  1. fulvia

    Miiiii…. ho le lacrime agli occhi!!!! troppo divertentissima assai la scena che mi sono immaginata con Carmelina curtigghiara ! 🙂 … e poi quel QB…. mi fa impazzire! Complimenti Sig. Visconti! post scriptum… grazie per la ricetta, può servire! Voscenza benerica

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  2. Giuseppe Pippo Visconti

    Ah, scusate! Un mio amico mi ha pregato di specificare che l’uvetta non è quella per i dolci! No no! E’ l’uva passa, che noi terroni chiamiamo “passolina”; è piccolina, più scura, nera praticamente arriva ad essere, e decisamente meno dolce! Lo dico a scanso di equivoci, sempre possibili in cucina! Meglio evitare (anche i rimproveri da parte di qualche vero esperto/a in arti culinarie) ! Tolgo il disturbo !

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