Inscripta Immanent

written_by_jp_fischbeinE’ tutto scritto sul corpo, dentro il burro della carne. Morbida come seta dopo i baci. Vuota e sospesa nella solitudine. Acre e spigolosa per la paura. Squamosa e increspata di rimembranza.

E’ tutto scritto negli occhi. Nella depressione dello sguardo, dove la piega della palpebra nasconde una lacrima. Tutto riflesso nella pelle, nel reticolo dei vasi sanguigni. Una filigrana di emozioni , a volte implose in chiazze bluastre. Ematomi di sofferenza defluiti ai margini, ricacciati nel buio, in attesa di un desiderio nuovo. Vuoti che non si accorgono di essere caduti dentro se stessi. Perché, alla fine, tutto rimane scritto nel mistero della dimenticanza, quando l’emozione si irrigidisce in uno spasmo senza risposta.

I corpi non mentono. Mai. Nascono dentro ampolle di vetro. Senza pensieri. Germogliano suggendo l’aria e ricamando sorrisi nei volti di chi ci guarda. Implodono al termine della notte uterina. Sanguinano perforando il derma, crescendo al ritmo del dover essere. Cadono, si sporcano. Strisciano dentro tracce senza tempo, lasciando bave di memoria e gusci rotti.

I corpi si nutrono per ricordare la pienezza. Alfa. Omega. Divorano i propri rigurgiti di senso. Farfugliano. Alambiccano. Creano. Aspettano in fondo a un’assonanza l’avvento della parola. Ascoltano il frusciare del mondo e imparano a ricordarlo.

Poi più nulla. La morte tace di un silenzio senza tregua. Tuonano lampi sopra torbe corrusche. La crosta del cuore si spezza. La carne striata di melma si smembra. Incardinata alla sua fine, la storia si s/brana. Vaga ottusa tra i cocci di se stessa.

Dopo di noi, solo l’assenza, dove sgocciola monotoni versi il desiderio inabitato.

Bea Ary

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Inscripta immanent

It is written on our bodies, inside the buttery flesh. Soft as silk after the busses. Empty and weightless in its solitude. Bitter and acerose out of fear. Scaly and furrowed with memories.

It is written in our eyes. In the cavity of a glance, where the fold of the lid shrouds a tear. Reflected on our skin, in the mesh of blood vessels. A web of emotions, at times bruised blue implosions. Livid suffering spilling to the margins, thrust into the dark, waiting to be aroused again. Black holes, unknowingly, falling into themselves. Because, in the end, everything remains inscribed in the mystery of forgetting, when feelings harden into an unresponsive spasm.
Bodies do not lie. Ever. They are born inside glass vessels. Heedless. They germinate by drinking in the air and embroidering smiles on the faces of those who watch us. Imploding at the extremity of the uterine night. They bleed, permeating the skin, growing to the rhythm of having to be. They fall, soil themselves. They slither along timeless trails, leaving spittle-like memories and broken shells.
Bodies nurture themselves to remember the fullness. Alpha. Omega. They devour their own purged sense. They stammer. They distill. They create. They wait for the advent of a word at the end of a rhyme. They listen to the rustling of the world and learn to remember it.
Then, nothing more. Death is infinitely silent. Lighting sounds over the glittering earth. The heart’s crust breaks. The mud tethered flesh strips apart. Pivoted to its end, the story de/composes. It roams, unwitting, among its own ruins.
And after us, the absence alone, where the monotonous verses of uninhabited desire trickle.

Bea Ary

Translation by Matilde Colarossi.

Matilde Colarossi is a teacher and translator living in Florence, Italy, but she grew up in English-speaking Canada where she learned that being different can be beautiful.
You can read some of her short stories here:
http://www.stanza251.com/

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20 pensieri su “Inscripta Immanent

    1. beabea414

      Grazie Pippo, non ti devi scusare. Sono io che scrivo col contagocce e sono pure iper-critica.con me stessa così finisco per cassare il 90% di ciò che a fatica prodico.
      Sono molto felice di far parte di un blog così vario e pieno di talenti che mi onroano della loro attenzione!
      Alla prossima storia!

      Rispondi
  1. piccoleparole

    Davvero intenso come brano!
    I corpi non mentono, no.
    Siamo unità e il corpo riflette ciò che si muove e ci smuove dentro.
    Paola

    Rispondi
  2. adelaide j. pellitteri

    Bea è una rivelazione, e come le cose più efficaci e penetranti lei è : a lento rilascio. I miei complimenti Bea

    Rispondi
    1. beabea414

      Adelajde, posso scendere in Sicilia col prossimo volo per abbracciarti? 😉 Vengo anche a nuoto!
      Le tue parole sono un balsamo per la mia timida cratività 🙂
      A presto con tante nuove storie ( anche più allegre si spera!).
      Kisses

      Rispondi
      1. adelaide j. pellitteri

        Certo che puoi venire ! Ti aspetto a braccia aperte anzi, se puoi, porta pure Anna Kiss Kiss Kiss

  3. sabrina

    Ecco la dimostrazione che non servono molte parole per arrivare dritti al cuore di un argomento! Bravissima!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Rispondi
  4. Stephanie McCarthy

    This piece is at once so beautiful and so well-crafted. There is the movement – from what is written (*on* our bodies, so there is no separation) to what is chthonic, via our desires and hungers, and there are the words, used to describe these, all combining into a whole which, itself, combines, mixes, disintegrates, returns to our origin and is composition and de-composition, not only in a fleshly, earthly sense, but with regards the rhythm of the tools used – the words – and the movement from Beginning to End. I feel, after reading this piece (which I have done several times since yesterday), that Bea Ary has shared a secret, the very essence of what we have been since the beginning, the very essence of what everything potentially means. And, this poetic work would not have been accessible to me, had it not been for Matilde Colarossi’s translation, itself replete with its own aethetic qualities, replete also with the rhythms and images of the original.

    Rispondi
    1. beabea414

      Hello Tikulli! Thanks for taking the time to read! I am honored you liked my little poème en prose 🙂 I hope I’ll be translating more in the future.
      Will certainly keep in touch! Hugs

      Rispondi

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