Rizomi

mazzo-di-rose-rosa_bNon ci vuole niente a risvegliare la mia voglia senza nome. Una piccola tenue carezza di more sulla schiena, riflessa dalla luna nelle notti estive.
Un fruscio di voci mi bisbigliano sorrisi. La mia voglia prende la forma tremolante di un rizoma. Si stacca da me e vaga nel tempo.
Era una notte buia di rubini nel tepore dell’alcova quando mia madre stretta alle lenzuola, la bocca dischiusa, emanava profumi di rose. Cadde un’ampolla dalla madia. Si ruppe la sua voglia sopra il mogano nero.
Una rosa è una rosa è una rosa.
Petalo dopo petalo, quella notte buia di rubini divenne una rosa vivente. Ne feci un letto di pensieri oltre l’escoriazione di spine. Ne feci una disegno per sfidare i venti, dopo la recisione.
Rosa pulcherrima rosa. Nutrita di spazi e di vuoti, dove il verme della solitudine brucò la sua sorte.


Rosa aulentissima rosa. Ritorno a quella voglia antica, dopo che ti ho seccata dentro chiocciole di vetro.
Non ci vuole niente a risvegliare la tua fragranza. Basta una carezza, un gesto, un incipit sfruttato senza memoria.

Bea Ary

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9 pensieri su “Rizomi

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