Uomo Donna

 imagesLe voci arrivano attutite nell’ora del risveglio. Sempre troppe, confuse, quando gli altri fanno finta di dormire. Se solo riuscissi a tenere gli occhi aperti per darla a bere al desiderio, farei della mia debolezza una utile disillusione. Perché presente, fin troppo e in me. Se non quella presenza tra il sogno a occhi aperti e il sogno, di lei, Turchina, che fa finta di dormire. Sarà l’ora giusta per toccare il corpo, per recidere gli arti inutili, quelli che non sognano. Non addetti alla felicità passeggera.

Perché non reattivi. Un braccio, una gamba, un orecchio. Sono la metà inconsistente dello stare seduto qui sul letto, a quest’ora. Che sia solo una metà la parte funzionante di me è sufficiente a considerarla viva. Perché reattiva. La parte immobile non mi respinge, è immobile e basta. Mi pone solo differente rispetto a un piano orizzontale, dovrei essere un verticale gambe-munito, ma non lo sono. Sono un orizzontale semi autosufficientemente vivo — abbastanza — da annusare il marcio di una pelle distrutta dal decubito. Le ferite sono lembi aperti e puzzano.

Turchina ha spesso l’abitudine di lavarmi anche quando non ho voglia. Spesso si convince a portarmi per profumerie. Adoro sentire l’odore che non sia il mio. Giro come in una bag-shop col tartufo sempre bagnato. Lì ho tutto in asse perfetto, a puntar profumi come un setter inglese. Così la pelle si rigenera, il mio involucro si modella sugli odori d’arredo.

Tralascia i particolari. Ne rifiuta quelli inafferrabili. Cambia colore e luminosità. E spunta un sorriso. La mia metà è uomo. L’altra, donna, di legno. Non mi conquista, mi custodisce. Preserva quella mia agitazione all’esposizione altrui, agli occhi che non guardano, che non sconfinano, perché l’omofobia è una malattia. Non è la mia parte immobile malata. È immobile e basta. Senza le mie metà non sarei io. Ognuna mi perfeziona. Ognuna… ha bisogno dell’altra. Così, volo in fragilità. E sogno tutte le metà del mondo che lo perfezionano. E mi trovo a farne parte nel completo del mio esistere. Esserci. Mentre tutti gli altri fanno finta di dormire.

Raffaele Rutigliano

 

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