Il panellaro Sig. Lo Mondo

 Bere Mangiare…Scrivere

pane-panelle1A quest’angolo c’è ‘u zu Pinu, all’altro Enzo ma più avanti il sig. Lo Mondo. Tutti panellari alla pari. Fabbricano panelle per tutti perchè di fronte alla panella tutti cedono. Un panino con le panelle fa venire l’acquolina in bocca, fin da quando ne senti l’odore: quel fritto che fumiga dagli angoli, dalle Ape parcheggiate in maniera strategica, dai pentoloni stracolmi di olio bollente in cui galleggiano saltellanti. E non è il pane, né la panella assugliata d’olio, il sale o lo spruzzo del limone, è tutta la vicenda del morso che addenta pane, panella, sale, succo di limone se c’è, a fare la magia. C’è dentro una dipendenza che il panino di Mc Donald, studiato dal Marketing della dipendenza non eguaglia. Quello è il momento cruciale: il morso completo e la poesia comincia. Il sugoso della sfoglia intrisa d’olio, unta, dorata, croccante con il velo crostoso che cela il tenero della polpa, si asciuga al contatto del pane, la mafalda, che si esalta. Boccone da re. Boccone di popolo. Ladri e truffatori, faticatori di porto, motoristi e manovali, lattonieri e capomastri, carpentieri e falegnami. Omicidi e santi.

Perfino popolo e cardinali. Tutti dipendenti. E tutti in pace: più bocche da sfmare, più lavoro per tutti. Ma al sig Lo Mondo una mattina capita un guaio. Eh si, un guaio grosso grosso. Due agenti della polizia municipale si accostano alla motoape invitandolo a spostarsi. Che se non si sposta con tutto il carretto lo mettono a verbale, con tre voci che sembrano tre multe messe insieme.

1) Divieto di sosta

2) Vendita al pubblico senza licenza ( e in nero)

3) Inquinamento.

E’ come chiudere il negozio. E qui gatta ci cova. Non è a caso. Qui deve esserci lo zampino di chi lo vuole male e punta ad eliminarlo dalla piazza. Ma quale inquinamento e inquinamento, agente, qui sto sanando un quartiere. Neanche fossi fumo termale. Ma lo vede come sono rosei e pasciuti? Si ma lei intralcia il passaggio, non può sostare qui. E’ in divieto di sosta, incalza l’agente.Si, ho capito. Il sig LoMondo diventa rosso, il sangue gli sale al cervello, gli esce dagli occchi. Questo qui l’ ha mandato lo zu Pino o Enzo, per sbarazzarsi della concorrenza. E mentre insistono il sig Lo Mondo continua a preparare fumanti panelle che scivolano dentro mafalde morbide, le avvolge nella carta ruvida da pane, divisa in quadrati perfetti che subito si ungono e profumano, ne mette un paio tra le mani degli agenti che quasi protestano, non sanno che si perdono. Ma si che lo sanno, appena addentano con gusto gli occhi cambiano espressione. Hanno una sosta, una sospensione, quasi d’ebrezza e stupidità. Riavutisi cercano l’omino basso e tondo che li ha serviti, ma non ne vedono traccia. Il sig. Lo Mondo ha girato l’angolo, ha un punteruolo nascosto tra il polsino della camicia e l’incavo della mano, è deciso, senza esitazioni. Brutta cosa creare dissapori senza averne dato motivo, arrecato danno, neanche una maldicenza. Fulmineo si china come a raccattare una moneta o un oggetto sfuggito, mentre conficca nella ruota posteriore destra dell’Ape di Enzo, il punteruolo. Mentre sfiata, il rumore dei clacson impazza, si sa all’ora di punta Palermo impazzisce.

Clotilde Alizzi

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6 pensieri su “Il panellaro Sig. Lo Mondo

  1. clotilde

    Ringrazio Anna Roberta e Gianluca per lo spazio dedicatami. Spero sia stata una degustazione gradita. Si sa talvolta le panelle fanno brutti scherzi. Ma se l’olio è buono aiuta. Baci Clotilde

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  2. raimondo.q

    Le panelle sono il cibo democratico per eccellenza, guardie e ladri sono accomunati dal pane e panelle, leggendo si sente il loro profumo delizioso, ma lo sfondo è un centro storico palermitano fatto di piccoli e grandi abusi a cui ormai ci siamo assuefatti. E anche sull’olio della frittura avrei qualcosa da ridire, vabbé si è capito che io preferisco la farinata ligure?
    (emoticon slurp)

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  3. Clotilde

    Raimondo nn e’ voler raccontare quanto siamo incivili. Quanto una tradizione e un bisogno che si traduce in comportamento e arte di arrangiarci. Ci hanno lasciato scelata?

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  4. beabea414

    Racconto che assuglia (?) profumi, languori e aquoline che pensavo perdute per sempre. Mi piace assai questo verbo ‘ assugliare’!
    Quanto amai ‘pane e panelle’ quando ebbi la fortuna di assaggiarle, troppo tempo fa, ahimè! Non sapevo esistesse un pane che di nome fa Mafalda! Evoca proprio un grembo morbido e soffice, il posto più adatto a raccogliere tanta oleosa bontà divina!
    Cloltilde, è vero che una volta si chiamavano ‘piscipanelle’ ed erano il surrogato del pesce fritto per i poveri?
    Grazie pr il post, credo sia uno dei più belli finora letti per il contest!!

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