Una voglia

Bere, mangiare… Scrivere

PrugneConPancetta1Voglia di prugne con la pancetta croccante, come dei piccoli involtini, al centro la prugna secca snocciolata, intorno ci arrotoli la striscia di pancetta e la fermi con uno stecchino. Il compendio perfetto dei contrasti, dolce salato, morbido croccante, caldo freddo.Sono stuzzichini collaudati da lungo tempo, li facevo quando ero ancora sposato, tutte le volte che mia moglie invitava i suoi amici a cena. Sapevo che non piacevano a nessuno, così come io non piacevo molto agli amici di mia moglie, e la bilancia era pari. Gli amici chiacchieravano e si scambiavano gridolini, io mangiavo le mie prugne con la pancetta croccante e mi scolavo pure un paio di bicchieri di vino rosso.

Stanotte non resisto, ne preparo una decina allineate sulla piastra, pronte per l’aggressione veloce del grill che in tre minuti le renderà fragranti e scottanti. Credo che le mangerò tutte, poi ditemi qualsiasi cosa tanto non vi ascolto, qui in casa mia faccio quello che voglio. Dormo mangio guardo la tv, poi mangio di nuovo. Queste prugne con la pancetta croccante non me le voglio fare scappare, ci ho speso anche del tempo per trovare le prugne adatte, non quelle snocciolate della California tutte appiccicose di sciroppo di glucosio, le migliori si comprano nel negozio di alimentari marocchino vicino alla stazione, asciugate al sole mediterraneo, non importa se hanno il nocciolo, toglierlo è una penitenza, ma sono più compatte e consistenti. Basta. Apro il forno, metto dentro, e fra tre minuti tiro fuori gli stuzzichini caldi caldi, un profumo che tutti gli amici di mia moglie arricciavano il naso e cercavano il divano. Intanto che sfrigolano, apro una bottiglia di sirah, ne bevo solo un bicchiere, non devo esagerare.

 Toc toc, mi è sembrato di sentire bussare, toc toc toc, come di nocche sul vetro, ma da dove proviene, dal forno? Forse il calore ha risvegliato la pancetta che vuole esprimere la sua gratitudine per essere stata scelta fra tante altre al banco salumeria? In effetti stamattina era ancora tesa, adesso si sta sciogliendo.Ascolti, signora pancetta, non c’è bisogno di ringraziarmi, è una cosa così normale per me, lo faccio con piacere, di mangiarla. Stia buona lì, intorno alla sua prugna secca, che avrà modo di esprimere i suoi ringraziamenti più tardi, nel piatto, e insieme a lei ci sarà il norcino e l’enologo e il contadino, tutta un’allegra compagnia. Anzi, già che ci siamo, apparecchio anche per loro.

Mi giro a prendere delle altre forchette, poi mi rendo conto che mi sto prendendo in giro, nessun maiale sarebbe contento di essere mangiato da me, né sotto forma di pancetta croccante, né di salsicce o altri insaccati succulenti. Si ritroverebbe in un posto di merda, un postaccio buio affollato da parti di animali e altre cose, dove tutti si scambiano gomitate involontarie e bestemmie e stridore di denti. Una discarica dove si sono ammassati per anni i miei peccati di gola, dove convivono formaggi semistagionati e sovracosce di tacchino, pere williams e pane e panelle, verdure gratinate e crema pasticcera, salsicce lunghe col finocchietto e anacardi tostati salati. Tutto il cibo ingurgitato in cinquant’anni è lì a ricordarmi che lo spazio disponibile non è illimitato, già siamo al livello di guardia. Quando il cibo avrà riempito la pancia, strariperà per trovare sfogo nei canali secondari, s’incuneerà nel sistema nervoso, risalirà fino al cervello, prenderà possesso delle sinapsi e allora ci sarà da ridere.

I miei gesti saranno guidati da un broccolo romanesco, da un suino nero dei Nebrodi, oppure avrò uno sformato di fagiolini al posto del cervello, o una gelatina di anguria con gocce di cioccolato e fiori di gelsomino. Una vera sciccheria.Prugne con la pancetta croccante, mi ricordano i tempi del matrimonio, il compendio perfetto dei contrasti, dolce salato, morbido croccante, caldo freddo. Ora che ci penso non mi sono mai piaciute e poi, ogni volta che le preparavo, non c’è mai stato un maiale disposto a ringraziarmi.

Raimondo Quagliana

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5 pensieri su “Una voglia

  1. anna wood

    Come si puo’ leggere un racconto simile quando si è a dieta da 2 giorni? Raimondo mi haoi fatto venire l’acquolina in bocca…ora faccio come le lumache 🙂 e sono vegetariana ehhhh

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  2. #svolgimento Autore articolo

    Raimondo pure io sto a dietaaaa 😉 ma giuro che appena esco dal tunnel preparo i tuoi involtini. La descrizione dello stomaco del protagonista è deliziosa, pare la dispensa di Masterchef. L’idea che il cibo accumulato negli anni strabordi e finisca nelle sinapsi a guidare le azioni è perfetta. Nel caso, chiedo che a guidarmi sia un’aragosta annaffiata da champagne. Anzi, prosecco di Valdobbiadene altrimenti la Wood si incazza. Preferirei roseè, grazie.

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  3. raimondo.q

    Grazie per la calda e croccante accoglienza, mi dispiace per voi che siete a dieta e vi svelo un segreto: questi stuzzichini sono davvero squisitissimi. (slow emoticon)

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  4. beabea414

    Raimondo, anch’io sto a dietaaaa ( o almeno faccio finta 🙂 ). Come mi sfrigola bene questa ricetta!
    Davvero sfiziosa e da provare. Mi hai fatto proprio venire un certo languorino.
    Ricette a parte, un gran bel racconto…mi pare che riesca a cogliere perfettamente quanto il cibo possa compensare le tristezze della vita e quanto poi ci si trovi a maledirlo una volta che ci accorgiamo di quanto siano incolmabili certi vuoti.
    Bravo!

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