Pistis – Amore

angelo caduto ikaLe tende ondeggiavano, spinte dalla brezza del mattino. I raggi solari cadevano quasi verticali e filtrando fra i tessuti creavano giochi di luce che brillavano sul pavimento. Sopra il letto si rifletteva l’ombra di una figura illuminata alle spalle: Luisa . Era il 19 aprile 1989 . Pizzicò gli angoli del copriletto sotto il materasso e vi appoggiò sopra una valigia aperta. Fissò con sguardo impaurito e consapevole il vuoto che avrebbe dovuto colmare davanti a sé. Negli ultimi mesi, senza sapere a cosa dovessero servire, aveva preparato una lista di cose da riporre all’interno di quella valigia : scarpe, ombrello, una nuova agenda su cui scrivere … Un riff di pianoforte interruppe la lettura della lista, riportandola alla realtà. Aveva staccato il citofono e il telefono fisso per non essere disturbata, dimenticando però il cellulare personale. Aveva avvisato amici e clienti di non contattarla, non oggi. Aveva cose importanti da fare, i suoi progetti non dovevano essere intralciati. Sensitiva e chiromante, Luisa era abituata a essere cercata in ogni momento della giornata. Riceveva gratuitamente decine e decine di persone che volevano essere messe in contatto con parenti defunti o entità ultraterrene. Era ‘assistita’ da una voce che giungeva all’improvviso, come un soffio leggero che le sussurrava notizie provenienti da un’altra dimensione. Questa voce angelica le teneva compagnia fin dalla tenera età, suggerendole intuizioni veloci e rendendola agli occhi dei più una persona fuori dal comune. Sebbene fosse davvero molto giovane, Luisa si manteneva lavorando come fotografa freelance e intanto aiutava gli altri mettendo a disposizione il suo dono. Sensibile e acuta osservatrice, era sempre disponibile a rispondere a una chiamata di aiuto. Ma quel giorno sarebbe stato diverso. Una premonizione, ricevuta una notte, parecchi mesi prima, l’aveva informata che la fine del suo rapporto con quella voce meravigliosa e angelica sarebbe avvenuta proprio oggi. 19 Aprile 1989: così aveva creduto di vedere scritto sul muro della sua stanza in lettere di fuoco. Nulla l’avrebbe distolta dal suo piano. Si avvicinò al cellulare che continuava a squillare e sul display lesse il nome. “Pronto, ciao mamma” Pausa.

“Grazie per avermi avvisata … sì, ti raggiungo. Sono quasi pronta. Mi raccomando, andrà tutto bene. Stai tranquilla. A dopo … ciao”. “Non perderti in pensieri … sbrigati, non c’è più molto tempo” si disse Luisa per trovare il coraggio. . Con fermezza riprese a spuntare la lista che aveva tra le mani e a riempire la valigia: una matita, una gomma per cancellare, una piccola scaletta di corda … Tutto era pronto, avrebbe dovuto solo aspettare. Fissò l’orologio e si accomodò sul tappeto cercando di capire perché la premonizione le avesse indicato di preparare la valigia proprio il giorno della sparizione della voce angelica, riempiendola di tutti quegli oggetti inutili. Non trovava distrazione da questo pensiero che la tormentava da mesi, ma oggi forse avrebbe finalmente compreso Quando l’agitazione sembrò affievolirsi, la valigia tornò a riempirle il campo visivo e come una cascata l’immagine di ciò che stava a significare le annebbiò la vista: l’angelo, che finora con la sua voce l’aveva accompagnata e consigliata, la figura più importante della sua vita, l’avrebbe abbandonata proprio oggi. D’impulso cominciò a scrivere una lettera, che terminò in poco tempo, come spinta da una forza irresistibile. Piegò in quattro il foglio e lo mise nella tasca del giaccone senza rileggerlo. Poi si infilò gli stivali neri e uscì di casa con la valigia per dirigersi verso l’ospedale dove l’attendeva la sua famiglia .Nella sala d’attesa una visione lucida proiettata sul vetro davanti a lei le fece capire che era arrivato il momento che da mesi attendeva e temeva. La figura che la rassicurava e proteggeva dal primo giorno della sua vita la stava abbandonando. Sentiva il distacco come se qualcuno le stesse sfilando la pelle di dosso. Luisa avvertì la sofferenza ma sapeva di non poter far nulla per impedirlo. Percepì, grazie al suo dono, che la luce che l’angelo emanava si stava pian piano spegnendo, e in quel preciso istante assaporò il gusto pungente del distacco e provò il vuoto di un’immensa solitudine. L’essere sfiorata, accarezzata e aiutata da Lui. Le idee risolutive di tanti problemi e l’armonia che si creava quando si univano stretti nel silenzio della notte, lontano dagli altri, da oggi sarebbero state solo ricordi. L’amore della sua vita, questa luce che lei avrebbe potuto riconoscere anche in mezzo a mille persone, solo guardando gli altri con gli occhi del cuore, si era definitivamente allontanata dalla sua anima: non la sentiva più, ne era certa. Il momento atteso era arrivato. La caduta , avvenuta. Bagnata di lacrime e con gli occhi ormai incapaci di vedere la luce delle anime altrui, Luisa si abbandonò alla disperazione. La voce di un’ infermiera la riportò alla realtà. Risuonava lontana dicendole chiaramente ciò che lei già sapeva . “Signorina, è nato suo fratello ed è in perfetta salute”. Subito Luisa intuì cosa doveva fare. Mise la mano in tasca e sfilò la lettera per leggere ciò che aveva scritto e che nemmeno ricordava:

19 Aprile 1989

“Scarpe cucite a mano: leggere e comode, con suole resistenti per compiere passi leggeri, perché le strade della vita possono essere lisce e pulite ma anche strette, non delineate e con il pavimento dissestato. Cammina sempre deciso e pondera bene la direzione da prendere quando ti troverai dinanzi a degli incroci: le scelte sono la manifestazione del nostro essere, che è soprattutto libero arbitrio. Se un muro o un ostacolo insormontabile ti dovessero bloccare la strada non lasciandoti proseguire, non scoraggiarti, torna sui tuoi passi e cambia direzione, se necessario. Impara dagli errori, ma non farti abbattere da loro. L’ombrello: usalo quando sarai sopraffatto dalla tempesta. In quel momento dovrai aprirlo per coprirti. Ma raccogli l’acqua e conservala per quando in futuro avrai sete, e non avere mai paura di bagnarti. Ricorda che basta anche solo il ricordo del sole per scaldare i pensieri. Una tempesta infatti può portare distruzione ma se riesci a capovolgere il tuo punto di vista vedrai che anche nella disgrazia esiste un lato positivo, che è a tuo favore. L’ agenda: è vuota, riempila di esperienze, pensieri ed emozioni. Quando l’avrai riempita conterrà il tuo sapere: custodiscilo con cura e usalo per sostenere chi avrà bisogno di te, se lungo il tuo cammino incontrerai chi ha smarrito la direzione ed è in solitudine. Questa matita: lascia un segno sottile, non permanente ma ben visibile, ed è grazie a lei che potrai abbozzare le immagini più importanti dell’esistenza, in modo da poterle poi rivedere nei momenti di sconforto e trovare il coraggio di proseguire. La gomma, invece, non la dovrai utilizzare mai: quando arriveranno i momenti in cui vorrai eliminare parti del tuo vissuto e distruggere i tuoi valori, ti servirà solo a ricordare che nulla si può cancellare ma solo trasformare e migliorare. Tutto ciò che fai ti porta a essere ciò che sei. Quindi, proteggi ciò in cui credi. Infine ti dono una scala: per salire in alto e ricordarti da dove provieni perché quando ci incontreremo saremo due estranei ma per me sei il dono più prezioso che gli angeli potessero farmi. Allo stesso modo, utilizzala per scendere in profondità dentro di te. Calandoti in quel silenzio troverai le risposte alle domande più difficili. Cerca lì la tua felicità e non fra i rumori del mondo. Dentro di te c’è la tua ancora e qui fuori, finché potrò, ci sarò io.

Con Amore tua sorella”

Luisa sorrise tra le lacrime. Finalmente aveva capito. L’angelo che la proteggeva fin dalla nascita aveva solo cambiato forma. E ora stava per incontrarlo.

Federica Petri

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24 pensieri su “Pistis – Amore

  1. Franco

    Brividi….man mano che continuavo a leggere.. sempre più brividi…..bellissimo… e soprattutto….un finale che rappresenta l’inizio, un inizio di due nuovi percorsi… Non sono un amante della lettura ma davvero l’ho letto tutto di un fiato e subito dopo riletto… 🙂
    Complimenti…. scritto benissimo… Continua….

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  2. Giuseppina

    Stupendo racconto , segno di una grande sensibilità e di un’amore incondizionato .il racconto mi ha riempito di amore e di speranza Grande scrittrice ,continua a scrivere che sai dare felicità e serenità Grazie

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  3. Roberta Manzo

    Profondo e intenso. Potrebbe essere la storia di ognuno e ognuno essere il destinatario della lettera…
    Hai saputo con la penna creare un quadro, dove in ogni riga la luce delle parole restituisce i colori della tua visione.
    L’ho amato il tuo racconto ed in esso ho rivisto la mia vita.
    Pochi regalano emozioni pure, come sai fare tu.

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  4. Flavio

    Complimenti Federica! Ancora una volta, mi stupisci per la tua sensibiltà, in ogni forma d’arte che ti appresti ad abbracciare! Riesci sempre, a fare affiorare la tua bellezza interiore! Buon proseguimento!

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  5. Clotilde

    E’ un racconto molto bello. Avrei nella parte iniziale tralasciato i troppi dettagli e le frasi corte. Troppi punti. Avranno reso l’atmosfera di attesa che poi si percepisce e pertanto si presentano idonei ma rallentano troppo, secondo me. Mi piace molto la lettera, la conclusione ad effetto l’avrei leggerita, sfumata, come lo svanire di un angelo. Ha un sapore davvero delicato.

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  6. vitosvito

    Che tu sia un’artista che gode della mia stima lo sai. Avendo poi conosciuto tuo fratello mi sono immedesimato nel racconto e l’ho vissuto nell’anima …. ed entra dentro, come i tuoi quadri, le tue immagini, le cose che realizzi. Complimenti Federica, hai un dono magicamente speciale.

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    1. Federica petri

      Grazie per le parole. Grazie per la tua costanza nel seguire la mia arte pittorica e oggi per avermi “Letta”! Federica P.

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  7. Giuseppe

    Grazie Federica! Mi è piaciuto molto leggere il tuo racconto. Uno stile sensoriale, intimistico, introspettivo. Inconfondibilmente personale: non solo per riferimenti come il legame simbiotico con il fratello ma anche, soprattutto, per l’energia e lo spirito positivo (la gomma da non usare mai), insieme al tratto più inaspettato di malinconia, di solitaria sensibilità. Continua a scrivere!!

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